venerdì 22 dicembre 2006

Il Venice Project e la rivoluzione P2P

di Tommaso Tessarolo - Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo progettone dei creatori di Skype e sul perché la vera rivoluzione della tv via Internet passa per il P2P. Ecco cosa pensa chi lavora sulla nuova televisione

Si tratta di un client P2P, realizzato sulla tecnologia XULRunner (!!) per Windows, Mac OSX e Linux, in grado di ricevere un numero virtualmente infinito di canali TV trasmessi via Internet. La modalità di visione, come promesso di Friis, è prevalentemente "non lineare". Un canale è di fatto composto da una serie di clip Video che vengono riprodotte in sequenza quando si accede al canale (molto bello il montaggio di tutte le novità che si ha all'avvio del client).

Questo approccio garantisce una esperienza di TV di flusso per chi non ha intenzione di scegliere altro se non il canale, ma consente allo spettatore attivo di poter decidere in ogni momento quale singolo contenuto vedere. Chi vuole quindi può costruirsi un proprio palinsesto, alimentando la lista dei programmi preferiti o durante la visione o cercando nella libreria di contenuti presenti.

Molto interessante è l'aspetto sociale del Venice Project: quando si guarda un canale TV è previsto che lo si possa commentare, che si possa chattare con altri spettatori o con la "trasmissione", che si leggano in overlay i propri feed RSS. Lo "schermo" televisivo viene trasformato in un piano capace di ospitare tutti gli strumenti necessari all'interazione.
È fondamentale però capire la differenza che Venice porta rispetto ad una "normale" esperienza non lineare di Net TV fatta utilizzando il Podcasting Video da client come iTunes. Con quest'ultimo i file si scaricano localmente senza condividerli, e si guardano quando si è finito il download. Con il client Venice si ha la netta sensazione di vedere la TV perché il flusso video parte immediatamente appena si accede al canale. La riproduzione viene avviata mentre la clip video è in download, regalando un'esperienza utente veramente fantastica che porta il Podcasting Video ad avere la stessa immediatezza d'esperienza della televisione classica.

In più, naturalmente, si hanno tutti i benefici della "non linearità" e quindi la possibilità di vedere e rivedere quello che più ci piace quando vogliamo. Il "segreto" di Venice, come si poteva immaginare, è che i file video vengono trasferiti utilizzando il protocollo P2P. In questo modo più spettatori utilizzano il Client migliore è la qualità del servizio: con tanti trasmettitori sparsi nella rete non solo si scarica più velocemente (finché abbiamo banda a disposizione) ma si hanno maggiori garanzie di stabilità del servizio.

Il modello di business prevede due fonti di ricavo: innanzi tutto l'advertising ovvero pubblicità dentro i video e sponsorizzazioni dei canali. Quindi la vendita di contenuti a pagamento, della quale non si sa praticamente nulla anche se Friis ha dichiarato che alcuni contenuti saranno distribuiti protetti da DRM.

Project Venice più che avere fornitori di contenuti mira ad avere partner interessati ad utilizzare la piattaforma, con i quali stringere relazioni di reciproca convenienza. Per un broadcaster poter trasmettere a tutto il pubblico della rete senza passare sotto la gogna dei telecom operator, e senza dover investire quantità di denaro ai limiti della sostenibilità, è una opportunità senza precedenti. Mentre per Venice sarà importante avere contenuti di pregio da proporre a chi scaricherà ed utilizzerà il client.

Una comunione d'interessi talmente forte, con delle basi talmente solide che rischia fa crollare definitivamente le barriere per la distribuzione dei contenuti TV sul web. Tanti sono già i canali a disposizione ma per il momento tra le "major" solo il gruppo Warner e Channel 4 in UK sembrano aver aderito alla prima fase di sperimentazione, ma non facciamo difficoltà a credere che presto molti altri potrebbero seguire compresi i numerosi produttori "ProAm" che stanno emergendo in questa nuova era di User Generated Content.

Due sono le sfide ulteriori che il Project Venice si propone di superare. La prima è legata ai contenuti ad alta definizione, che indiscutibilmente faranno dai traino ad una nuova offerta televisiva di qualità, con un numero di potenziali clienti in forte crescita grazie all'entusiasmo che sta circondando questa nuova tecnologia. La seconda è quella che amo chiamare "la prova divano". Credo che la Net TV uscirà dallo stadio larvale solo quando riuscirà ad entrare, in maniera semplice e trasparente, dentro i nostri televisori, quando seduti sul nostro divano con il telecomando in mano potremmo indifferentemente scegliere se vedere la TV "classica" o la Net TV, in quel momento inizierà la vera battaglia.

Entrambi gli obiettivi rientrano nei piani del Venice Project che dovrebbe uscire ufficialmente nei primi mesi del prossimo anno già con un offerta HD e con sul mercato uno o più "box" in grado di attaccarsi al televisore e ricevere direttamente questa nuova TV.

Il Venice Project però non è l'unico progetto di questo tipo in attività. Pur essendo indiscutibilmente quello che ha attirato il maggior numero di attenzioni si trova già oggi in compagnia di diversi servizi concorrenti.
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