Sun ha un debole per la GPL3

Il CEO di Sun ha affermato che le future release di Java e Solaris potrebbero adottare l'imminente GPL3, una licenza di cui apprezza particolarmente le protezioni relative ai brevetti

Santa Clara (USA) - Negli scorsi giorni il CEO di Sun, Jonathan Schwartz, ha ribadito che la propria azienda non ha nulla contro la futura versione della licenza GPL, ed anzi ne apprezza i paletti con cui saprà tenere fuori i brevetti dal codice free.

Già in passato Simon Phipps, chief open source officer di Sun, aveva spiegato che la scelta di rilasciare il codice di Java sotto la GPL2 non andava interpretato come un rifiuto alla terza revisione di questa licenza.

"Sarei davvero sorpreso se, in futuro, la GPL3 non venisse adottata da alcuni dei nostri progetti", aveva dichiarato Phipps. Sun sostiene di aver scelto la licenza GPL2 per almeno due ragioni: la piena compatibilità con Linux e la maturità di questa licenza. Ma in futuro Schwartz auspica che la GPL3 "possa sostituirsi all'attuale versione".
Difficilmente, però, Sun pubblicherà il codice di Solaris esclusivamente sotto la GPL. Secondo alcuni analisti è assai pià probabile che l'azienda californiana sceglierà un modello dual-license, conservando anche l'attuale CDDL: una licenza più adatta al modo commerciale e maggiormente interoperabile con quella BSD.

Queste dichiarazioni rappresentano uno dei più espliciti sostegni alla GPL3 provenienti da un colosso del software commerciale. Tra coloro che si sono invece scagliati contro la nuova GPL c'è, come noto, il padre di Linux, Linus Torvalds. Secondo Torvalds questa licenza sarebbe il prodotto delle posizioni più estremiste di Richard Stallman, mente e promotore della General Public License.
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