venerdì 5 luglio 2002

Speciale/ L'alba dell'era Palladium

di M. Corazzi. Il progettone di Microsoft per rendere il PC una piattaforma sicura e rispettosa del copyright ha sollevato un vespaio. Ecco Palladium fra prospettive, ipotesi, critiche e molti dubbi

Speciale/ L'alba dell'era PalladiumSu Palladium, Microsoft avrebbe fatto meglio a tenere la bocca ben cucita. Per lo meno nel senso che il progetto è trapelato anzitempo, sollevando molte più domande di quelle cui in questo momento a Redmond siano in grado di rispondere.
Domande come: Palladium rinforzerà il monopolio Microsoft nel settore dei sistemi operativi personali? Come reagirà l'Europa? Come i legislatori gestiranno i problemi di privacy nei rapporti tra impiegati e datori di lavoro? Cosa accadrà se Palladium si rivelasse bacato come il resto del codice Microsoft? Se lo sarà non contribuirà a creare l'illusione di una sicurezza in realtà assente, illusione peggiore dell'amara verità?

E la domanda più importante: perché dovrei fidarmi di Microsoft, prima di tutto? Se i PC hanno bisogno di un'architettura di sicurezza universale per proteggere informazioni critiche per il mondo degli affari, perché dovrebbe essere proprio Microsoft a idearla? E la questione, di pubblico interesse, non è troppo spinosa per una sola azienda (o nazione)?

Il fatto è che Steven Levy (Newsweek, Wired) stava per uscire con un pezzo sull'argomento, ed è stato convocato dalla società di Bill Gates per un briefing sull'argomento. Vedere il progetto nudo, appena abbozzato, ha sicuramente contribuito ad alimentare quei sospetti, quelle tensioni e quei nervosismi sempre presenti quando si toccano certi tasti.

Non è un'idea nuova, naturalmente. Basti pensare alla (geniale) idea Intel di munire i suoi processori di un identificativo unico a 64 bit che scatenò tante polemiche nel '98. Il problema era, essenzialmente, che questo ID poteva essere recuperato dal software e dai siti web senza il consenso dell'utente. Questo ID, comparso con i processori Pentium III, è disattivato per default e si può mettere "on" solo tramite una utility scaricabile da Intel. Non che qualcuno ne abbia mai fatto effettivamente uso, per quanto si sa.Si cercava di trovare un modo per identificare e verificare gli utenti a beneficio della sicurezza. Il sospetto è che in realtà si trattasse di un sistema per rintracciare i chip contraffatti. Tra l'altro la mediocre realizzazione tecnica avrebbe portato a pericolose illusioni di sicurezza.

Ma l'idea Microsoft trascende di certo questo goffo e spudorato tentativo.

Siamo tutti fan di XFiles, la teoria della cospirazione ci tenta moltissimo.
In questi giorni di fermento ho letto articoli che dipingevano scenari inquietanti.

Microsoft insiste nel fatto che starebbe tentando di costruire una "piattaforma affidabile per computer", eppure si dissocia in parte dalla Trusted Computing Platform Alliance (TCPA), che riunisce più di 135 società. Gli obiettivi tecnici di questa santa alleanza, rivolti essenzialmente all'e-commerce, sono: autenticazione (in modo che gli utenti sappiano con chi stanno trattando), integrità (in modo da assicurare l'originalità e la fedeltà delle informazioni ricevute) e privacy. Microsoft sembra invece ben più focalizzata alla gestione del copyright.

Molti hanno sollevato obiezioni a questo atteggiamento, non ultimo perché Microsoft appare la meno adatta ad ergersi a paladina della legalità e della privacy degli utenti.

Il vero problema è che le leggi sul copyright sono strane "bestie", essenzialmente nate per proteggere gli interessi delle corporazioni che ora potrebbero avere in regalo da una delle più intraprendenti e avanzate di loro gli strumenti tecnologici per attuarle. Una specie di potere esecutivo digitale.

Da un punto di vista eminentemente pratico, Palladium costringerà prima o poi tutti a gettare alle ortiche hardware e software incompatibile. Ma questo evento sarebbe stato prima o poi reso inevitabile dall'obsolescenza tecnologica.

Altre istanze sembrano più importanti: ci si chiede quale sarà il destino delle applicazioni freeware e di quelle pubblicate sotto la General Public Licence, primo tra tutti Linux. Le voci più forti infatti si alzano da questo settore che potrebbe essere minacciato da un sistema di certificazione appannaggio della sola Microsoft.

Tra l'altro questa nuova architettura troverà le sue estensioni nel mondo dei palmari e mentre è ovvio il supporto garantito ai PocketPC non è dato sapere che fine faranno i PalmOS, gli Epoc e le migliaia di applicazioni freeware già esistenti. Né si sa nulla degli utenti Apple.

I più pessimisti parlano di estinzione di tutte queste realtà, di pericolo di monopolio de facto, di una specie di oligarchia delle più potenti majors, addirittura di censura che si attuerebbe attraverso un'oculata gestione dei certificati dei software e di una complessa politica di alleanze.

E dunque, Palladium come soluzione definitiva a tutti i problemi di sicurezza e pirateria o strumento di potere e di censura che condurrà, alla fine, a una specie di nuovo reich elettronico? L'unica cosa sicura della vicenda è che è troppo presto per giudicare il progetto di Microsoft e le sue intenzioni, ma se gli utenti non opporranno una strenua resistenza fin d'ora il rischio è quello che si ritrovino a fare i conti con un nuovo paradigma di computing che non lascia più scelte, nemmeno quella di tornare indietro.

Manrico Corazzi
TAG: mercato
220 Commenti alla Notizia Speciale/ L'alba dell'era Palladium
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  • ...cacchio di qui sul serio 'sto stronzo de zio Bill inizierà a contarci anche il numero di volte che andremo a cagare...!!...tocca assolutamente opporsi...ma come si fa a convincere anche gli idioti a non comprare 'sta robaccia??...l'unica da cosa da fare è diffondere l'idea che 'sti stronzi vogliono limitare la libertà di tutti, anche se penso non sarà molto facile...dai però, mettiamocela tutta...se nessuno glielo comprerà voglio vedere che fa...anche se dubito che non ci sia neanche un pirla in giro...a cominciare dal suo caro amichetto George che lo comprerà subito per la Casa Bianca e metterà agli arresti domiciliari chiunque negli USA non ce l'avrà istallato sul proprio PC...!!...mah...speriamo di riuscire a bloccare 'sti testa di cazzo...!!
    non+autenticato
  • cio' limita lutente ad essere un pollo da spennare e rafforza i monopoli. dovendo pagare mp3 software giochi.... a costi naturalmente sempre più esorbitanti, l'utente medio che non ha soldi userà sempre meno il pc e si venderà sempre meno hardware. il mercato stagnerà.
    non ci sarà sviluppo.
    per la sicurezza basta pgp. è una manovra per spennare la gente.
    poi se non pagni ogni anno flash mi cancellano in remoto i files mi sembra una vergogna. e se poi mi cancellano per sbaglio chi mi paga i danni.
    il concetto è che il copyright su internet deve semplicemente sparire. internet funziona se è libera anarchia totale e libertà di fare e non di pagare.
    non+autenticato
  • scritto da un esperto della sicurezza

    www.cl.cam.ac.uk/~rja14/tcpa-faq.html
    non+autenticato
  • Qualcuno si ricorda del progetto clipper dell'amministrazione u.s.a. ??

    In pratica si trattava di un progetto che prevedeva l'installazione (già alla costruzione)di un chip su ogni dispositivo elettronico che permetteva appunto di bypassare completamente da remoto le eventuali protezioni.

    non+autenticato
  • ... se M$ potrà decidere a chi dare una certa informazione e a chi no, è per il nostro bene!
    ... se M$ e i suoi accoliti potranno sapere tutto ciò che c'è sul nostro computer, lo fanno per poteggerci!

    Nessuna paura, ragazzi.
    Se c'è una cosa su cui non sono d'accordo sull'articolo è che non è vero che per crakkare un Palladium sarà necessario mettere mano al suo hardware: vi immagginate quanti buchi ci saranno nel kernel, nei software di autenticazione e nei drivers di comunicazione interna ... hahahaha!
    Sarà un puro e fenomenale piacere disgregare un Palladium in rete, forse anche più facile di quanto immaggini!
    Non vedo l'ora!
    Ciao a tutti.
    non+autenticato
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