PI: Secondo te perché il primo registrar al mondo ha voluto proprio il vostro software?LM: Per due motivi. Primo perché credo avesse problemi con i competitor che c'erano prima del nostro ingresso, per una serie di faccende a noi estranee. E poi perché quando cercavano servizi a valore aggiunto noi eravamo quelli tecnologicamente più avanzati. L'anno scorso siamo stati raggiunti dalla concorrenza e, ora che abbiamo rilasciato la seconda versione, secondo me siamo di nuovo i primi del settore.
PI: Come pensate di star davanti alla concorrenza?LM: Il nostro vantaggio è che investiamo molto in progetti creativi e ci gestiamo in maniera molto collegiale. Prendiamo tutte le decisioni democraticamente, dal livello minimo di comprensibilità tecnica fino al marketing. Perché tutti quelli che lavorano in DomainsBot fanno parte del board of director, cioè la direzione. Lavoriamo in maniera molto cooperativa, ognuno è libero di gestire il proprio tempo. Così sono nati la maggior parte dei nostri prodotti. Ed è questo che più mi piace di quello che facciamo, il fatto che non sono un programmatore in batteria, ma gestisco i miei progetti senza grande formalizzazione. Puoi fare quello che ti piace all'interno di un progetto condiviso, insomma con libertà di movimento.
PI: In più ci sono i costi ridotti di una struttura piccola rispetto a quelle più grandiLM: Molti player americani non hanno paura di quanto pagheranno, perché per questo c'è l'India. Vogliono più che altro soluzioni gestite da qualcun'altro che gli diano l'idea di innovazione, di aver scovato una perla da qualche parte e di aver così acquisito un piccolo vantaggio sugli altri. Ma spesso all'inizio non si fidano e vogliono che ti dimostri affidabile.
Dal punto di vista legale vogliono contratti (SLA) che gli diano la possibilità di pagar poco le nostre sviste tecniche. Così si tutelano. Una volta che nei primi mesi gli dimostriamo serietà, poi da una cosa piccola ne nasce una più grossa. Con GoDaddy abbiamo fatto 6 mesi di testing su una pagina secondaria e poi siamo passati sulla loro pagina principale che ha un traffico decisamente maggiore. Credo che ora siano il 50esimo sito al mondo per traffico.
PI: Adesso quanto vi frutta la sola collaborazione con GoDaddy?LM: Il nostro pricing model è per richiesta, più richieste vengono fatte al nostro engine semantico (quello che cerca le alternative) più il cliente paga. Genericamente ha delle fasce di traffico facendo previsioni sui possibili visitatori e ci si mette daccordo sui prezzi. Succede che prendiamo circa 6 dollari CPM cioè ogni mille richieste. Poi ogni cliente ha il suo prezzo. Da quando è arrivato Google abbiamo aumentato il traffico del 20%.
PI: E ora su cosa vi volete buttare?LM: Il mercato cerca di creare domini con valore commerciale integrando logiche di PPC (Pay-Per-Click) con gli AdWords, la parte degli AdSense per chi pubblica. Cioè trovi delle keyword che pensi possano avere valore per il tuo business, ci punti sopra, ci scommetti un po' di soldi per click e poi paghi il traffico che ricevi, cioè il traffico pagato a Google. Esistono molti servizi collaterali per questo, gente che cerca di ottimizzare il traffico che riceve trovando le parole giuste che portino ad un sito il traffico giusto e che siano di valore per singolo click e che infine non abbiano concorrenza.
Questo ci interessa perché è vicino a ciò che già facciamo e poi in generale l'advertising su internet è dove il mercato sta andando. Per la nostra nicchia poi è un'area di interesse perché esistono moltissime pagine di pubblicità, cioè persone che comprano un dominio non lo sviluppano come un sito web ma lo parcheggiano presso dei servizi che danno advertising sulle loro pagine.
Noi in sostanza cerchiamo di massimizzare il ritorno d'investimento del singolo dominio con l'advertising, mischiandolo a contenuti in modo innovativo. Vogliamo portare added value in questo mercato del parking. Più di questo non posso dire adesso.
PI: E chi intendete contattare che possa essere interessato a questo?LM: Stiamo lavorando ad accordi con un gruppi europei abbastanza importanti ed una società di parking, che prende domini già registrati e li rivende.
a cura di Gabriele Niola