New York, limiti per il videotaping di polizia

La registrazione di qualsiasi assembramento pubblico da parte delle forze dell'ordine dovrà cessare. Un giudice della Grande Mela re-interpreta le necessità di sicurezza

New York (USA) - Non piace più ai tribunali di New York la pratica ormai invalsa tra le forze dell'ordine locali di videoregistrare qualsiasi manifestazione pubblica, incontro di piazza o evento a cui partecipino una molteplicità di cittadini. Un giudice ha infatti stabilito che questo genere di azioni viola il Primo Emendamento degli americani.

Come racconta il NY Times, il magistrato Haight, della Corte distrettuale di Manhattan, ha sentenziato che le forze dell'ordine possono procedere a questo genere di registrazioni video soltanto se sussiste il timore che possa verificarsi qualche incidente o attentato, e solo dietro preventiva autorizzazione dei vertici del Dipartimento di Intelligence della polizia locale. Agire altrimenti, come accaduto ormai fin dagli attentati dell'11 settembre 2001, significa ledere il diritto di manifestare, garantito appunto dal Primo Emendamento.

La decisione di Haight, che riprende e dettaglia un pronunciamento del 2003, non si applica ai luoghi pubblici indoor, come le stazioni ferroviarie o della metro, sottovia, ponti e via dicendo.
Come nota qualcuno, si tratta di una delle prime decisioni a New York che pongono limiti alle pratiche di sorveglianza e monitoraggio sempre più pervasive adottate fin dagli attentati del World Trade Center.
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