Contrappunti/ Sì, ma si dimenticano di chi compra

di M. Mantellini - Tutti parlano di quel che ha scritto Jobs, di quello che avrebbe dovuto scrivere o di cosa pensa l'industria. Il problema è la prospettiva: il consumatore non sta cambiando, è già cambiato

Roma - C'è un aspetto interessante nell'ampia discussione che ha avvolto in questi giorni la inconsueta lettera aperta che Steve Jobs ha pubblicato a proposito del futuro della musica digitale. È un aspetto che mi colpisce forse perché io non sono un produttore di iPod e nemmeno un artista, non sono stipendiato da nessuna major del disco e neppure scrivo software da proporre alle aziende che producono contenuti. Sono in altre parole un banale ascoltatore di musica come ce ne sono milioni e come tale in questi giorni vedo intorno a me un sacco di persone impegnate a spiegarmi come la penso nel campo della fruizione musicale illustrandomi con sicurezza quale sarà il mio interesse futuro di ascoltatore evoluto, trasbordato in rete dalla innovazione tecnologica.

Ho idea che Steve Jobs non sia il buon samaritano e mi pare ci siano ottime ragioni, che molti hanno acutamente sottolineato in questi giorni, per sostenere che il suo "Thoughts on Music" sia un punto di vista tanto affascinante (liberate la musica online dai DRM!) quanto interessato. Qualcuno si è chiesto se Jobs sia disposto ad estendere il proprio approccio libertario alla gestione dei DRM anche per esempio ai contenuti di Disney (società di cui è oggi il maggior azionista privato) e non solo al mondo del download musicale nel quale è "solo" incidentale e geniale intermediario. Non si tratta di una domanda troppo paradossale: la gestione di diritti sui contenuti digitali è oggi un problema singolo che riunisce tutto: dalla musica ai film, dai testi ai contenuti multimediali. Applicarlo solo al download musicale suona inevitabilmente come una utile forzatura.

Nonostante queste speculazioni, il fallimento strategico delle tecnologie DRM è sotto i nostri occhi da tempo e non c'è stato bisogno dell'intervento profetico di Jobs per indurre la EMI a decidere autonomamente di fare a meno delle protezioni software nei suoi prossimi prodotti musicali. Il partito dei sostenitori dei DRM è quindi ormai ridotto ai discografici (e nemmeno tutti) per una chiara e semplice ragione: alternative alla gestione autoritaria dei diritti (siano esse chiavi software o minacce di tribunale) all'orizzonte non sembrano vedersene.
Ma io sono l'utente e non mi piace che costoro continuino a spiegarmi cosa sia meglio per me. Così la tentazione sarebbe quella di provare ad immaginare da solo (visto che non esiste nè potrebbe esistere una Associazione Utenti Contenuti Intellettuali) quale sarebbe il futuro musicale migliore per me, senza essere sballottato a forza dentro le opinioni di questo o di quello.

Così, visto che, per una ragione o per l'altra, Internet ha aumentato la mia autonomia di scelta e la mia libertà nella fruizione dei contenuti (e di questo le sono violentemente grato da sempre) io vorrei dire che:
1) L'autore è il mio idolo. Quando ascolto un brano musicale o guardo un film o leggo un libro che mi piacciono, provo un sentimento di ammirazione, identificazione e riconoscenza nei confronti di chi ha lo prodotto che vorrei tramutare in denaro. Desidero pagare per i contenuti che mi arricchiscono, mi sembra giusto e civile. E mi pare che da ciò possa discendere anche un sistema economico efficiente. Ma vorrei poterlo fare singolarmente e direttamente. Vorrei retribuire solo ciò che mi piace e direttamente (il più possibile direttamente) al suo creatore. Non posso pensare che domani non sia possibile immaginare un sistema digitale che me lo consenta senza deprimere la creatività del pianeta.

2) Io non fruisco, compro. Il modello che molti furbacchioni oggi vogliono associare alla rete Internet è quello dello "fruizione" dei contenuti. Io non voglio lo streaming, voglio il download. Io voglio pagare quello che c'è da pagare a patto che il bene che acquisto assomigli il più possibile ad un paio di scarpe. Una volta acquistato devo poterci fare ciò che voglio. Voglio un libro da mettere nella mia libreria e far leggere ai miei pronipoti fra cent'anni, non una licenza a tempo per "numero 3 ascolti" del contenuto X.

3) Fuori i telegrafisti dal tempio. Esiste un universo ampio e frequentato di palafrenieri del lavoro intellettuale. Sono nati e si sono sviluppati a dismisura nell'ultimo secolo fino ad occupare gran parte dello spazio disponibile. Sono l'industria dei contenuti. Oggi la musica coincide più con i suoi distributori/editori/sostenitori/finanziatori che non con coloro che la compongono: la funzione di questi ultimi, nel mercato di massa dei contenuti, è ridotta a quella di veri e propri comprimari senza voce. Gli industriali dei contenuti sono oggi il vero freno alla innovazione poiché le loro prebende e la loro centralità nell'universo digitale sarà destinata a ridursi fortemente. Erano coloro che fino a ieri costruivano le strade fra compositore ed ascoltatore. Oggi le loro strade non sono più così frequentate ed il loro lavoro principale è diventato quello di ostacolare i percorsi altrui. Sono i telegrafisti che protestano per l'invenzione della posta elettronica.

4) Educare alla condivisione. C'è un grande lavoro formativo da fare, soprattutto nelle scuole, nei prossimi anni. Ci sono leggi da cambiare e diritti da riconsiderare. Ci sono nuove priorità per tutti da individuare e forse la principale di queste è ancora una volta quella della constatazione di Internet come strumento di condivisione e libertà dentro il quale confluisce ogni sorta di contenuto. Molti degli atteggiamenti compulsivi nei confronti dei contenuti liberamente raggiungibili in rete (leggi: pirateria) che hanno caratterizzato questi primi anni in rete, sono figli di una cultura del consumo cristallizzata da anni di mercato di massa. Quella degli alti costi e della duplicabilità controllata dei beni: di quella economia della scarsità dalla quale ci stiano rapidamente allontanando. Quando saremo sufficientemente distanti, forse ci accorgeremo tutti che il mercato della deprivazione, nel quale ogni bene scarsamente disponibile aumentava il suo valore, è diventato oggi una opzione senza senso, per lo meno per la grande massa di contenuti disponibili in formato digitale.

Libera voce a tutti, quindi. Alle visioni di Steve Jobs come a quelle dei vari attori del mercato. Alle utopie del no-copyright e perfino ai professori della Bocconi che chiedono a gran voce dalla prima pagina de "IlSole24ore" l'abolizione della SIAE (ebbene sì, la settimana scorsa è accaduto anche questo). Con la minima avvertenza però dei limiti di rappresentanza di ciascuno. Poiché fino a quando esisterà Internet così come la conosciamo (che Dio l'abbia in gloria), forzare gli utenti dentro gabbie di comportamento del secolo scorso continuerà ad essere uno sforzo inutile.

Massimo Mantellini
Manteblog

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41 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Sì, ma si dimenticano di chi compra
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  • Io lo avevo già detto in tanti modi questo articolo e lo ho detto un po' alla volta.
    Credo sia ora di regolarizzare il P2P in ambito privato, anche perchè magari uno gli piace un'artista o un programma e prima lo scarica, poi se vuole usufruire di vantaggi o quel qualcosa in più che viene offerto a chi possiede effettivamente il programma autentico o un disco originale audio/video, magari mette da parte i soldi e se lo compra.
    Il DRM ha fallito e credo che ormai molti lo stiano lasciando morire, spero che i discografici ma anche le softwarehouse e le cinemahouse abbandonino il DRM perchè è evidente che non è l'arma risolutrice, per altro già distrutta dai pirati.
    Microsoft sta sperimentando l'anima opensource, studiandone i vari aspetti (sotto sotto vedete che pure lei ci sta arrivando?)il suo problema ora è se avvantaggiarsi dello strumento più potente, cioè la comunità.
    Innanzitutto io uso molti software opensource ma nulla mi ha impedito di comprare Nero 7 Reloaded,una nuova licenza di Windows XP assieme ad un computer.Questo per dire che nessuno è obbligato ad abbandonare i software chiusi...possono sviluppare entrambi creando le opportune divisioni.Linux è creato da softwarehouse che fanno anche software proprietario.Microsoft non ti vergognare, la comunità può accoglierti ma solo se c'è rispetto e non c'è inganno ma insieme al contributo nella crescita di tutti, quella cosa che noi comuni mortali chiamiamo "collaborazione fra utenti".
    Ormai si parla sempre e solo di DRM, download, P2P, scontri...finiamola e passiamo ai fatti!
    Apple sta facendo una scorrettezza assai maggiore di tutte quelle fatte da Microsoft, luchettare solo all'ipod i suoi brani è una cosa decisa da Apple e non dalle major che hanno, forse, danno ulteriore al fatto pirateria.
    Regolarizzate i download P2P privati, non tassate internet, togliete ogni protezione che conviene a tutti, sia ai programmi che ai cd e dvd.
  • allora la prossima volta che vado in pizzeria, mangio una bella pizza mi bevo una coca media e un caffè e poi non pago il conto... metto da parte i soldi e passo più avanti!
    MeX
    16897
  • - Scritto da: Msdead

    > Microsoft sta sperimentando l'anima opensource,
    > studiandone i vari aspetti (sotto sotto vedete
    > che pure lei ci sta arrivando?)il suo problema
    > ora è se avvantaggiarsi dello strumento più
    > potente, cioè la
    > comunità.

    Che io sappia MS ha usatol'anima open source per sfruttarla, vedi lo stack TCP/IP introdotto da NT che è lo stesso di BSD (non troppo in verità: funziona molto peggio) adattato per win.
    Tieni anche presente che il DRM di Zune è molto più rigido di Fair Play, quindi questa affermazione mi pare molto fuori luogo

    > Apple sta facendo una scorrettezza assai maggiore
    > di tutte quelle fatte da Microsoft, luchettare
    > solo all'ipod i suoi brani è una cosa decisa da
    > Apple e non dalle major che hanno, forse, danno
    > ulteriore al fatto
    > pirateria.

    A parte l'italiano incerto nel finale, ti faccio presente che Apple vende brani (sui quali prende pochissimo, nell'ordine di qualche centesimo) per appoggiare le vendite di iPod, e non il contrario, e che l'attuale DRM è stato ottenuto agli attuali termini poco invasivi solo dalla Apple. MS per esempio paga una royalty a Universal per ogni brano che vende (meno male sono pochiCon la lingua fuori )



  • - Scritto da: Msdead
    > Apple sta facendo una scorrettezza assai maggiore
    > di tutte quelle fatte da Microsoft, luchettare
    > solo all'ipod i suoi brani è una cosa decisa da
    > Apple

    Dimentichi un paio di cosette:

    1) Nessuno ti obbliga ad acquistare la musica da Apple. I negozi di CD sono in ogni paese del mondo.

    2) Prima di Apple non potevi acquistare un album a meta' prezzo e nemmeno un brano singolo a un ventesimo del prezzo.

    Quanto a Microsoft, devo farti notare che Vista Ultimate costa 599 euro contro i 129 di OS X o lo hai gia' notato da solo?
    non+autenticato
  • Quoto in pieno; questa balla della fruizione è quella che ci strangolerà tutti se non la fermiamo quanto prima. O prima o poi dovremo pagare anche per "fruire" dell'auto con cui andare al lavoro...
    non+autenticato
  • E ringrazio Steve Jobs per aver fatto in modo che io abbia potuto acquistare singoli brani a 99 centesimi l'uno.
    Prima dovevo acquistare come minimo un CD da 20 euro.
    Ora i miei acquisti sono per la maggior parte brani singoli, e li posso pure ascoltare per mezzo minuto prima di acquistarli.
    Prima non era cosi'.
    Grazie, Steve.

    Io non masterizzo CD, ma a tutti coloro che si lamentano dei DRM vorrei far notare che al costo di meno di 11 euro si acquista un album piu' un CDR vergine, e dopo la masterizzazione si ottiene lo stesso CD da 20 euro, libero da DRM. Ma con diritti maggiori rispetto il CD da 20 euro: posso farne 7 copie e usarle tutte contemporaneamente in luoghi diversi. Del CD originale posso farne solo una copia di backup (e quindi non avrei nemmeno il diritto di usarla se sono ancora in possesso dell'originale).

    Questi attacchi dei paesi europei verso il DRM di Apple mi sembrano invece un pretesto dei relativi governi: si sono accorti che il mercato iTunes ha raggiunto un livello interessante e, al momento, non si beccano un solo euro di IVA.
    E cosi' blaterano di "liberta' di scelta del lettore mp3", come se la gente comprasse iPod non perche' e' bello, e' il migliore, fa tendenza, ma perche' costretti.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > e dopo la masterizzazione si ottiene
    > lo stesso CD da 20 euro, libero da DRM. Ma con
    > diritti maggiori rispetto il CD da 20 euro:

    Immagino che a te non interessi il fatto che la qualità di un mp3 è nettamente inferiore a quella di un CD.
    Comunque, se potessi scaricare un .wav o un .flac a 99 centesimi sarei perfettamente d'accordo con te. Ma non conosco alcun sistema che dia questa possibilità. Qualcuno ne conosce?

  • - Scritto da: chrjs
    >
    > - Scritto da:
    > > e dopo la masterizzazione si ottiene
    > > lo stesso CD da 20 euro, libero da DRM. Ma con
    > > diritti maggiori rispetto il CD da 20 euro:
    >
    > Immagino che a te non interessi il fatto che la
    > qualità di un mp3 è nettamente inferiore a quella
    > di un
    > CD.

    Sono l'autore del messaggio originale.
    Io sono un cultore della qualita', ma non un esoterico. La qualita' dei brani AAC a 128kbps (che non e' mp3) e' per me pari al CD. Intendo che non sento differenze, quindi, sapendo che le differenze tecnicamente ci sono, deduco che la misura di queste differenze e' minima e certamente inferiore alla differenza di esborso per ottenere un singolo brano di un album rispetto al tradizionale CD.

    Comunque ognuno e' libero di prendere il CD o il brano compresso.
    E in ogni caso il discorso verte sul DRM, che nulla ha a che vedere con la differente qualita' audio tra CD e brano compresso.
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > Io non masterizzo CD, ma a tutti coloro che si
    > lamentano dei DRM vorrei far notare che al costo
    > di meno di 11 euro si acquista un album piu' un
    > CDR vergine, e dopo la masterizzazione si ottiene
    > lo stesso CD da 20 euro, libero da DRM.


    Non è lo stesso.
    Manca il booklet, il sogente è compresso e il CD-R dura intrinsecamente meno del cd stampato.

    > Del CD originale posso farne
    > solo una copia di backup (e quindi non avrei
    > nemmeno il diritto di usarla se sono ancora in
    > possesso
    > dell'originale).

    ? Non mi risulta.

    2678

  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da:
    >
    > > Io non masterizzo CD, ma a tutti coloro che si
    > > lamentano dei DRM vorrei far notare che al costo
    > > di meno di 11 euro si acquista un album piu' un
    > > CDR vergine, e dopo la masterizzazione si
    > ottiene
    > > lo stesso CD da 20 euro, libero da DRM.
    >
    >
    > Non è lo stesso.
    > Manca il booklet, il sogente è compresso e il
    > CD-R dura intrinsecamente meno del cd
    > stampato.
    Il booklet non fornisce piu' informazioni di quante se ne possono ricavare in Internet.
    Su fatto che sia compresso, si, e' compresso, quindi? A morte Steve Jobs perche' i file sono compressi?
    Sulla durata del CD-R: un CD-R dura anni (anche 100, ad esempio i Kodak Gold), e nulla vieta che posso rimasterizzare un'altro CD-R.
    O magari un BD o HD-DVD... o un futuro supporto tra 50 anni quando i CD saranno estinti...
    >
    > > Del CD originale posso farne
    > > solo una copia di backup (e quindi non avrei
    > > nemmeno il diritto di usarla se sono ancora in
    > > possesso
    > > dell'originale).
    >
    > ? Non mi risulta.
    >
    A me risulta che con l'acquisto di un CD si acquisti UNA licenza d'uso, non infinite licenze d'uso. Quindi si puo' ascoltare, nello stesso istante, solo il supporto originale o la sua UNICA (previsto per Legge) copia di sicurezza.
    Questo in teoria.
    In pratica, se perdo il disco originale, come faccio a dimostrare che la copia di backup e' tale e non un disco piratato? Su un eventuale scontrino non c'e' ne' il nome del disco ne' il nome di chi l'ha comprato.

    La musica acquistata su iTunes, al contrario, gode di una fattura di acquisto, con nome e cognome del titolare. Pure i brani sono marcati con nome e cognome.
    E se si perde la fattura, sul sito Apple la si ritrova.

    Il succo del discorso e' che se mi ferma la finanza e mi trova in auto un CD-R masterizzato, io sono in grado di provare che quei brani sono stati regolarmente acquistati e che la licenza mi permette di masterizzarli su un numero ILLIMITATO di CD-R. Prova che fosso fornire sul posto, con un semplice accesso a Internet.
    Invece la copia di un CD puo' stare in auto solo se l'originale si e' perso, non certo per poter ascoltare la musica a casa e in auto. La licenza e' UNA licenza per CD, non DUE o piu'.
    non+autenticato
  • ...così è facile però... pensare che ognuno paghi il giusto secondo coscienza personale all'autore... e poi l'autore secondo coscienza personale pagherà il fonico che gli ha fatto il master? E poi il fonico paga l'affitto al proprietario di casa secondo coscienza personale?

    Allora... mi sta bene che il sistema di business musicale odierno debba adeguarsi ai tempi... ma allora... si propongano ALTERNATIVE fattibili... non visioni utopistiche!
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    Modificato dall' autore il 12 febbraio 2007 10.26
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    MeX
    16897
  • l'alternativa fattibile: cd originali a un prezzo giusto, senza ste fesserie online, drm o meno, i costi di stoccaggio ci sono, perchè: il pc devi averlo? e l'adsl? la carta di credito per acquistare? e dove li salvi, una copia di backup non te la fai? e sappiamo che i cd e dvd registrabili in pochi anni si usurano, mica è come i master stampati in fabbrica..
    svegliamoci e boicottiamo(tate.. io già li schifo) tutti sti acquisti online, che alla fin fine è aria fritta.. che magari si danno una mossa e abbassano i prezzi
    non+autenticato
  • io la mia musica ce l'ho sull'HD del portatile, più un HD esterno, più l'iPod... ora se perdo tutto l'unica cosa che può capitarmi è che mi si incendia la casa!
    Avevo una trentina di CD originali che mi hanno fottuto dalla macchinaSorride
    E cmq... un CD non potrà MAI costare meno che comprarlo on-line
    MeX
    16897
  • un cd stampato in fabbrica costa meno di un euro, quindi già costa meno.. che poi ci mangiano sopra per venti volte attualmente è un altro discorso, ma volendo ci potrebbero essere anche dei sistemi misti ad esempio: compro il cd da amazon e intanto che mi arriva, ho diritto a scaricarmelo anche in versione mp3, così lo ascolto, oppure, le si compra online e per la stampa dei cd in fabbrica, invece di avvenire prima che i cd vengano acquistati, riempiendo i magazzini e rischiando l'invenduto, raccogliere gli ordini online da futuri acquirenti, e chi li ha già acquistati online potrebbe aver diritto ai cd stampati pagando una differenza.. insomma.. di metodi ce ne sarebbero, ma sicuramente la soluzione non sta nell'ipod chiuso, o nella gestione da parte della sola apple con itunes music store.. e nemmeno nel perseguire la gente come ladri..dovrebbero sbracciarsi un pò tutti..(campa cavallo, per me siamo comandati da vecchi in tutti i campi, vecchi ottusi che fin quando non schiatteranno, almeno 20 anni, non si potrà vedere nessuno miglioramento)
    non+autenticato
  • sai cos'è il "glass master" ? se non sai rispondermi è inutile continuare questa noiosa conversazione!
    MeX
    16897

  • - Scritto da: MeX
    > ...così è facile però... pensare che ognuno paghi

    Fammi capire c'è qualcosa che impedisce di pagare l'autore per la sua prestazione? (che è scrivere) dove sta il problema? per quale diavolo di motivo un autore non può essere pagato nel modo in cui chiunque viene pagato?
    Può essere pagato solo in royalties? e chi lo ha stabilito?
    e quando il copyright non esisteva l'autore come era pagato?
    Ti risulta che sia apparso il copyright per volontà divina (all'atto della creazione del mondo) e che sulle tavole della legge sia scritto pagheray gli autori col solo copyright?...
    Ti sembra serio dire che esiste un modo solo e solo quello di compensare chi lavora?
    Smettila di trollare e vai a lavorare!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: MeX
    > > ...così è facile però... pensare che ognuno
    > paghi
    >
    > Fammi capire c'è qualcosa che impedisce di pagare
    > l'autore per la sua prestazione? (che è scrivere)
    > dove sta il problema? per quale diavolo di motivo
    > un autore non può essere pagato nel modo in cui
    > chiunque viene
    > pagato?
    > Può essere pagato solo in royalties? e chi lo ha
    > stabilito?
    > e quando il copyright non esisteva l'autore come
    > era
    > pagato?
    > Ti risulta che sia apparso il copyright per
    > volontà divina (all'atto della creazione del
    > mondo) e che sulle tavole della legge sia scritto
    > pagheray gli autori col solo
    > copyright?...
    > Ti sembra serio dire che esiste un modo solo e
    > solo quello di compensare chi
    > lavora?
    > Smettila di trollare e vai a lavorare!

    il discorso è che se tu paghi direttamente l'autore, sarà poi l'autore a dover suddividere il suo guadagno per pagare il fonico, la casa discografica che gli ha fatto i contratti e gli ha gestito le licenze e le pubblicazioni... ora se secondo te è fattibile che Bono metta su anche un ufficio di contabilità allra ok... se tu la vedi così...
    MeX
    16897
  • non vuole dare "fair play" in licenza a nessuno, altrimenti nascerebbero cloni di iTunes e lettori compatibili con iTunes e si perderebbe un sacco di soldi.
    così è più semplice scaricare il barile e dare la colpa alle major/DRM.

    la soluzione?
    adottare un sistema di DRM che sia compatibile con TUTTI i player/software del mercato e lasciare che la piattaforma migliore (meno costosa) vinca.

    è GIUSTO pagare per quel che si ascolta e vede e legge, se frutto di lavoro degli altri.
    non+autenticato

  • > non vuole dare "fair play" in licenza a nessuno,
    > altrimenti nascerebbero cloni di iTunes e lettori
    > compatibili con iTunes e si perderebbe un sacco
    > di
    > soldi.

    La gente non compra l'iPod per far suonare la musica gia' acquistata, ma compra la musica per far suonare l'iPod gia' acquistato.
    non+autenticato

  • > è GIUSTO pagare per quel che si ascolta e vede e
    > legge, se frutto di lavoro degli
    > altri.

    è giusto pagare un bibliotecario? è giusto pagare un giornalaio che ti vende un giornale che non ha scritto lui? devo continuare?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    >
    > > è GIUSTO pagare per quel che si ascolta e vede e
    > > legge, se frutto di lavoro degli
    > > altri.
    >
    > è giusto pagare un bibliotecario? è giusto pagare
    > un giornalaio che ti vende un giornale che non ha
    > scritto lui? devo
    > continuare?

    hai clamorosamente toppato esempio.
    se non capisci la differenza fra un servizio ed un prodotto, non vale neanche la pena di parlartiOcchiolino
    non+autenticato

  • > hai clamorosamente toppato esempio.
    > se non capisci la differenza fra un servizio ed
    > un prodotto, non vale neanche la pena di parlarti
    >Occhiolino

    ah... quindi... vediamo... il giornale è un prodotto, e il giornalaio ti offre un servizio... giusto?

    la canzone è un prodotto, e iTunes ti offre un servizio... è giusto?

    No perchè sai... magari hai ragione tu!
    MeX
    16897

  • - Scritto da: MeX
    >
    > > hai clamorosamente toppato esempio.
    > > se non capisci la differenza fra un servizio ed
    > > un prodotto, non vale neanche la pena di
    > parlarti
    > >Occhiolino
    >
    > ah... quindi... vediamo... il giornale è un
    > prodotto, e il giornalaio ti offre un servizio...
    > giusto?
    >
    > la canzone è un prodotto, e iTunes ti offre un
    > servizio... è
    > giusto?
    >
    > No perchè sai... magari hai ragione tu!

    Infatti Itunes è un servizio (distribuzione) esattamente uguale a quello del giornalaio (si chiamano negozi).
    E il DRM invece è un disservizio!
    Toglie funzionalità, perchè mai dovresti pagarlo?...
    Perchè sei pollo?
    Perchè vuoi fare un favore a BMG (che è naturalmente bisognosa)..
    Perchè te lo ha ordinato il dottore?
    Dimmi tu!
    Ma dimmelo dal tuo punto di vista senza ghirigori del tipo "ma altrimenti sony BMG non me lo vende" perchè questa non è una motivazione "sensata" dal TUO punto di vista basta tu non compri da sony BMG oppure compri presso un "servizio" senza DRM!
    Quando sony si sarà stufata di rompere le oo col DRM farà come fa ora (vende quasi tutti i suoi "preziosi contenuti" SENZA DRM e quasi tutti i suoi introiti vengono da li!)...
    Sai è la legge della domanda e dell'offerta!
    Se nessuno compra il DRM il DRM è automaticamente un flop!
    E che di flop si tratti te lo dimostra il fatto che il mercato dei contenuti con DRM sia di poco sopra i 2 miliardi di $ contro i quasi 6 di un business "marginale" come quello dei "loghi e suonerie".....
    Una vera miseria!
    Un flop è un flop! c'è poco da fare!
    non+autenticato
  • Compro da iTunes perchè è comodo, è perchè il DRM Apple non mi ha MAI creato un problema! Posso autorizzare 5 PC quindi i miei brani li ascolto sul mio portatile a casa mia, su due computer in ufficio e nel computer a casa dei miei e volendo avrei ancora un altro PC da usare... poi... mi posso masterizzare un bel CD-AUDIO da regalare ad amici o parenti per le festività... e un album lo pago 9,99€ vedi te se non è vantaggioso!

    Per quanto riguarda il "successo" delle suonerie tieni conto che: è molto più facile scaricare un MP3 che un midi polifonico da salvare sul cellulare, senza contare che su alcuni cellulari non è permesso... inoltre... tieni presente che molto spesso tu mandi un messaggio per ricevere una suoneria... e zacchete una volta alla settiana te ne arriva un'altra a 2€... sono due mercati imparagonabili!
    MeX
    16897


  • > è GIUSTO pagare per quel che si ascolta e vede e
    > legge, se frutto di lavoro degli
    > altri.

    Davvero? perchè c'è qualche caso in cui non è frutto del lavoro?
    E ti risulta che tutti quelli che lavorano vengano generalmente pagati in royalties?
    A me no!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    >
    > > è GIUSTO pagare per quel che si ascolta e vede e
    > > legge, se frutto di lavoro degli
    > > altri.
    >
    > Davvero? perchè c'è qualche caso in cui non è
    > frutto del
    > lavoro?
    > E ti risulta che tutti quelli che lavorano
    > vengano generalmente pagati in
    > royalties?
    > A me no!

    quindi? a Bono degli U2 offri un contratto da impiegato artistico a tempo indeterminato, e alle suga babes che sono ancora giovani un contratto di apprendistato di 6 mesi?
    :)
    MeX
    16897
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