Myanmar blocca i link verso l'estero

No alle reti private aziendali che collegano le sedi interne con quelle all'esterno del paese. Eccezioni solo dietro specifica licenza. Per regolare l'accesso internet

Yangon (Myanmar) - Nuova doccia fredda sui 36 milioni di cittadini di Myanmar, il cui governo ha deciso di rendere ancora più difficile la connessione ad internet, fonte inesauribile di idee ritenute pericolose dal regime, da anni impegnato nel soffocare le istanze democratiche.

L'ultima novità dalla capitale di Myanmar, Yangon, è che le imprese operanti nel paese dovranno rimuovere tutte le connessioni digitali che le legano alle sedi o alle filiali all'estero. Si tratta infatti di connessioni che possono consentire l'accesso ad internet in modo difficilmente controllabile dal governo e, dunque, potenzialmente rivoluzionario.

Una ordinanza resa pubblica in questi giorni dal ministero delle Poste, del Telegrafo e delle Comunicazioni spiega che le imprese che intendono adottare questo genere di soluzione per collegarsi alle sedi estere dovranno chiedere una speciale licenza. In assenza del permesso i violatori rischiano fino a 15 anni di carcere.

Nell'ex Birmania l'accesso ad internet è già pesantemente controllato. Chi vive nel paese può accedere a servizi che consentono di inviare e ricevere posta elettronica ma le password di accesso devono essere consegnate anche al Governo, che può così controllare che i contenuti delle email siano... legali.
Chi possiede un fax senza licenza, inoltre, rischia sempre la stessa pena di 15 anni di carcere. Tra i 7 e i 15 anni di carcere, invece, attendono chi commettesse con il computer atti considerati lesivi della cultura nazionale, della stabilità e della pace del paese, ostaggio di un regime militare.
TAG: censura
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