Vodafone chiede più danni a Telecom Italia

L'operatore angloitaliano ha depositato i documenti che dimostrerebbero le azioni anticoncorrenziali dell'incumbent. Il risarcimento richiesto passa da 525 a 759 milioni

Milano - È lievitata, e non di poco, la cifra che Vodafone Italia ha chiesto a titolo di risarcimento danni a Telecom Italia per abuso di posizione dominante. L'operatore anglo-italiano ha presentato ieri alla Corte d'Appello di Milano la documentazione probatoria, aggiornando la propria richiesta di danni da 525 a 759 milioni di euro.

La vicenda è nota: la scorsa estate, Vodafone ha avviato un'azione legale contro l'incumbent, resosi a suo dire colpevole di "illecito sfruttamento delle informazioni privilegiate detenute in qualità di gestore della telefonia fissa, per schedare i clienti e proporre offerte mirate", nonché dell'utilizzo di "informazioni strategiche riguardanti le attività di telefonia fissa per competere nel mercato del mobile", con la formulazione di promesse di sconti sui servizi di telefonia fissa, allo scopo di accaparrarsi il favore dei clienti Vodafone. La denuncia era stata corredata da una richiesta di risarcimento danni quantificata in 525 milioni di euro.

Vodafone dichiara di avere prodotto le prove necessarie a documentare il comportamento anticoncorrenziale di Telecom Italia, che eserciterebbe azioni di profiling dei propri clienti. "A sostegno dei propri comportamenti anticoncorrenziali - riferisce un comunicato di Vodafone, che descrive una procedura di controllo quantomeno macchinosa - sarebbero state predisposte liste di clienti-obiettivo contenenti elenchi di clienti affari Telecom che sono già in gran parte titolari di utenze mobili private TIM ma sono sprovvisti di contratto affari per la telefonia mobile. I clienti risultano così selezionati sulla base di triangolazioni mirate di numerose informazioni privilegiate, commerciali e di traffico, in possesso della sola Telecom in combinazione con TIM. La precisione dei criteri di classificazione e di selezione ha come obiettivo la conquista dei clienti di maggior valore, a danno dei concorrenti che non dispongono degli stessi mezzi informativi".
"Il ricorso sistematico a tali pratiche - continua Vodafone - trova ulteriore riscontro in una indagine condotta da Vodafone su un campione significativo di propri clienti. Da questa indagine risulta che ben il 48% delle utenze affari interpellate ha ricevuto offerte per passare ai servizi mobili TIM, che includevano sconti incrociati sulla bolletta Telecom. In diversi casi, clienti del segmento Business, Medie e Grandi aziende risultano avere ricevuto forti sconti sulla telefonia fissa condizionati alla scelta di passare a TIM. Pratica difficilmente contrastabile per chi, come Vodafone, è principalmente un operatore mobile".

Per questi motivi, Vodafone Italia ha quindi richiesto un intervento urgente per porre fine a quello che l'operatore ritiene un "evidente abuso di posizione dominante", messo in atto attraverso politiche ritenute gravemente dannose da Vodafone, che ha richiesto alle Autorità (Agcom e Antitrust):
- l'adozione di "misure di separazione amministrativa tra le unità organizzative commerciali fissa e mobile di Telecom";
- l'imposizione all'incumbent "dell'obbligo di offrire accesso al database dei clienti fissi agli altri operatori mobili che operano in regime di concorrenza";
- il divieto di "formulazione di offerte commerciali al dettaglio in mancanza di una corrispondente offerta all'ingrosso per garantirne la replicabilità".

"Vodafone Italia - conclude la nota diffusa ieri dall'azienda - resta fermamente convinta che le sedi naturali per la risoluzione dei problemi concorrenziali causati da Telecom Italia siano quelle delle due Autorità indipendenti. Il ricorso all'azione civile presso la Corte d'Appello di Milano, proposta nel luglio scorso, si riferisce invece alla richiesta di risarcimento dei danni subiti".

D.B.