Vodafone Numero Fisso, il TAR sospende i test

Accolto il ricorso di Telecom Italia: la sperimentazione dell'offerta convergente dell'operatore mobile subisce il secondo stop in pochi mesi

Roma - Ennesimo semaforo rosso per Vodafone Italia e per la sua offerta Numero Fisso, che prevede l'abbinamento di un numero geografico all'utenza mobile. Sulla sperimentazione del servizio, che doveva concludersi tra una decina di giorni, è infatti intervenuto il TAR del Lazio, che l'ha sospesa.

Si tratta dell'ennesimo episodio in cui la giustizia amministrativa interviene su una questione in cui si sono già diversamente pronunciati Agcom e Ministero delle Comunicazioni. Sono stati infatti i giudici a dare accoglimento al ricorso che Telecom Italia ha presentato in gennaio contro il decreto con cui, in dicembre, il Ministero delle Comunicazioni aveva autorizzato Vodafone alla sperimentazione del servizio. Sperimentazione che doveva durare due mesi (dal 15 dicembre 2006 al 14 febbraio 2007) e coinvolgere 15mila utenze. "Nonostante la ravvicinata scadenza della fornitura del servizio, fissata per il 14 febbraio, sussistono sufficienti elementi di fumus boni iuris e anche il pregiudizio grave ed irreparabile, quanto meno nella prospettiva concorrenziale" si legge nella decisione del Tribunale amministrativo.

"Tormentata" sembra quindi essere l'aggettivo migliore per definire l'offerta Vodafone Numero Fisso. L'operatore mobile, desideroso di offrire un'offerta all'insegna della convergenza fisso-mobile, ne aveva lanciato una prevendita (una prenotazione) a fine ottobre, con l'intento di avviare il vero e proprio lancio commerciale in gennaio. Sull'iniziativa, Telecom Italia fece ricorso al Tribunale civile di Roma, che in novembre bloccò l'offerta in quanto non ancora proponibile a causa dell'impossibilità di attuare la portabilità del numero fisso su rete mobile. Fu in seguito a questa vicenda che il ministero delle Comunicazioni arrivò al decreto che autorizzò Vodafone alla sperimentazione.
Nel decreto "autorizzativo" del Ministro Gentiloni era inoltre previsto l'avvio, da parte dell'Authority delle Comunicazioni, di una consultazione pubblica di 30 giorni, concernente proprio gli "aspetti regolamentari connessi all'introduzione di servizi integrati di tipo fisso-mobile". La sospensione decisa dal TAR, puntualizza comunque Vodafone, non ha influenza su tale consultazione "la cui valenza viene, anzi, rafforzata". L'operatore, che attende quindi la conclusione di tale procedimento, ha definito inoltre "soddisfacenti" gli esiti della sperimentazione finora condotta.

Sulla vicenda è intervenuto il ministero delle Comunicazioni, secondo il quale la decisione del TAR "non determinerà sostanziali conseguenze". "Il test del servizio - precisa una nota del ministero - era teso a verificare sia la struttura della rete coinvolta, sia l'assenza di interferenze radio". Positive le considerazioni espresse dal Ministero in merito al periodo di sperimentazione: "A circa tre quarti del suo corso ha prodotto esiti sostanzialmente favorevoli".

L'Agcom, aggiunge il ministero, "all'esito della consultazione pubblica che aveva avviato, risponderà ai quesiti avanzati dal TAR e, successivamente, d'intesa col Ministero delle Comunicazioni, assumerà le ulteriori decisioni per l'autorizzazione". All'Authority, infatti, il TAR ha dato 60 giorni di tempo per presentare nuova documentazione "in ordine alla riconducibilità del servizio offerto al servizio di telefonia in postazione fissa", ma anche "in ordine alla sussistenza, in capo alla società ricorrente di un valido titolo autorizzatorio, alla luce del principio di neutralità tecnologica". Il prossimo appuntamento avrà luogo il 17 maggio, data in cui il TAR ha fissato un'udienza pubblica in cui ascolterà le parti.

Dario Bonacina
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