venerdì 22 dicembre 2006

Il Venice Project e la rivoluzione P2P

di Tommaso Tessarolo - Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo progettone dei creatori di Skype e sul perché la vera rivoluzione della tv via Internet passa per il P2P. Ecco cosa pensa chi lavora sulla nuova televisione

Ecco un'altra piattaforma e un altro addetto ai lavori contento dell'effetto benefico che il Venice Project sta portando al mondo P2P. Purtroppo Coolstreaming, a differenza di Venice Project, non si può dire che abbia il crisma dell'ufficialità, in Italia è visto solo come piattaforma per vedere il calcio gratis:

"Capiamo benissimo che nel mondo degli "affari" serve l'ufficialità, noi purtroppo non l'abbiamo, non l'aveva neanche Youtube... Ciò che fa paura va sempre combattuto, ciò che destabilizza il sistema da fastidio... per di più fatta da gente che non è nata nel sistema ne vi è dentro. Noi lo abbiamo sempre ripetuto siamo disponibili a collaborare senza alcun problema, non vogliamo assolutamente affossare nessuno, vogliamo poter discutere liberamente di cio' che potrebbe essere la tv del domani. Capiamo i problemi dei broadcaster e per questo da parte nostra abbiamo teso una mano verso questo problema. Rispondiamo al DMCA e siamo disponibili in qualsiasi momento a rimuovere "link" a materiale considerato protetto. Abbiamo inserito dei filtri su quei canali che ripetono contenuti criptati in Italia e stiamo applicando dei geolock, tutto per far capire il nostro spirito collaborativo."

Non c'è dubbio che il P2P dia fastidio, ed è questo il suo più grande problema. Inizialmente i più grandi avversari di questa rivoluzione emersa dal web furono le grandi industrie dell'intrattenimento. Oggi questi attori hanno capito che grazie al P2P hanno a disposizione una piattaforma per estendere il loro business nello spazio e nel tempo: palinsesti infiniti raggiungibili dal tutto il mondo, con costi di distribuzione ridicoli.Gli unici veri oppositori rimasti sono purtroppo i telecom operator. Per loro il P2P rappresenta contemporaneamente una doppia minaccia: non solo scardina definitivamente le barriere del MULTICAST aprendo la Net TV alla gente, ma satura contemporaneamente la capacità delle loro reti. Il P2P, si sa, è molto vorace di banda. È sorprendente vedere i grafici di consumo di un fornitore d'accesso suddivisi per protocollo: il traffico P2P occupa da solo la stragrande maggioranza della banda.

Questo per un telecom operator è un problema, perché impedisce di poter gestire un vero "over booking". Di norma si vendono offerte ADSL a 4/Mbits sapendo che tanto i consumi dell'utenza saranno discontinui e non cosi sincronizzati, e che quindi mediamente tutti saranno contenti. Ma cosa succederebbe se tutti gli utenti di un telecom operator usassero contemporaneamente tutta la banda a loro disposizione, magari grazie ai super efficienti client P2P?

Sono convinto che molti hanno già sperimentato questa situazione di disagio, dove i mega bits ADSL previsti dal contratto diventano pura teoria. Per questo motivo la campagna denigratoria contro il P2P è ancora in atto. Fintanto che sarà considerato un "male" sarà possibile giustificare i filtri per protocollo che in alcuni casi vengono messi in atto. Se il vostro provider improvvisamente taglia tutto il traffico eMule o Torrent, sappiate che nonostante vi vengano comunicate ragioni ufficiali di "prevenzione alla pirateria", in realtà si sta trattando di un ottimizzazione della scarsa banda a disposizione.

Questo è il problema del P2P. Purtroppo se un telecom operator decide di far andare male (o per niente) una piattaforma P2P lo può ancora fare. Chi ha investito tanti denari in infrastrutture ed offerte IPTV chiuse starà secondo voi semplicemente a guardare mentre il mondo scoprirà le meraviglie del Venice Project? Attenzione perché questo è il rischio che stiamo correndo. È su questi temi che il popolo del web deve acquisire conoscenza, per attivare una azione consapevole a salvaguardia della neutralità della rete.

Tommaso Tessarolo
Il blog di T.T.


Gli scenari di T.T. sono disponibili a questo indirizzo
23 Commenti alla Notizia Il Venice Project e la rivoluzione P2P
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  • Scusate ma se trasmetteranno Film serie ecc a buona definizione, gratuitamente, appoggiandosi solo alla pubblicità, allora che fine faranno i DVD Pay Tv e tutti i servizi a pagamento?
    Come faranno ad invogliare il potenziale acquirente, se ha già a disposizione quasi tutto?
  • non sono un esperto, ma finchè i dati in uscita saranno cosi bassi, queste cose saranno difficili. complimenti comunque al progetto
    non+autenticato
  • http://www.octoshape.com/press/pdf/papers/0507ebu....


    Il client octoshape e' attualmente uno dei migliori sistemi P2P che streamano in tempo reale che ho potuto provare.

    In sonstanza la scalabilita' non e' infinita (e' un problema legato a tutti i sistemi real time, perche' la banda upstream e' assai limitata.
    Octoshape riesce ad uploadare anche parti dello stream dunque ad esemio se lo stream e' di 400kbit e la nostra ADSL permette solo 256kbit in upload, octoshape riesce a contribuire con 200kbit in upload.
    Dunque sfrutta al meglio la banda della vostra connessione internet.
    In sostanza octoshape si appoggia ai mediaplayer tradizionali, dunque il lavoro che fa octoshape e' gestire il download e upload del flusso video che poi viene passato al normale mediaplayer che lo riproduce come se fosse uno stream unicast.

    Potete installare il plugin e poi cliccare sui vari canali sul sito octoshape, tra cui la TV spagnola (con presentatrici da far impallidire quelle nostraneSorride ), la qualita' non e' televisiva (penso siamo sui 400-600kbit) pero' notevole e lo stream non si ferma mai. La banda con cui trasmettere e' una scelta dell'emittente. Per ottenere qualita' a livello televisivo direi che minimo 2-4Mbit ci vogliono (mpeg4).
    non+autenticato
  • Forse non ti sei accorto che le trasmissioni di prova che si possono vedere con il client Octoshape non sono in P2P ma unicast.
    Octoshape, quando aggancia un potenziale cliente, gli propone poi uno dei software cinese di P2P con cui ha realizzato un accordo commerciale. Esperienza diretta amici.... Sorride
    non+autenticato
  • "Rispondiamo al DMCA e siamo disponibili in qualsiasi momento a rimuovere "link" a materiale considerato protetto. Abbiamo inserito dei filtri su quei canali che ripetono contenuti criptati in Italia e stiamo applicando dei geolock, tutto per far capire il nostro spirito collaborativo."

    "È previsto inoltre un modello che include l'advertising. Per i DRM useremo Microsoft con geofiltri per proteggere i limiti territoriali dei diritti di visione"

    Con frasi come queste invece di entusiasmarsi viene solo da scoraggiarsi. Trasmettono su internet e parlano ancora di restrizioni geografiche. Diciamolo, e' una presa in giro.

    E poi ancora con questo materiale protetto, ma protetto da chi? e per chi? ancora con sti protettori! e basta!
    non+autenticato
  • Non è corretto dire così, se fosse così libero come lasci intendere tra le righe internet diventerebbe un supermercato constanetmente derubato da scrocconi e avvoltoi Perplesso

    Servono protezioni etiche e magari un low cost per i contenuti scaricati in rete legalmente come non accade oggi.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Non è corretto dire così, se fosse così libero
    > come lasci intendere tra le righe internet
    > diventerebbe un supermercato constanetmente
    > derubato da scrocconi e avvoltoi Perplesso

    forse non hai capito che internet non e' un supermercato. Non continuo a spiegarlo, ognuno ci rifletta da se.

    > Servono protezioni etiche e magari un low cost
    > per i contenuti scaricati in rete legalmente come
    > non accade
    > oggi.

    l'etica viene prima e non e' proprieta' di alcuno!
    non+autenticato

  • > forse non hai capito che internet non e' un
    > supermercato.

    Lo diventerà.

    > l'etica viene prima e non e' proprieta' di alcuno!

    Errore. L'etica é in vendita, come ogni cosa che esiste.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > > forse non hai capito che internet non e' un
    > > supermercato.
    >
    > Lo diventerà.

    se lo diventera' si chiamera' supermercato, altrimenti e' il supermercato che si deve adeguare.

    > > l'etica viene prima e non e' proprieta' di
    > alcuno!
    >
    > Errore. L'etica é in vendita, come ogni cosa che
    > esiste.

    forse per te, ma il danno derivante coinvolgera' anche quelli che pensano di essere realisti nel pensare cose del genere.
    non+autenticato
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