Free-hotspot.com lancia il WiFi libero

L'azienda realizza una soluzione ad hoc per il WiFi italico. I dettagli

Dublino - Anche nella nostra penisola è sbarcato il network wireless di Free-hotspot.com, che annuncia la creazione di una soluzione creata espressamente per il mercato italiano. Presupposto della nuova soluzione, come dichiara Free-hotspot.com, è l'intento di "rispondere in modo adeguato alla normativa riguardante il WiFi in Italia".

Secondo quanto prescritto dal decreto Pisanu, infatti, l'operatore che fornisce un servizio di connettività è tenuto ad identificare l'utente. Nel caso di utenti di hotspot gratuiti in locali pubblici, spiega l'azienda, "la procedura di registrazione degli utenti dell'hotspot gratuito era completamente a carico del proprietario del locale. Ciò rendeva la gestione dell'HotSpot complicata e, di conseguenza, non permetteva una rapida diffusione degli HotSpot gratuiti sul territorio nazionale".

Da qui nasce la soluzione di Free-hotspot.com, che prevede la distribuzione agli utenti di "scratch card" numerate in cambio di una fotocopia del documento d'identità, per consentire un accesso ad Internet controllato e gratuito. "Nel nostro Paese gli HotSpot gratuiti sono ancora abbastanza rari - dichiara Francesco Di Prima, fresco di nomina in qualità di HotSpot Market Development Director - e sono convinto che la soluzione sviluppata da free-hotspot.com, perfettamente adatta alle esigenze del mercato e della società italiana, avrà un grande successo".
Il problema dell'identificazione "onerosa" dell'utente viene in tal modo considerato superato, secondo Free-hotspot.com, per i 56 hot spot gratuiti presenti in Italia. La soluzione rende così più agevole l'accesso WiFi agli utenti dei locali pubblici, anche se - in virtù della vigente legislazione - non è paragonabile alla semplicità di fruizione degli hot spot presenti in altri Paesi, gratuitamente come in altre nazioni in cui è presente Free-hotspot.com o con un piccolo sovrapprezzo, come nella catena internazionale di caffetterie Starbucks. Dove però, segnalano in molti, molti locali pubblici sembrano perdere la propria natura e avviarsi alla trasformazione in piccoli ISP.

D.B.
TAG: wi-fi, italia
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