PI: E come sarà il domani di una industria dei contenuti che va verso un DRM interoperabile, senza paletti di piattaforma?EM: Il futuro è la possibilità di accedere in modo infinito a contenuti che però avremo ottenuto legittimamente. La convergenza di tutti i media porterà ad una totale rivoluzione della questione download-non download, perché avremo una scatola collegata in modi diversi, wireless ecc, ad un'altra scatolina che potremo portarci appresso. Il domani non è il possesso dei contenuti, ma è il loro accesso, è la licenza per l'accesso ai contenuti che si desiderano in qualsiasi modo e momento, e indipendentemente dalla piattaforma. E tutto questo sarà possibile solo con un DRM più evoluto, interoperabile appunto.
PI: Però in questo modo non si tiene conto della natura della rete, fatta sempre più di scambi tra utenti, scambi di ogni genereEM: È vero il contrario. Scambieremo sempre di più le nostre esperienze. Non ti manderò più il mio contenuto, ti manderò invece la mia playlist, che comprende l'ultimo film uscito, due espisodi di
Desperate Housewives, un paio di videogiochi e l'ultimo filmino che ho girato a casa.
PI: E qui torniamo al problema dell'interoperabilità tra piattaformeEM: Appunto. Sarà possibile, perché no?, mandarti i miei "favoriti" della settimana, magari uno sarà disponibile su un canale televisivo A, un altro sulla piattaforma musicale B ed un altro direttamente dal mio hardware C. Dove sia non avrà più importanza, avrò un codice e con quello accedo. È il massimo del social network.
PI: Superando il "problema" del possesso del file, succeduto al possesso del supporto fisicoEM: Certo, non ci sarà più bisogno di avere gigabyte di cose scaricate. La prospettiva si sposta ad un altro livello. Un'opportunità per l'industria, anche per il marketing è una cosa molto interessante, ma anche per il consumatore.
PI: C'è consenso su tutto questo?EM: Non bisogna nascondersi le questioni da risolvere. È chiaro che una prospettiva del genere dev'essere condivisa dai carrier, da tutta la filiera dei produttori. Ma l'alternativa è andare verso sistemi di tassazione della connettività offerta dai carrier, che mi sembra molto ma molto più complessa.
PI: E gli utenti? Come pensa che reagiranno?EM: È bene operare dei distinguo. Nel popolo della telefonia mobile, in pratica chiunque, gli utenti non sono specializzati. Paradossalmente su una popolazione a bassa tecnologia, il DRM non crea problemi. E nella telefonia mobile i contenuti sono blindatissimi, ma non ci sono grandi dibattiti. Il grosso invece avviene in rete, perché è un popolo tecnologicamente molto avanzato che abbisogna di proposte intelligenti.
PI: Non molti si aspettano che arrivino dall'industriaEM: Questa, quella della musica, è un'industria che viene accusata di essere indietro. E invece è quella più avanti, sul commercio "liquido" è quella più avanti. Si sta facendo l'Iraq da sola, con un mercato nuovo affiancato a quello tradizionale.
a cura di Paolo De Andreis