PEC frenata dalla burocrazia

La tecnologia c'è, le leggi anche eppure il mercato non decolla. Non ancora. Una parte delle responsabilità è nella pubblica amministrazione, che spesso non rispetta la normativa. Ma le raccomandate elettroniche sono una svolta

Roma - "La tecnologia c'è ed è accessibile a prezzi ragionevoli: ora aspettiamo solo che anche il mercato se ne accorga": i gestori della PEC (Posta Elettronica Certificata) parlano a una sola voce. L'offerta negli ultimi mesi è cresciuta sensibilmente e può dirsi superata la fase di test che avrebbe potuto sollevare qualche resistenza. Siamo tornati sul tema affrontato qualche giorno fa per chiarire alcuni dubbi emersi nel forum a corredo dell'articolo e cercare di capire come mai lo strumento fatichi a diffondersi.

I dubbi da fugare
Il primo aspetto è quello dei costi. Le tariffe annuali (per lo più comprese tra i 5 e i 50 euro, a seconda dei gestori) sono fisse, per cui prescindono dal numero di email inviate e ricevute. Il risparmio rispetto all'utilizzo di raccomandate cartacee, dunque, è spesso evidente.

"Non hanno senso nemmeno le critiche alla capacità probatoria della PEC", sottolinea a Punto Informatico Stefano Cecconi, CEO di Aruba, uno dei gestori PEC. "Se il mittente conserva la ricevuta, potrà dimostrare anche a distanza di anni l'invio del documento e la consegna allo specifico destinatario, il contenuto, l'ora e alla data dell'invio e dalla ricezione". Cecconi respinge, inoltre, i dubbi relativi all'utilità dello strumento per l'utenza privata: "La posta certificata è utilissima sia nei rapporti di business tra aziende, sia tra imprese e i consumatori, ad esempio nella trasmissione di ordini e nella conclusione dei contratti di acquisto. Con la PEC si ottiene un accorciamento dei tempi perché i messaggi e le ricevute vengono consegnati in tempo reale, fondendo i vantaggi dell'email con quelli della raccomandata".
C'è un altro aspetto, poi, che gioca a favore della posta certificata. Il filtro posto dai gestori alla ricezione di posta non certificata consente all'utente di liberarsi dello spam: un mittente identificabile difficilmente sarà portato a inviare email spazzatura.

L'associazione dei provider Assoprovider mette in luce un limite normativo. "La legge stabilisce una presunzione assoluta di lettura in capo al destinatario nel momento in cui riceve la mail e non quando la legge", spiega a PI Antonio Ruggiero, segretario dell'associazione: "Quindi, nel momento in cui un privato o un'azienda sottoscrive un servizio di PEC, deve assumersi l'onere di controllare la posta ogni giorno per evitare sgradevoli sorprese".

I freni della burocrazia
Resta, poi, intatto un dubbio di fondo: come mai il mercato non ha fin qui mostrato grande interesse verso lo strumento? "La tecnologia c'è, ha superato la fase di rodaggio e dimostrato di funzionare, ponendo così il paese in una posizione di avanguardia a livello internazionale", spiega a Punto Informatico Claudio Petrucci responsabile attuazione della PEC presso il Cnipa, Centro nazionale per la pubblica amministrazione che ha certificato i gestori del servizio.

L'ente offre qualche dato sulla diffusione della PEC nei vari settori: finora ha sottoscritto un servizio di posta certificato il 32% degli uffici della PA, il 20% tra le banche e assicurazioni, il 18% tra le altre aziende e il 12% delle Camere di commercio. "Se il mercato non ha ancora cominciato a utilizzare lo strumento in maniera diffusa è solo per i freni burocratici di alcuni uffici pubblici", conferma Petrucci.

E proprio la burocrazia sembra l'ostacolo maggiore riscontrato da chi ha provato a sfruttare i vantaggi della PEC: "Utilizzare un servizio di posta certificata è inutile se non si può contare sulla controparte", ricorda a PI Luca Foresti, CEO dell'azienda bolognese Econoetica. "Da due mesi inviamo email certificate a ministeri, uffici periferici della PAed enti locali, che puntualmente cadono nel vuoto. Questo non è solo desolante, ma anche illegale".

Foresti fa riferimento al dettato del nuovo Codice dell'amministrazione digitale. "Il testo normativo fissava al primo settembre scorso la data entro la quale le Amministrazioni Pubbliche si sarebbero dovute dotare di un indirizzo di posta elettronica istituzionale e di uno di posta certificata", prosegue Foresti. Solo in pochi però hanno rispettato l'ordine: "L'aspetto più paradossale della vicenda", prosegue, "è che se un cittadino volesse comunicare al TAR l'inadempienza di un ufficio pubblico verso tali norme non potrebbe, dal momento che la quasi totalità dei tribunali amministrativi regionali non indica sul sito il proprio indirizzo email".

Luigi dell'Olio
64 Commenti alla Notizia PEC frenata dalla burocrazia
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  • la pec sarà pure una svolta, ma io non l'ho vista!!!
    ho mandato 3 mail dal 17/12/09 alla sede inps della mia città.
    ancora mi devono rispondere. quindi di che parliamo!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: simone
    > la pec sarà pure una svolta, ma io non l'ho
    > vista!!!
    > ho mandato 3 mail dal 17/12/09 alla sede inps
    > della mia
    > città.
    > ancora mi devono rispondere. quindi di che
    > parliamo!!!

    dipende dalla pratica ma possono avere 30/60/90 giorni per la risposta.

    in ogni caso anche io non ne sono entusiasta
  • in bella mostra tra le offerte speciali stona un tantinello....
    non+autenticato
  • In merito a questa e altre notizie in genere, dove PA e aziende di pubblica utilità sono coinvolte, avevo sempre l'idea che più o meno appare sui vari post: e cioè che la burocrazia, gli interessi e il capitale, bloccassero lo sviluppo dell'era informatica.
    Mi si sono aperti un po' gli occhi dopo aver assistito un paio di riunioni assieme ad alti vertici, a titolo informativo, per avere idee poi da sviluppare in merito, una volta stilato il progetto richiesto dalle varie PA. Riunioni che alcuni miei colleghi ed io, siamo invitati a partecipare più per non doverci poi spiegare cosa si vuole, che per fornire in quella sede opinioni.

    Più volte ed in varie occasioni, ho sentito i due interlocutori, intercalare i loro progetti di businnes con frasi tipo:
    "... in materia informatica sono ignorante assoluto ma, credo che facendo così.."

    In pratica, ci si vanta di non conoscere l'argomento e purtuttavia avere capacità manageriali tali, da creare il businnes.

    Questi i nostri capitani d'azienda, questi i nostri politici. Che dell'informatica, delle sue regole non solo non sono a conoscenza, ma è più ganzo chi sapendo niente, sa combinare un buon affare. Il solito mondo dei furbi, delle persone che non hanno tempo per capire, ma solo dirigere e quando intravedono uno che ne capisca qualcosa, gli tagliano la strada, lo bloccano per il timore di perdere qualche spicciolo e quindi dimostrare di non essere all'atezza del compito. E chi sopra di loro anche peggio, non guardano cosa realmente viene fatto, ma il bilancio, che deve riportare "+1" rispetto all'anno prima e valorizzano i loro sottoposti in base a ciò. Il fatto che quest'ultimi adoperino sistemi anche illeciti, non li riguarda e fanno la faccia di uno che cade dalle nuvole.

    La base di un progetto tipo PEC, difficilmente può passare. Gli addetti ai lavori sanno come rendere certificata ed univoca una e-mail, senza che terzi cerchino di farci la cresta garatendo cose che non sanno nemmeno come sono fatte.
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    Modificato dall' autore il 26 gennaio 2007 17.59
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    Modificato dall' autore il 26 gennaio 2007 18.00
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    ufo1
    183
  • Ho visto che per ora la PEC è disponibile solo a pagamento.
    Sarà sempre così o in un futuro sarà possibile trovare provider che offrano tale servizio gratuitamente?

    Vorrei capire se è a pagamento in quanto appena uscita (tipo quando uscirono le prime offerte dial-up 56k di TIN) o se ci sono dei costi fissi, ad esempio per i certificati di crittografia, che rendono irrealizzabile rendere in futuro questo servizio gratuito.
    non+autenticato
  • Un messaggio persa sull'hardware circa 10 volte un normale messaggio di posta elettronica e circa tre volte a livello di banda. La firma viene eseguite con hardware particolare ad alta sicurezza denominiato HSM e che contiene la catena di certificati e firme (le caratteristiche di tali costose macchine sono definite nelle norme tecniche). Non vi sono costi particolari di firma per ciascun messaggio inviato. I costi per le marche temporali dei log sono modesti sia in numero che in valore assoluto.

    Sono significativi i costi di assistenza, audit e controllo. Le norme impongono (giustamente) un alto standard di qualita' che richiede tecnici altamente specializzati e di provata esperienza.

    Esiste anche un importante costo iniziale rappresentato dalla gestione documentale necessaria a garantire l'identificabilita' del titolare della casella PEC.


    Ottima la tua domanda, difficile immaginare la risposta. I costi sono indubbiamente piuttosto elevati nel loro complesso, tirando ad indovinare direi che sara' molto difficile vedere offerte gratis perpetue. Magari qualche proposta temporanea come del resto e' gia' successo.





    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Ho visto che per ora la PEC è disponibile solo a
    > pagamento.

    mi pare che inps e aci te la danno anche gratuita ma è utilizzabile solo con la pubblica amministrazione.
    Se vuoi una casella utilizzabile con tutti allora devi acquistarla da un provider pec.
  • LA COMUNITA' OPEN SOURCE SI RIFIUTA DI UTILIZZARE QUALSIASI TECNOLOGIA RELATIVA ALLA POSTA CERTIFICATA FINCHE' NON AVREMO TUTTI I SORGENTI DEGLI ALGORITMI DISPONIBILI SU SOURCEFORGE.NET

    SE NON OTTEMPERETE A QUESTI COMPITI ESCLUDEREMO PEC DA QUASIASI SISTEMA OPERATIVO OPEN SOURCE (LINUX IN PRIMIS) E PROIBIREMO A QUALSIASI PROGRAMMATORE FREESOFTWARE DI OCCUPARSENE

    VOGLIAMO I SORGENTI E LI VOGLIAMO ADESSO, QUINDI DATEVI UNA MOSSA SE NON VOLETE PROBLEMI IN FUTURO O SE NON VORRETE FARE LA FINE DI MICROSOFT Arrabbiato

    VIVA LINUX, VIVA L'OPEN SOURCE

    Fan LinuxFan LinuxFan LinuxFan LinuxFan Linux
    non+autenticato
  • http://www.openpec.org/

    La PEC di Aruba e' basata su Openpec che e' Open Source
    non+autenticato
  • il solito linux-troll che spara sentenze senza neanche informarsi.

    "PROIBIREMO A QUALSIASI PROGRAMMATORE FREESOFTWARE DI OCCUPARSENE"

    sei tu il capo della comunità opensource? Troll occhiolinoTroll occhi di fuoriTroll chiacchierone
    non+autenticato
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