UK: 439mila intercettazioni in 15 mesi

Si tratta del monitoraggio delle comunicazioni telefoniche, email e posta. I numeri sono forniti da un organismo istituzionale britannico. Non mancano gli errori. L'Italia è messa peggio

Londra - Garantire la sicurezza nazionale, combattere la criminalità organizzata, perseguire reati finanziari: questi alcuni dei motivi che spingono le forze dell'ordine di mezzo mondo ad intercettare le comunicazioni telefoniche, l'email o la posta dei cittadini. E nel Regno Unito, nei 15 mesi tra gennaio 2005 e marzo 2006, sono state contate 439mila operazioni di questo tipo.

Ad informare su questi numeri è l'organismo governativo Interceptions of Communications Commissioner (ICC), che raccoglie questi dati da centinaia di fonti istituzionali, compresa l'intelligence MI5 e MI6.

Il Commissario ICC ha ammesso che in questo computo sono compresi anche circa 4mila errori, ovvero azioni di monitoraggio verso persone che non erano coinvolte nelle rispettive indagini. A suo dire, però, "sembra un numero enorme ma in realtà è molto piccolo rispetto al numero complessivo di richieste dei dati di comunicazione (...) in quel periodo".
Va detto che il Regno Unito non è il paese in cui si compie il maggior numero di intercettazioni, un primato che da tempo spetta all'Italia nel Vecchio Continente. Anche per quanto riguarda gli errori il nostro paese non ha purtroppo nulla da invidiare ai partner comunitari.
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