La legge è molto antica (prerepubblicana) e naturalmente nulla prevede circa l'utilizzo specifico per il web. E non può valere la scusante che la legge non è nota né tantomeno quella che solo da poco la Siae ha fatto scattare la "linea dura" e dunque richiede l'applicazione tassativa e severa della norma.
La parcella allora ammonta a 4.740 euro. Ma la Siae ci tiene a far sapere di aver applicato lo sconto:
"Facciamo presente che, anche se trattasi di utilizzazione posta in essere senza aver richiesto e regolarmente ottenuto la preventiva autorizzazione S.I.A.E." - scrive - "questi uffici eccezionalmente non hanno applicato a titolo di penale le previste maggiorazioni dei diritti stessi". Chissà poi perché tanta generosità; non erano le penali previste ugualmente dalla legge? Tempo per sganciare i liquidi: 30 giorni.
Con i puzzle virtuali non si giocaIl signor Galavotti però riesce a farsi sorprendere ancora una volta dal funzionario Siae che gli fa notare come nel sito "nella sezione dedicata all'artista Pablo Picasso è stata utilizzata un'opera del medesimo (un autoritratto) scomposta in tessere di un puzzle virtuale, al fine di offrire un gioco per intrattenere i visitatori del sito". Non l'avesse mai fatto; ora Galavotti rischia pure le ire dei pronipoti dell'iberico artista. "Indipendentemente da eventuali azioni che gli aventi diritto dell'artista decideranno o meno di intraprendere a tutela del diritto morale - scrive il dipendente Siae - si invita ad eliminare prontamente dal sito il puzzle in questione e si fa riserva di quantificare separatamente l'ammontare dei diritti dovuti a titolo risarcitorio, ove gli eredi Picasso optino per una tale soluzione".
Che guaio il copyright sulla cultura"La raccomandata è arrivata senza alcun preavviso - scrive il signor Galavotti su quel che resta del suo sito (che ha messo in vendita) - e si rivolge al sottoscritto come se fossi un editore, facendo leva sul fatto che la legislazione attuale non contempla che un sito non commerciale possa utilizzare liberamente foto di opere di artisti viventi o scomparsi da meno di 70 anni. Ora, a parte il fatto che è davvero singolare che si parli di "danni morali" quando l'utilizzo che ne era stato fatto aveva scopi o didattici o culturali, quel che più stupisce è che non è più sufficiente citare la fonte dell'opera in oggetto, ovvero la sua collocazione museale (pubblica o privata): bisogna preventivamente assicurarsi presso la Siae se su quell'opera non gravino dei diritti d'autore, anche se il sito in oggetto è del tutto libero e di accesso gratuito in ogni sua parte, senza distinzione alcuna".
Inutile anche la licenza Creative Commons, l'autore ha dovuto smantellare la maggior parte dei suoi ipertesti e delle foto. Quasi 5mila euro da pagare per aver utilizzato le foto di opere di George Braque (106,76 euro), Francesco Cangiullo (53,38 euro) o Carra, Marinetti. Ma a dare il colpo di grazia sono state quelle di Kandinsky e Klee, quotate nella sanzione 1400 e 1700 euro. "Naturalmente pagherò il danno, ma questa iniziativa della Siae può risultare foriera di spiacevoli conseguenze per molta gente che in rete fa soltanto "cultura" senza scopo di lucro", dice il malcapitato.