Pro e contro/ Misurare la rete

L'editoriale di Mauro Lupi (AdMaiora) su come le aziende italiane siano spesso restìe a ricorrere agli analytics per studiare i risultati ottenuti in rete - NeCoSi (Geekplace) interviene sul perché certi analytics dovrebbero essere evitati

Roma - Google, il motore di ricerca più usato al mondo, da diversi anni sta facendo un vera corsa contro il tempo per lanciare quanti più servizi è possibile. Il fine è uno: entrare in strettissimo rapporto con tutti coloro che usano il web. Ma cosa significa questo?

Significa che Google vuol diventare una sorta di grande fratello, vuol creare una ragnatela di servizi per poter (in)seguire tutti gli utenti. A dimostrazione di questo possiamo prendere in esame ad esempio il cookie che crea Google sui nostri computer e che scade circa nel 2038!
Ci identifica dunque per molti anni ed è capace di tracciarci ogni giorno. Il controllo che ha raggiunto Google in questi ultimi anni è spaventoso. Basti pensare che se tra i risultati di Google non compari, allora è come se nel web tu non esistessi.

Alcuni studi dimostrano inoltre che gli unici veri risultati che contano sono quelli presenti nelle prime posizioni. Un utente infatti molto raramente scorre la lista dei risultati, preferisce piuttosto cambiare le keywords per la ricerca.
Google grazie al solo servizio di motore di ricerca è già in grado di dire quante persone sono interessate al terrorismo, da quale nazione provengono, a cosa sono interessati, cosa cercano e puo' decidere le pagine da visualizzare durante la ricerca. In Cina ad esempio ha attuato dei filtri di censura molto capillari. Inoltre con il servizio GMail gestisce e memorizza un'altra grandissima mole di informazioni. Un utente crede che la posta gli appartenga, in realtà Google ha spesso affermato di avere il diritto di salvare le nostre email anche quando noi decidiamo di cancellarle. Ce le nasconde, ma i contenuti restano sui suoi server.

I servizi segreti americani hanno più volte fatto pressione per accedere a tali informazioni, Google ha sempre detto di aver conservato la sua indipendenza, ma di questo chiaramente non possiamo esserne certi.

Comunicare attraverso i servizi di Google puo' essere dunque un pericolo. Gli interessi economici che si celano dietro sono enormi. A fronte di ciò si è iniziato a sviluppare un motore di ricerca europeo. Il controllo è un'arma, e Google controlla! Il servizio forse più pericoloso che offre è Google Analytics.

Grazie a questo servizio, un utente che non usa Google, ma che naviga semplicemente nel web, viene comunque intercettato e tracciato lungo tutti i siti che ospitano tale servizio.

Ha dunque esteso il suo raggio di azione su un area molto più vasta, quasi capillare. Purtroppo molti webmaster implementano nelle loro pagine i codici di Google, siano essi Analytics o AdSense. Con l'uso di Google Maps poi riesce a capire anche gli interessi geografici che un utente ha. Che altro dire? Che il suo crawler in questo momento sta leggendo questo articolo e lo sta per salvare nella sua enorme cache.

Molti utenti dunque a fronte di ciò si sono organizzati ed hanno deciso di combattere questo fenomeno che George Orwell descrive bene nel libro 1984, di cui è stato anche girato un bellissimo film. Nei propri file hosts si reindirizzano gli IP di Google alla propria macchina e si blocca nel browser la possibilità di salvare cookie provenienti dai domini google.

Un libro che credo sia interessante leggere per poter approfondire questo discorso è The dark side of Google, un libro con licenza copyleft scritto dai ragazzi di ippolita.net.

NeCoSi
GeekPlace
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