Internet Archive affila le armi contro Google Library

Il grande archivio del web ottiene fondi per contrastare l'iniziativa di Google, basata su formati proprietari. In vista accordi con importanti istituti culturali per mettere i bastoni fra le ruote al progetto di BigG

Roma - Si scalda ancora l'atmosfera nell'ambito delle iniziative di digitalizzazione della conoscenza umana, dopo l'annuncio di Internet Archive, l'organizzazione non profit che sta costruendo una biblioteca digitale di tutti i contenuti del web liberamente accessibile da tutti, di aver ricevuto un sostanzioso contributo per combattere in maniera più efficace il Library Project dell'imperante colosso dei motori di ricerca Google.

In totale, IA ha ricevuto un milione di dollari dall'istituzione filantropica Alfred P. Sloan Foundation, con lo scopo di siglare accordi con alcune delle biblioteche e delle istituzioni culturali più importanti degli States per la trasposizione in digitale dei contenuti cartacei ivi contenuti. L'ambizione perseguita da Internet Archive non si limita infatti al solo web, ma abbraccia ogni genere di contenuti culturali in forma digitale, scansioni di libri incluse.

Il denaro donato verrà impiegato per digitalizzare i libri conservati presso Boston Public Library, The Getty Research Institute, The Metropolitan Museum of Art, Bancroft Library of the University of California e Johns Hopkins University. L'importante, sostiene il management di IA, è stringere accordi con le biblioteche prima che arrivi qualcun'altro, considerando la tendenza degli istituti a rigettare l'offerta di un ulteriore gruppo di scanning con una collaborazione già in atto. Quel qualcun'altro, naturalmente, non può essere che Google.
Il fondamento base di Internet Archive è la disponibilità totale del materiale acquisito grazie all'utilizzo di formati aperti, al contrario di quanto prevede il progetto di digitalizzazione di Google incentrato sull'uso di standard proprietari. Proprio in risposta a Google Book Search (di cui Library Project è una diretta conseguenza) è nata la Open Content Alliance, sponsorizzata appunto da Internet Archive e da Yahoo!.

Oltre a prevedere l'utilizzo di standard aperti per la digitalizzazione dei libri, OCA non rivolge le proprie attenzioni a materiale che non sia di pubblico dominio o al cui accesso non abbia ottenuto l'autorizzazione, al contrario della discussa pratica di indicizzazione di Google Book, che scansiona i contenuti protetti da diritto d'autore appellandosi alla disciplina statunitense dell'equo utilizzo, offrendo nel contempo solo anteprime dei suddetti agli utenti.

"Google sta provando a privatizzare ogni biblioteca su cui riescono a mettere le mani", ha dichiarato Brewster Kahle, presidente di Internet Archive, "Ma la nostra iniziativa dimostra che c'è un percorso alternativo". Un percorso che non preveda la dipendenza dalle decisioni di una singola società commerciale, soprattutto se si tratta di Google, il brand sempre più onnipresente in ogni ambito della vita dei netizen.

Alfonso Maruccia
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