Dell trascinata in tribunale in Canada

Il gigante dei PC si troverà presto ad affrontare una class action sui problemi di surriscaldamento dei portatili della linea Inspiron

Roma - Continua a creare grattacapi ai grossi produttori la questione delle batterie esplosive: Dell sta per fronteggiare una class action intentata da Thad Griffin, residente dell'Ontario, per conto di altri utenti dei laptop della serie Inspiron. L'accusa è di aver continuato a vendere i portatili nonostante fossero noti i difetti di fabbricazione, tali da causare eccessivo surriscaldamento e il guasto prematuro del dispositivo.

L'agosto scorso Dell si era resa protagonista di un colossale ritiro di 4,1 milioni di batterie prodotte da Sony: la vicenda ha causato un danno finanziario e d'immagine notevole all'azienda, e alto è ancora l'impegno nel ricostruire il suo buon nome con iniziative come la recente Plant a Tree for Me annunciata al CES 2007.

La causa legale, presentata questo venerdì presso la Corte Superiore dell'Ontario, interessa gli Inspiron modello 1100, 1150, 5100, 5150 e 5160. Secondo gli avvocati, i difetti sono da considerare "un problema sistemico", e l'obiettivo è quello di costringere Dell Canada a sostituire o riparare a proprie spese le macchine difettate.
Il problema nasce dal fatto che i difetti sembrano presentarsi dopo la conclusione del periodo di copertura della garanzia del produttore, che in Canada dura un anno, e interessa tutti i modelli citati: questo almeno è quello che emerge dal feedback che sta ricevendo Rochon Genova, la compagnia legale che è stata interessata del caso.

Ma non tutti sono d'accordo con questa visione dei fatti: Which?, organizzazione di difesa dei consumatori con base nel Regno Unito, ha dato uno sguardo ravvicinato ai portatili incriminati in occasione dei problemi scaturiti in agosto. "I nostri esami dimostrano che Dell è uno dei marchi più affidabili esistenti", ebbe a dire a riguardo Kim Gilmour, ricercatore senior per Which?, prevedendo nel contempo che "questo tipo di incidente potrebbe danneggiare pesantemente l'immagine di Dell. La società ha reagito velocemente ma avrebbe potuto reagire con maggior prontezza".

Previsioni che alla fine si sono rivelate esatte, e Dell ancora sta pagando lo scotto del problema. Dal canto suo, l'azienda ha scelto di non commentare il processo in corso, come tra l'altro previsto dalla policy aziendale.

Alfonso Maruccia
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