I videogame offrono abilità speciali ai chirurghi

Uno studio rivela: aver giocato per almeno tre ore alla settimana ai vituperati videogiochi permette ai medici-chirurghi di essere più abili, più pronti e più capaci nell'operare sulle persone

Roma - In Italia vengono ritirati dal mercato, in Germania messi sulla graticola per presunta incitazione dei giovani alle sparatorie di massa. Ma non mancano gli studi, più o meno approfonditi, che parlano dei videogame come strumenti per affinare i sensi e la percezione. E ora si scopre addirittura che sarebbero un ottimo viatico per chirurghi che, proprio grazie al tempo dedicato al divertimento interattivo, otterrebbero risultati migliori nella sala operatoria.

La segnalazione arriva da Archives of Surgery, magazine che nel numero di febbraio pubblica uno studio secondo cui esiste una forte correlazione tra le abilità da videogiocatore e la capacità di un chirurgo di eseguire un'operazione in laparoscopia, operando senza incidere il corpo del paziente, guidato da un monitor che trasmette le immagini della piccola sonda inserita nella zona interessata.

Giocare ai videogame, secondo lo studio, ha permesso ai medici presi in esame di ottenere punteggi superiori nei test sulle loro capacità di operare, con una correlazione addirittura più evidente di un lungo periodo di pratica o della precedente esperienza in questo genere di operazioni.
Interessati alla ricerca, 33 medici-chirurghi del Beth Israel Medical Center di New York: 9 di questi, che avevano in precedenza dedicato almeno 3 ore a settimana al videogaming, hanno fatto il 37% in meno di errori, operato il 27% più velocemente e totalizzato un punteggio del 42% superiore nei test delle abilità chirurgiche rispetto ai collegi non videogiocatori.

"È stato sorprendente scoprire che aver giocato ai videogame commerciali preannunciasse l'acquisizione di abilità chirurgiche avanzate", ha dichiarato Douglas Gentile, professore di psicologia della Iowa State University e co-autore dello studio. Studio che è una ulteriore conferma delle precedenti ricerche sulle proprietà taumaturgiche dei "giochini elettronici" di migliorare "abilità automobilistiche, coordinazione occhio-mano, attenzione visiva, percezione della profondità e competenza con i computer".

Ma Gentile avverte che "i genitori non dovrebbero leggere nello studio un beneficio se i propri figli giocano ai videogame per più di un'ora al giorno". Passare tanto tempo davanti al video, ammonisce tra il serio e il faceto il professore, non può in alcun modo aumentare le possibilità dei ragazzi di entrare in un istituto di medicina.

Alfonso Maruccia
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