lunedì 29 gennaio 2007

MS risponde al Becta: sì a Windows Vista a scuola

A Milano già due istituti scolastici hanno adottato il nuovo sistema operativo. Microsoft Italia risponde alle scomuniche che arrivano dal Regno Unito sottolineando: l'innovazione va cavalcata, non subita

Roma - Le scuole possono trarre vantaggio dal nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows Vista, come fin qui han fatto con i sistemi operativi precedenti dell'azienda. Lo ha sottolineato in questi giorni Fabrizio Albergati, a capo del Windows Business Group di Microsoft Italia.

Parole che suonano come una risposta diretta al rapporto con cui la scorsa settimana British Educational Communications and Technology Agency (Becta) ha sconsigliato alle scuole l'uso del nuovo OS. Secondo Becta "non c'è alcuna funzionalità indispensabile nel prodotto" e "le problematiche tecniche, finanziarie e organizzative associate alla sua adozione prematura configurano la suddetta come una strategia ad alto rischio".

Albergati non è d'accordo e sottolinea come "ci sono due scuole a Milano che hanno già adottato Windows Vista e i giudizi ad oggi sono più che positivi in termini di interoperabilità nel lavoro fatto in classe".
A detta di Becta l'adozione di Vista costerebbe troppo perché costringerebbe da un lato ad una formazione ad hoc per il suo utilizzo e dall'altro ad un aggiornamento dei sistemi hardware. Tesi che Albergati contesta, spiegando che la stragrande maggioranza dei computer oggi in uso è perfettamente in grado di far girare il nuovo sistema operativo, anche con l'attivazione dell'interfaccia grafica Aero. In quel caso due computer su dieci potrebbero avere problemi secondo il dirigente di Microsoft Italia.

Se è vero che può esserci un problema di fondi a disposizione delle scuole per gli aggiornamenti, Albergati sottolinea che "se un tempo c'era chi sapeva scrivre e chi no, oggi sono la tecnologia e il suo utilizzo le nuove discriminanti culturali. Chi non ne sa fare uso fino in fondo è il nuovo ignorante".

Ma Albergati ha anche commentato la notizia secondo cui il Comune di Monaco, da anni impegnato in una difficile transizione verso Linux, abbia deciso di acquistare licenze usate di Windows 2000. "Comprare software usato - ha spiegato - per me è come comprare biancheria intima usata". "Abbiamo una struttura di licensing molto complessa - ha aggiunto - adottando un percorso di licensing corretto avrebbero speso la stessa cifra". Il dirigente Microsoft ha ricordato che ci sono sconti per molte diverse situazioni applicative ed è anche prevista la possibilità di noleggare il software.
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