Azerbaigian, cala la scure sui blogger

Linea dura dei tribunali che operano sotto il regime di Ilham Aliev: basta una raccolta firme su web per finire in carcere

Baku (Azerbaigian) - Brutta vicenda quella che ha colpito nei giorni scorsi il blogger Bahtiyar Hadzhiev, condannato a 12 giorni di reclusione per aver messo in piedi sul proprio blog una protesta pacifica.

Hadzhiev, riporta l'Herald Tribune, aveva già subito quattro giorni prima la censura del proprio sito: lo utilizzava per raccogliere firme contro una decisione del Governo di alzare i prezzi per i beni di prima necessità, una misura che a suo dire avrà un impatto devastante su ampi strati della popolazione.

Ufficialmente, si legge sul Taipei Times, l'arresto e la condanna del blogger si devono a quella che è stata definita "resistenza" nel non eseguire gli ordini della polizia, ovvero la cessazione delle proprie attività online ma, ha dichiarato Hadzhiev, "in realtà sono stato arrestato per le dure critiche sul rialzo dei prezzi nel paese e per aver chiamato i cittadini a mobilitarsi".
Non è un caso se nelle ore successive all'arresto i ministri del regime pseudodemocratico di Ilham Aliev hanno fatto a gara per sostenere che non c'è alcuna insoddisfazione dei cittadini azerbaigiani attorno alle politiche governative. Tutto, cioè, va a gonfie vele.

Mentre scriviamo, comunque, il sito risulta ancora attivo.
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