Roma - Forse la cosa migliore sarebbe provare a non pensare ai soldi spesi. Perché ovviamente qualsiasi progetto web come quello del portale turistico italia.it, che costi alle casse dello Stato svariate decine di milioni di euro (si parte da 45 milioni per arrivare a chissà quanto, qualcuno dice 140 milioni), nell'impossibilità evidente di addebitarne l'onere dell'eventuale probabilissimo insuccesso direttamente sul conto corrente personale dell'ex-Ministro Stanca (ideatore dell'iniziativa) o in quello del suo successore Francesco Rutelli, mal dispone ad una valutazione libera da preconcetti.
Proviamo allora a metterli da parte questi preconcetti, dimentichiamoci le grossolanità di progettazione del sito, inaugurato dopo un travaglio di anni solo qualche giorno fa, l'utilizzo confuso anche solo della lingua inglese (chissà cosa accadrà nella versione in cinese), i gravi problemi di accessibilità e le altre decine o centinaia di critiche più o meno circostanziate (un vero e proprio unico coro si è levato in tutta la rete Internet) che il portale turistico italiano ha raggranellato nel giro di pochi giorni, per occuparci delle vere ragioni per le quali oggi non ha senso riporre così tante attese in un progetto del genere.
La ragione principale, l'unica che desidero sottoporre alla vostra attenzione oggi, è quella che non si possono applicare vecchi schemi a nuovi mondi. L'idea centralizzante ed enciclopedica del sito web dal quale raggiungere tutte le opzioni informative che ci interessano è ormai decaduta in rete da anni, travolta dall'evoluzione tecnologica, dalla frammentazione e dall'ampliamento dell'offerta contenutistica e dall'evidenza dei fatti. Vale per l'informazione turistica come per qualsiasi altro campo. I siti web di informazione turistica tipo italia.it sono nati, in molti paesi europei, in epoca pre-google: un periodo nel quale esisteva un evidente sbarramento in accesso al reperimento delle risorse informative. Oppure queste erano disponibili ma lo erano solo per una platea di utenti avanzati in gradi orientarsi all'interno del www con una competenza differente rispetto a quella dell'utente medio. Oppure erano limitate fortemente dalla barriera linguistica.
Oggi italia.it mantiene un senso residuo solo come vetrina riassuntiva ed informativa dell'offerta turistica del paese, esattamente come un vecchio sito web degli anni 90, ma perde di qualsiasi significato nel momento in cui tenta di offrire altri valori aggiunti al turista che si appresta a visitare il nostro paese.
Per due ragioni: la principale è che ciò che è umanamente possibile fare in un unico sito web in termine di offerta contenutistica (basta dare una occhiata alle cartine dell'Italia contenute nel sito, un capolavoro di inusabilità) sarà per forza di cose di un livello nettamente inferiore a ciò che il web già offre gratuitamente ai suoi navigatori da tempo (esistono strumenti avanzati per valutare e prenotare alberghi, per confrontare tariffe aeree ecc), e la seconda è che i navigatori del web, anche quelli alle primissime armi, questi strumenti già li conoscono e li utilizzano. Perché da tempo una barriera di utilizzo delle risorse informative si è fortunatamente infranta e per esempio, google maps o yahoo maps sono nell'uso quotidiano dei turisti di tutto il mondo. Nessuno insomma utilizzerà italia.it per trovare un aereo o un albergo in Italia e tutti gli sforzi aggregativi del sito in questo senso, come se il sito web in se stesso potesse essere una sorta di volano all'investimento turistico, sono una vera e propria perdita di tempo (per chi li ha progettati e per chi tentasse di utilizzarli) e soldi.
Cercando di essere propositivi vorrei dire che Italia.it non ha bisogno in futuro di alcun ulteriore investimento. Non ha nemmeno bisogno di truppe di giornalisti e nemmeno di ben quattro addetti al controllo qualità (lavoreranno 24 ore al giorno?) come era possibile leggere nella maestosa pagina "Chi siamo" del sito prima della sua
precipitosa riduzione.
Si convinca il Ministro a farlo diventare invece una directory di collegamento per le risorse informative di questo paese, un punto di confluenza delle notizie regionali, aggiornato e di semplice consultazione in grado di informare il turista sugli eventi significativi che troverà durante la vacanza. Ci si occupi di aggregare e tradurre le informazioni turistiche in un numero congruo di lingue senza immaginarlo come il motore di una domanda turistica via web che, se ci sarà, certamente passerà altrove, attraverso una serie di siti web evoluti ed internazionali che ci consentono già da anni di pensare ed organizzare da soli la nostra vacanza.
Se poi si desiderasse lo stesso volare alto, allora occorre ricordare che oggi il web 2.0 offre impensabili e semplicissimi tool di aggregazione e rimescolamento dei contenuti attraverso i quali avvicinare e rendere disponibili un numero ampio e variegato di contributi informativi in formati strabilianti ed intuitivi. Oggi sarebbe tecnicamente molto semplice fornire ai turisti italiani ed a quelli stranieri nel nostro paese strumenti non solo di informazione ma anche di valutazione reale della nostra offerta turistica: e allora perché non consentire ai cittadini del mondo scesi nel belpaese, di esprimersi in prima persona su gioie e dolori dei propri soggiorni a Venezia o a Firenze? Perché non fornire informazioni davvero preziose e queste sì veramente difficili da reperire altrove, sulla qualità e sui costi dei servizi alberghieri delle nostre città d'arte? O su come i turisti abbiano trovato i nostri trasporti pubblici o la pulizia delle nostre strade?
Anche per questo esistono già siti web che raccolgono le opinioni dei turisti ma se fosse lo Stato Italiano a preoccuparsi del livello di soddisfazione dei propri "clienti turisti" aggregandone commenti e punti di vista saremmo di fronte ad un passo di straordinaria innovazione ed intelligenza.
Avevo promesso di non parlare di soldi. Non so se ce la faccio. Il Ministro Rutelli forse si è trovato con italia.it con le mani legate da un progetto già malamente e vergognosamente predisposto e non ha potuto/voluto ridurne la inutile grandiosità, ma certamente è stato l'ispiratore qualche mese fa di un altro sito web chiamato "Turisti Protagonisti". Turisti Protagonisti nasceva proprio dall'idea di raccogliere informazioni e testimonianze sulle esperienze turistiche dei cittadini italiani all'estero: l'idea era quella di aggregare contenuti differenti (sms, foto, testimonianze scritte, email) per ottenere informazioni utili allo sviluppo turistico del paese. Ora il sito web è stato chiuso dopo una attività di pochi mesi e soprattutto dopo una campagna pubblicitaria su TV, radio e carta stampata dal costo immaginabile di molte decine di migliaia di euro. Le stesse informazioni (in questi mesi sono state raccolte su TuristiProtagonisti circa 5000 testimonianze) il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali le avrebbe potuto raccogliere con una modesta ricerca commissionata ad uno dei tanti istituti di sondaggi per una somma di gran lunga inferiore a quella spesa complessivamente per il sito web e la sua pubblicità.
Oggi utilizzare sapientemente Internet sembra essere diventato uno dei problemi centrali sul quale arrovellarsi. I politici comprendono che non se ne può fare a meno (e anzi tutti hanno l'incubo di passare per vecchi analfabeti digitali) tranne poi investire energie e soldi del contribuente in progetti davvero vecchi e superati in sintonia con la propria modesta comprensione del mondo digitale. Quando gli stessi soldi potrebbero ben più efficacemente essere investiti per estendere (dico la prima che mi viene in mente) le aperture dei musei nelle grandi città d'arte.
Si possono fare grandi cose sul web oggi, anche in campo turistico, specie in un paese come il nostro, ma gli unici progetti che vale la pena immaginare sono quelli che coinvolgono i turisti come fornitori di contenuti e commentatori dei servizi stessi. E non sono sicuro che il Ministero abbia intenzione di buttarsi su percorsi del genere. Certo se decidesse di farlo sarebbe fantastico.
Per il resto meglio non fare nulla, limitare i danni e non buttar soldi dalla finestra. E se qualcuno al Ministero si ritrova cinque minuti liberi puo' dare una occhiata al
sito web di Marco Pugliese, che in poche ore di lavoro ha trasformato il codice di italia.it basato sul vetusto sistema delle tabelle (una maniera di scrivere pagine web ormai abbandonata da tutti) in un più moderno ed utilizzabile formato CSS. Sono bastate poche ore ed un po' di talento. Cosa dice sig. Ministro, lo assumiamo?
Massimo Mantellini
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