Polemiche sulle tariffe fisso-mobile

Da una parte le associazioni dei consumatori che insistono per una riduzione e dall'altra l'Autorità che ne sostiene la convenienza per tutti. Parla anche il ministro Cardinale

Roma - Sempre, quando si parla di "adeguamento tariffario" nascono polemiche che, come anche questa volta, vedono su sponde opposte l'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e le associazioni dei consumatori.

Adusbef e Austel hanno infatti chiesto all'Authority una revisione dei piani tariffari approvati nelle scorse ore, sostenendo che "le tariffe fisso-mobile stabilite dall'Autorità delle telecomunicazioni devono scendere di almeno un altro dieci per cento". In caso contrario, affermano le due associazioni, si ricorrerà al Tar del Lazio "per ottenere diminuzioni delle tariffe molto più consistenti". Ancora più duro il Codacons, secondo cui occorre tenere conto del fatto che "i gestori devono restituire agli utenti 10mila miliardi di tariffe gonfiate applicate negli anni passati".

Senza nominare le proteste delle associazioni, il ministro delle TLC Salvatore Cardinale ha parlato nelle stesse ore delle nuove tariffe fisso-mobile affermando che "si tratta di una manovra buona per me quella che secondo l'Authority determina una ricaduta (leggi riduzione dei costi all'utente, n.d.r.) di 1.500 miliardi circa e che nella prima fase aveva prodotto una ricaduta di 750 miliardi. Questa manovra permette la concorrenza tra le imprese e mette quelle piccole in condizione di competere. E consente di creare un mercato aperto e libero, una qualità più alta e prezzi più bassi".
"Sono convinto, ha detto anche Cardinale, che il lavoro dell'Authority sia stato molto attento e che i risultati cui siamo arrivati siano già un forte passo verso la completa liberalizzazione del settore".

Ancora più esplicito Alessandro Luciano, commissario dell'Autorità, che in una nota ha affermato: "con le nuove tariffe ci guadagneranno tutti gli utenti e il risparmio sarà di circa 1.500 miliardi l'anno". Luciano, secondo cui "non è vero che le famiglie ci perdereanno", "tutte le verifiche condotte in base ai dati forniti da Telecom Italia nel corso di questa istruttoria" mostrano "una riduzione di spesa complessiva da marzo ad oggi del 37 per cento".

Che le polemiche siano roventi lo dimostra il fatto che, dopo questa serie di dichiarazioni, ieri in serata sono arrivate anche quelle di Michele Lauria, sottosegretario alle Comunicazioni, secondo cui "della nuova struttura dei prezzi va sottolineato lo spirito di apertura alla concorrenza nel settore della telefonia, oltre agli innegabili benefici per tutta l'utenza. Condivido pertanto le valutazioni positive espresse dall'Antitrust sulle scelte compiute dall'Autorità TLC".