Cina: martire 20enne rischia 5 anni

La sua colpa è aver parlato della repressione del gruppo religioso di Falun Gong informando via internet americani e canadesi di quanto accadeva nella sua regione

Hong Kong (Cina) - Quando si stringono i grandi accordi commerciali con Pechino si dovrebbe avere la decenza di ricordarsi della repressione e della censura che le autorità cinesi continuano ad esercitare con pugno di ferro. Non contenti di aver schiacciato il gruppo religioso Falun Gong, i magistrati pechinesi hanno accusato un 20enne di aver diffuso informazione sovversiva inviandola all'estero via internet. Sovversiva perché parlava delle violente azioni di repressione delle autorità contro esponenti della setta nella regione dove il giovane abitava.

Ora Zhan Ji, il cui nome ha già fatto il giro del mondo, rischia fino a cinque anni di carcere per le informazioni che attraverso la rete aveva fatto avere ad amici americani e canadesi su quanto accadeva nella regione di Heilongjiang. Stando al gruppo democratico di Hong Kong che da tempo informa sugli arresti dei dissidenti, la cyberpolizia cinese, tra le più agguerrite del mondo, in queste settimane sta controllando con grande attenzione le informazioni inviate dall'interno della Cina per evitare che altre notizie si diffondano "mettendo a rischio la sicurezza e l'integrità della Nazione", come recita lo slogan di sapore maoista a cui le autorità si ispirano.
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