Londra, bucati i computer di Downing Street

Ciò che alza polvere è che a penetrare in quei sistemi sono stati i cybercop britannici, a caccia di prove su un presunto giro di compensi abusivi

Londra - Qualcuno è penetrato nei sistemi informativi del Governo britannico e quel qualcuno sono i consulenti informatici di Scotland Yard: non è il profilo di un golpe all'ombra di Buckingam Palace ma la cronaca, come riportata dal Telegraph, di una singolare e inedita attività di indagine.

L'insolita azione di hacking sarebbe avvenuta dopo che gli inquirenti avevano inutilmente chiesto a Downing Street una serie di documenti, comprensivi di email, attorno ad un giro di compensi che sono al centro di una vasta indagine sulle spese pubbliche. A rendere ancora più scottante l'iniziativa, è il fatto che arrivi a ridosso dell'arresto di uno dei più importanti consulenti del primo ministro Tony Blair.

Ma se un'operazione del genere sarebbe difficilmente immaginabile in molti paesi, in UK viene giustificata dalle attuali procedure, che paiono non obbligare la polizia ad avvisare il Governo nel caso in cui si conduca un'iniziativa di questo tipo. Il "via libera", infatti, può arrivare sia da un commissario di alto livello della polizia sia da una terza parte, ad esempio un ex giudice nominato per questi scopi dal ministero dell'Interno.
E mentre alcuni funzionari di polizia spiegano che "nessuno è al di sopra della legge", i giornali riportano le parole di fonti anonime secondo cui l'incursione informatica avrebbe portato importanti risultati. "Hanno utilizzato - è stato detto - software ad hoc, del tipo di quelli che vengono usati per casi di truffe molto complesse".
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