Un decalogo UE per comunicazioni più sicure

A difesa da malfunzionamenti dovuti ad attacchi o calamità naturali, la Commissione Europea studia soluzioni per la sicurezza delle reti

Roma - La Commissione Europea ha presentato, la scorsa settimana, gli esiti di una ricerca sulla sicurezza delle moderne reti di comunicazione. Ne dà notizia tra gli altri il portale Helpconsumatori, che riporta le raccomandazioni che a livello UE sono state date "per garantire le reti elettroniche europee da disfunzionamenti dovuti ad attacchi intenzionali o calamità naturali".

"Le infrastrutture di comunicazione e informazione - ha affermato la commissaria per la società dell'informazione e i media Viviane Reding - sono la spina dorsale della nostra società moderna. Più aumenta la nostra dipendenza da esse, maggiore sarà il bisogno di fare tutto il possibile per proteggerle. L'Europa non deve trovarsi ad affrontare problemi simili a quelli avuti in Asia a causa del recente terremoto di Taiwan". "Per questo motivo - ha evidenziato la Reding - le parti interessate sono invitate a partecipare alla consultazione lanciata dalla Commissione per cercare soluzioni per il futuro".

Lo studio svolto dalla UE ha avuto come oggetto l'analisi della resistenza e della robustezza delle reti di comunicazione elettronica, con la formulazione di dieci raccomandazioni che prevedono procedure di disaster recovery, esercitazioni d'emergenza, la sottoscrizione di accordi di reciproca assistenza tra operatori e fornitori di servizi, analisi di legami e correlazioni tra le TLC e altri settori critici. Le raccomandazioni sono state sottoposte dall'esecutivo UE a tutte le parti interessate, affinché esprimano pareri e producano contributi, per fondarvi "un'iniziativa strategica sulla sicurezza e l'affidabilità delle reti, da lanciare nei primi mesi del 2008".
Il 19 gennaio ha avuto luogo il primo confronto informale con gli Stati membri, mentre cittadini e organizzazioni avranno facoltà di esprimersi in merito, inviando commenti e suggerimenti all'indirizzo infso-a3@ec.europa.eu entro la fine di aprile.