Gli utenti eBay non sfuggiranno al Fisco

Questa la promessa dell'Agenzia delle Entrate statunitense, che vuole vedere i conti dei seller: chi fattura più di 5mila dollari o effettua più di 100 transazioni all'anno dovrà pagare le tasse sulla sua attività. EBay non è d'accordo

Washington - Se eBay è un servizio di aste, i suoi clienti devono pagare le tasse sul venduto. Così la pensa l'Agenzia delle Entrate statunitense (IRS), che secondo il Financial Times dal primo gennaio 2008 potrebbe estendere la normativa vigente, sulle attività d'asta tradizionali, alla più nota piattaforma online. eBay come Sotheby's, insomma, e con gli stessi obblighi amministrativi. Tutti i dati finanziari degli utenti, che effettuano più di 100 transazioni all'anno o fatturano più di 5mila dollari, dovranno essere condivisi con l'IRS (Internal Revenue Service.

Il gruppo dirigente di eBay non è assolutamente d'accordo, tanto più che a Washington sarebbero già in atto operazioni di lobbying per annullare l'iniziativa fiscale. Il Governo, però, sembrerebbe intenzionato ad andare avanti comunque e considerare eBay un vero e proprio "broker" che, come avviene normalmente, è tenuto a denunciare gli introiti degli operatori.

In verità, come hanno fatto notare alcuni fiscalisti, eBay avrebbe dovuto fornire questo genere di informazioni da tempo. La questione di fondo è semplicemente legata alla definizione dell'attività della nota piattaforma online. Secondo IRS - e molti altri esperti - si tratta di un servizio di aste; secondo eBay, invece, il suo è "un servizio in stile asta più simile ad un centro commerciale".
"IRS deve disporre di questi strumenti per far fronte alla carenza di dati correlati a queste entrate", ha dichiarato Nina Olson, National Taxpayer Advocate - una sorta di garante per i contribuenti. Secondo le ultime statistiche, eBay vanterebbe 97 milioni di utenti statunitensi che nel 2006 avrebbero venduto 25,2 miliardi di dollari di merce. Più di 720 mila, inoltre, utilizzerebbero i servizi di aste come prima o seconda attività lavorativa. La maggior parte non denuncia alcunché all'IRS.

Jennifer Zuccarelli, portavoce del Dipartimento del Tesoro, ha voluto però sottolineare che non si tratta di un'iniziativa per colpire eBay o altre aziende note, ma di una soluzione che non baderà al medium: nessuna differenza quindi tra dimensione on e off-line.

"Tutti i rivenditori professionali con cui ho parlato pagano le tasse e quindi la questione non si pone. La condivisione di dati non è un problema", ha dichiarato David Yaskulka, presidente marketing di Professional eBay Sellers Alliance - l'organizzazione che raccoglie 500 fra i più grandi rivenditori del sito.

Ebay, fondamentalmente, ha dichiarato che la questione riguarda il senso di responsabilità degli utenti: insomma, non vuole trasformarsi in un "cane da guardia" del Fisco. Se però saranno richieste informazioni specifiche su individui o entità societarie la cooperazione con l'IRS sarà massima.

La norma sarà discussa a metà marzo al Congresso, presso House Ways and Means Committee. "La consideriamo come un punto di partenza, e siamo impazienti di risolvere il problema", ha dichiarato Matthew Beck, portavoce della Maggioranza democratica del Committee. Già, perché secondo alcuni osservatori il problema riguarda la discriminazione fiscale fra le attività commerciali online e off-line: chi ha un negozio on-street non può mediare con l'IRS; chi commercia abitualmente su eBay può decidere se denunciare o meno le sue entrate.

Dario d'Elia
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