Abruzzo, una petizione per liberare dati pubblici

I netizen si organizzano per riuscire ad ottenere anche in Abruzzo l'accesso libero al BURA, che contiene leggi, regolamenti e altri materiali la cui diffusione è essenziale per garantire trasparenza

Roma - In molte regioni italiane è già disponibile ma non in Abruzzo, dove l'accesso al Bollettino Ufficiale della Regione (BURA) rimane a pagamento, una situazione che crea svantaggi competitivi alle aziende ma soprattutto impedisce ai cittadini di fruire liberamente di atti che li riguardano direttamente, creati da organismi che pagano con le proprie tasse. Una situazione contro cui i netizen abruzzesi hanno deciso di mobilitarsi.

È stata così lanciata una petizione diretta alla presidenza della Regione in cui si chiede l'accesso gratuito al BURA e "che venga resa possibile la consultazione di tutte le delibere di giunta regionale sul portale istituzionale www.regione.abruzzo.it".

A detta dei promotori si tratta di un "atto dovuto" nel rispetto della legge sulla trasparenza. "Ogni cittadino della regione - si legge sulla Petizione - avrebbe così la possibilità, in ogni momento, di consultare l'intera raccolta di leggi e provvedimenti. I costi di gestione sarebbero minimi e grazie al web in pochi minuti si potrebbe rintracciare qualunque atto pubblico (cioè tutto quelli che produce l'amministrazione pubblica tranne quelli coperti da segreto - per esempio quelli che riguardano la difesa nazionale)".
"Da almeno 10 anni ci sono le possibilità tecniche. Se non lo si è ancora fatto è perchè non vi è la volontà", conclude la petizione firmata, mentre scriviamo, da quasi 250 utenti.

Un'iniziativa, quella della petizione, che arriva dopo una inchiesta sviluppata dal giornale locale online PrimaDaNoi.it e che ha spinto la Camera di Commercio di Pescara ad inoltrare una richiesta ufficiale alla Presidenza del Consiglio Regionale per la messa on line del BURA. Una richiesta che le firme raccolte online potrebbero contribuire a rendere "prioritaria".
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