DTT, ripartono i contributi per i decoder

Ma solo per gli utenti della Sardegna in regola con il pagamento del canone RAI: per loro da oggi è a disposizione un contributo di 70 euro. Le vendite erano crollate. La Regione è in prima fila per il passaggio al DTT

Roma - Da oggi gli utenti ancora interessati alla televisione che risiedano in Sardegna possono sfruttare un nuovo contributo pubblico per l'acquisto dei decoder necessari per la ricezione della televisione digitale terrestre (DTT).

Si tratta di un finanziamento di 70 euro previsto per la Sardegna in quanto "pioniera", suo malgrado, della nuova modalità di trasmissione televisiva.

Dal prossimo primo marzo, infatti, nei 123 comuni del cagliaritano le principali emittenti cesseranno la trasmissione in via analogica di una serie di canali televisivi (RAI RaiDue, Mediaset Rete4 e La 7 QOOB), con la conseguenza che chi non disporrà del set top box DTT non potrà più riceverli. Nel complesso si tratta di una novità che interessa 560 mila residenti.
Il problema è che, complice il crollo delle vendite di decoder negli ultimi mesi del 2006, sono ancora migliaia le famiglie che si trovano sprovviste dell'apparecchio, e questo nonostante la massiccia campagna di informazione che viene condotta sull'argomento sia in televisione che per via cartacea. Proprio una lettera spedita in questi giorni informa le famiglie della zona della possibilità di fruire del "bonus". Il tutto è anche disponibile online.

Di interesse segnalare, come fa il Velino, che i dobloni necessari a coprire questi contributi fanno parte dell'ammontare dei finanziamenti decisi dal Governo Berlusconi: si tratta di circa 10 milioni. A questi dindi si sommano per il resto d'Italia, come già noto, altri 40 milioni di euro per favorire l'acquisto di nuovi televisori che incorporino il ricevitore DTT (in questo caso il bonus arriva ad un massimo di 200 euro per ogni apparecchio).

In una conferenza stampa dedicata, i rappresentanti del ministero delle Comunicazioni e dei consorzi locali e nazionali delle emittenti hanno descritto questa misura come "un ulteriore passo avanti verso il digitale terrestre che non è più soltanto la televisione del futuro ma è già la televisione del presente. Anche perché i costi del decoder e della sua facilissima installazione, contributo statale a parte, sono veramente molto bassi". Va detto che in Sardegna il segnale DTT raggiunge più dell'80 per cento dei residenti, una copertura che dovrebbe divenire totale entro il marzo 2008, quando lo switch-off da analogico a digitale diverrà effettivo per l'intera regione.

Tra i vantaggi per il DTT sardo citati in conferenza, la disponibilità di molti nuovi canali (dai 14 di oggi a 37), la più elevata qualità delle trasmissioni, la possibilità di una visione più "intelligente" (sarà possibile rivedere porzioni di show televisivi anche senza videoregistrazione) e la tanto sospirata interattività, pensata non solo per partecipare a quiz televisivi, ma anche per fruire degli altrettanto sospirati servizi della pubblica amministrazione che dovrebbero via via trovare la strada del DTT.

Secondo il ministero delle TLC, oggi in Sardegna quattro famiglie su cinque hanno il DTT, una percentuale che colloca la Regione tra le più "televisivamente digitali" d'Europa. E sono numeri che piacciono anche agli imprenditori della tv locale. Secondo Enrico Rais di Videolina si tratta di "un grande salto di qualità, al quale anche le televisioni regionali riunite nel consorzio Sardegna Digitale si stanno preparando con grandi sforzi anche finanziari, per restare al passo con i tempi e quindi con il futuro quando l'utente televisivo non vorrà essere soltanto spettatore passivo e inoltre pretenderà giustamente una scelta di programmi più varia e di alta qualità, non soltanto tecnica, sia a livello nazionale che locale".
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