Blocca i telefonini che ti circondano

Così si può vedere il nuovo jammer ideato da una hacker in collaborazione con Cult of the Dead Cow. Un progetto che consente di realizzare un blocca-frequenze grande quanto un pacchetto di sigarette

Roma - Il suo cuore è un microprocessore, individua da sé le frequenze da bloccare: realizzarlo è arduo ma non impossibile, entra in un pacchetto di sigarette e il suo uso è illegale in molti paesi. Si tratta di un RadioFrequency Jammer, il cui progetto è stato messo a punto da Lady Ada, hacker della Ninja Strike Force. Il suo scopo è bloccare nelle prossimità l'utilizzo delle radiofrequenzes, con effetti potenziali su molti diversi dispositivi.

La notizia la fanno girare quelli di Cult of the Dead Cow, celeberrimo hacking team che, scrivono, "è orgoglioso di essere affiliato a questo progetto, e di aver fornito supporto tecnico, emozionale e religioso".

Il progetto lo spiega nei dettagli Lady Ada, che lo definisce "Wave Bubble", bolla di onde, un dispositivo leggero, piccolo, facile da camuffare. I dettagli tecnici? Due ore di funzionamento garantite da una batteria agli ioni di litio quando opera su due bande (ad esempio per bloccare cellulari) o fino a quattro ore quando opera su una sola banda, utile, spiega la designer, "per telefoni cordless, GPS, WiFi, bluetooth ecc". La batteria si ricarica attraverso una connessione mini-USB oppure si può collegare il tutto a tre batterie ministilo.
Un'immagine del progettoSecondo la progettista, il dispositivo riesce a impedire la comunicazione su radiofrequenza nelle vicinanze e può essere programmato per bloccare determinate frequenze. Il tutto grazie sia alla programmazione via PC che all'auto-tuner integrato.

Dal progetto alla realizzazione effettiva del dispositivo, però, ne passa. "Sebbene la documentazione qui sia accurata e il più possibile completa - spiega Lady Ada sul suo sito - la costruzione di un simile dispositivo è un progetto avanzato". "Questo design - continua - non è in vendita né è disponibile sotto forma di kit e non lo sarà mai, visti i regolamenti della Commissione federale sulle comunicazioni. Dunque non mi chiedete di assistervi su questo fronte".

Illegale, dunque, ma tutti i contenuti del sito, design compreso, sono distribuiti sotto licenza Creative Commons, come a dire: andate e moltiplicatevi.
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