
Ma il puzzle che andrà a comporsi entro il 2007 riguarderà anche i testi unici sulle TLC e sulla televisione, dove l'impulso al cambiamento arriva dalla necessità di capire e cavalcare le possibilità della
convergenza tecnologica in atto.
Sul fronte della televisione, ha spiegato Gentiloni, l'idea è "affrontare due questioni: l'iperconcentrazione delle risorse economiche e la
regolamentazione delle frequenze al fine di abbattere barriere d'ingresso alcune volte insormontabili". Secondo Gentiloni
aprire il mercato televisivo è essenziale per il futuro sviluppo del settore.
Sul fronte della
banda larga Gentiloni ha parlato di "priorità del Governo". "È necessario - ha dichiarato - affermare un diritto di accesso alla banda larga
come servizio universale".
Come noto il Governo ha già
promesso una copertura totale del territorio italiano con il broad band entro fine legislatura. Promuovere la connettività veloce al livello di servizio universale,
come da anni chiedono con insistenza i consumatori, significa renderla di fatto un "diritto" per ogni italiano.
Questo, naturalmente, porta con sé
nuovi obblighi per gli operatori: se andrà in porto il progetto di Gentiloni saranno infatti questi ultimi a dover assicurare la copertura anche in quelle zone dove
non è garantito il ritorno economico. Per questo Gentiloni ha aggiunto che è necessario da un lato offrire a chi investe "una giusta remunerazione" e dall'altro "creare concorrenza e non barriere di ingresso".