Quando il telefonino fa bene alla salute

Produttori e operatori di telefonia mobile lavoreranno insieme ad un progetto sanitario per i Paesi in via di sviluppo. Annunciato un investimento di 10 milioni di dollari

Barcellona - Coloro che reputano il telefonino un nemico della salute potrebbero doversi ricredere, almeno parzialmente: il governo USA, in collaborazione con operatori e produttori di telefonia mobile, ha varato l'iniziativa Phones-for-Health, finalizzata allo sviluppo di progetti sanitari nei Paesi in via di sviluppo.

Phones-for-Health, che prevede un investimento di 10 milioni di dollari (oltre 7,7 milioni di euro), si fonda sul presupposto della "esplosiva crescita dei network di telefonia mobile nei Paesi emergenti, che hanno ora un'opportunità unica di trasformare il modo in cui questi paesi possono fronteggiare le sfide sanitarie" ha dichiarato il direttore generale aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Il programma prevede che gli operatori sanitari presenti "sul campo" siano provvisti di un cellulare, fornito in questo caso da Motorola, a bordo del quale sarà installata un'applicazione che li metterà in grado di memorizzare i dati della cartelle cliniche dei propri pazienti. Le informazioni saranno poi trasmesse, in modalità sicura, ad un database centrale. In mancanza di copertura costante del segnale, i dati potranno essere trasmessi via SMS.

Una volta ricevuti, saranno analizzati dal sistema e messi su Internet a disposizione degli ufficiali sanitari. Il sistema informativo accessibile dai cellulari supporta inoltre la spedizione di informazioni varie nonché alert via SMS allo staff che opera sul campo. "Gli operatori potranno inoltre utilizzare il sistema per ordinare farmaci, inviare avvisi e segnalazioni, scaricare prescrizioni sanitarie ed accedere a database con informazioni a loro utili" riferisce Paul Meyer, presidente di Voxiva, l'azienda che ha sviluppato le applicazioni, aggiungendo: "I responsabili di servizio, a livello regionale e locale, potranno accedere a tutti i dati in tempo reale tramite un database web-based".
Il progetto prenderà il via, inizialmente, in dieci Paesi dell'Africa, a cominciare dal Rwanda. Ma è auspicio di tutti i partecipanti che l'iniziativa cresca, in termini di area geografica interessata (all'Africa seguirà l'Asia), per intervenire su tubercolosi, malaria e altre malattie infettive, ma anche in termini di soggetti (organizzazioni e aziende) in grado di fornire il proprio fattivo contributo.

La GSM Association stima che oltre il 60% della popolazione del "continente nero" viva in aree coperte da network mobili, e si attende entro il 2010 una crescita fino all'85%.

D.B.
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