Troppi formati in Linux? Linspire ha la cura

Vuole estendere il proprio servizio per il download e l'installazione delle applicazioni Linux, CNR, alle principali distribuzioni Linux sul mercato. Obiettivo è farne una piattaforma standard

San Diego (USA) - Dopo averne azzerato il costo, Linspire ha ora intenzione di estendere l'accesso al proprio repository di software per Linux, CNR (Click 'N Run), alle principali distribuzioni Linux. Lo farà sviluppando un client open source che potrà essere utilizzato come programma a sé stante o come plug-in per altri install manager, compresi i noti Synaptic (Ubuntu) e Pirut (Fedora). Le distribuzioni inizialmente supportate saranno, oltre a quelle "di casa" (Linspire e Freespire), Debian, Fedora, OpenSUSE e Ubuntu.

Linspire ambisce a fare del proprio servizio CNR una piattaforma standard per il download, l'acquisto, l'installazione e la gestione dei programmi Linux. La società di San Diego sostiene che CNR permette agli utenti di cercare e installare le applicazioni senza doversi più preoccupare di scegliere il repository e il formato del pacchetto (RPM, DEB, TAR.GZ, ecc.) o di verificare la compatibilità del software con la propria distribuzione.

A cullare un obiettivo simile è anche la neonata Linux Foundation, che in seno al gruppo di lavoro LSB Packaging sta sviluppando delle API standard per la gestione dei formati di pacchetto più diffusi.
Il servizio CNR, che fornisce anche notifiche di aggiornamento automatiche, permette di cercare i pacchetti per nome, categoria, autore ecc.; di accedere a screenshot, recensioni e note di rilascio; e di votare le applicazioni.

Alcuni hanno accolto l'annuncio di Linspire con entusiasmo, altri - come molti sviluppatori di Debian - guardano all'iniziativa con una forte dose di scetticismo. Ciò che non piace a tutti, e pregiudica un'eventuale collaborazione fra Linspire e Linux Foundation, è che CNR poggia su una tecnologia closed source: Linspire ha infatti promesso di rilasciare esclusivamente il codice del client, il prossimo trimestre.

Va anche aggiunto che Linspire non è un'organizzazione di beneficenza, ma una società commerciale che deve far quadrare i conti. E pertanto non c'è da sorprendersi se CNR offrirà vari livelli di servizio: quello base, che prevede la possibilità di scaricare e installare i programmi gratuiti, resterà a costo zero, ma quello premium, che consente di acquistare applicazioni, codec e driver commerciali a prezzi scontati, costerà circa 50 dollari l'anno. Dovranno aprire il portafogli anche gli sviluppatori che vorranno distribuire le proprie applicazioni attraverso CNR, anche se i costi e le eventuali modalità di abbonamento non sono ancora note.

Se CNR sia la giusta risposta al bisogno di coesione e interoperabilità del mondo Linux è difficile dirlo, ma di sicuro è solo con una piattaforma più organica e omogenea che il pinguino può sperare di conquistare il mercato consumer.

Sul client CNR si veda anche questo articolo di commento pubblicato su DesktopLinux.com.
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