All'unanime soddisfazione del popolo della rete, si affianca quella delle associazioni di consumatori. Antonio Longo, presidente del
Movimento Difesa del Cittadino giudica "Ottima l'abolizione dei costi di ricarica del cellulare, che renderà più trasparente l'offerta dei gestori e più consapevoli le scelte degli utenti".
"Le ricariche telefoniche - prevede invece
Federconsumatori - subiranno il taglio dei costi che comporterà, per ogni famiglia italiana, un risparmio annuo di circa 260 euro".
"Come si fa a non essere d'accordo con l'abolizione dei costi fissi di ricarica telefonica, uno scandalo tutto italiano?" dichiara l'
Unione Nazionale Consumatori, ripetendo le parole dello slogan utilizzato da Andrea D'ambra nella petizione.
Non mancano però le critiche, non sulle problematiche su cui il governo è intervenuto o sulla validità degli obiettivi, ma sulla scelta di una
soluzione legislativa per affrontare questi aspetti.
Sull'abolizione dei costi di ricarica, secondo
Altroconsumo e
Aduc, l'intervento diretto del Governo è un segnale dell'immobilità dell'
Agcom, a loro dire incapace di intervenire con decisione e tempestività.
"Il Governo non può sostituirsi ad un'Autorità inefficiente in ostaggio degli operatori di telefonia: urge la riforma della governance delle Authority, a partire dall'AGCOM sino a quella dei servizi finanziari, dove la voce dei consumatori deve pesare molto di più" ha sottolineato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. La mancanza di una sinergia Stato-Authority, secondo Aduc, può essere rischiosa perché i prezzi potrebbero diminuire se lo Stato imponesse i tetti massimi da non superare. Il rischio ipotizzato dall'associazione è che, aboliti i costi di ricarica, i gestori di telefonia possano rifarsi con
aumenti dei costi dei consumi.
"A nostro avviso - afferma Aduc - lo Stato dovrebbe intervenire solo in ciò che lo riguarda direttamente, cioè la componente fiscale e le regole per cui il mercato sia più competitivo". E lancia la sua proposta: "Per esempio, in ambito telefonia, dovrebbe levare a Telecom Italia la gestione dell'ultimo miglio e sulla questione WiMax/banda larga, quando a giugno le licenze saranno sul mercato, per riequilibrare il mercato specifico, non consentire l'accesso, almeno per i primi tempi, a Telecom Italia".
Dario Bonacina