L'Antitrust chiede a Telecom 23 milioni

Secondo il Garante Telecom ha pagato in ritardo la megamulta da 115 milioni e deve perciò corrispondere gli interessi. L'incumbent non è d'accordo e ricorre al TAR

Roma - Non è ancora stata scritta la parola "fine" nella vicenda che ha visto Telecom Italia condannata dall'Antitrust ad una poderosa sanzione di 115 milioni di euro per abuso di posizione dominante a danno di concorrenti e consumatori. Si è infatti aperto un contenzioso con l'Antitrust, che ha chiesto all'incumbent di pagare interessi per 23 milioni di euro.

Gli interessi sarebbero dovuti ad un'errata interpretazione, da parte dell'incumbent, sui termini di scadenza del pagamento: dopo la conferma della sanzione da parte del Consiglio di Stato (avvenuta in febbraio), la questione si sarebbe dovuta chiudere con il pagamento della megamulta da parte di Telecom Italia, che lo ha formalizzato nel mese di giugno 2006, nella convinzione di poter godere di una moratoria (motivata dall'attesa della decisione del Consiglio di stato).

Nel corrente mese di gennaio, invece, Telecom si è vista recapitare una cartella esattoriale contenente la richiesta di ulteriori 23 milioni di euro a titolo di interessi per ritardato pagamento. Su questa richiesta l'incumbent ha quindi presentato ricorso al TAR, chiedendo a sua volta che venga riconosciuta "l'inesistenza del credito".