Quanto vale un indirizzo da spammare?

Poco, talmente poco che se ne vendono a pacchi da 50, 100 o 200 milioni. Per pochi dollari e pronti per essere spammati. Chi ha l'indirizzo in quei database può ritenersi condannato. Micro-inchiesta su cinque creatori di spam

Quanto vale un indirizzo da spammare?Roma - Sono di spammer per spammer alcuni dei messaggi che più frequentemente finiscono non desiderati nelle caselle di posta elettronica degli utenti internet di mezzo mondo. Sono quei messaggi che promuovono mostruose liste di indirizzi email che possono essere presi da chiunque e utilizzati per bombardare la rete di proposte commerciali, link pornografici, amenità propagandistiche e altro ancora.

Si riconoscono facilmente perché, generalmente, nel subject dell'email spammatoria urlano cose come: "OVER 300 MILLION FRESH ADDRESSES" o "MILLIONS OF OPT-IN EMAIL". Nei messaggi perlopiù si afferma che il database di indirizzi in vendita è costituito da email i cui intestatari hanno richiesto di ricevere email da terzi (opt-in).

Una dichiarazione che lascia il tempo che trova, tanto perché non credibile in sé quanto perché proprio coloro che vendono questi database di indirizzi inviano la proposta a chi non l'ha richiesta.
Il dato centrale con cui si cerca di attirare verso l'acquisto è quello secondo cui le vagonate di indirizzi messi a disposizione sono effettivamente funzionanti ed attivi. Poi si presentano alcuni calcoli. Come quello, ricorrente, secondo cui se soltanto l'1 per cento dei milioni che vengono spammati effettivamente acquista un prodotto pubblicizzato in questo modo, i ritorni sarebbero comunque "enormi".

Questi database vengono in realtà realizzati perlopiù attraverso un rastrellamento sistematico degli indirizzi su siti web, newsgroup e qualsiasi altro spazio digitale dove software agent ad hoc possano arrivare per archiviare email valide. E vengono poi rivenduti, con messaggi spammatori come quelli analizzati o anche con metodi più eleganti ma, alla fine, altrettanto truffaldini per gli utenti che subiscono lo spam. Operazioni nelle quali si trovano talvolta coinvolte persino aziende in buona fede, società che vengono ingannate e indotte a comprare database utili per la loro promozione in rete. E questo anche se nessuno può garantire loro che gli indirizzi comprati siano esistenti ed attivi.

Sono comunque molti a non avere scrupoli e in questo quadro uno dei problemi più importanti per un utente il cui indirizzo finisca in uno di questi database sta nel fatto che i diversi spammer "si passano" i database, se li rivendono, se li scambiano.
TAG: mondo
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