Lavoro nell'IT, insoddisfazione garantita?

Ne parla un informatico alle dipendenze di società di grosse dimensioni, nelle quali, dice, ogni competenza è trascurata e la valorizzazione dell'IT è una chimera

Roma - Cara redazione di Punto Informatico, in relazione alle lettere da voi pubblicate sul precariato e carenza di offerta nel mondo dell'IT in Italia, mi sento obbligato a illustrarvi le mie esperienze di lavoro in questo ambito. Premetto che ho sognato di fare questo lavoro da sempre, credendo che i "veri" programmatori si trovassero solamente in America e su Internet.

A 20 anni (7 anni fa) ho incominciato a lavorare con un contratto di 1.500.000 delle vecchie lire in CO.CO.CO della durata di 6 mesi. A 27, ne guadagno ben 1800, ma in euro.
Non sono soddisfatto.

Questo lavoro è la mia passione, ho sempre portato a conclusione tutti i progetti nei quali ho partecipato, compresi siti web molto importanti per una nota casa automobilistica e altri noti fenomeni costati miliardi (di lire) della prima era del web.
Ho iniziato da zero e sono cresciuto professionalmente. Non ho mai ricevuto formazione dalle aziende in cui ho lavorato e spesso e volentieri mi sono ritrovato a scrivere offerte o analizzare situazioni talvolta più grosse di me per imprenditori senza scrupoli pronti a vendere / svendere servizi garantendone affidabilità e sostanza ma senza garantire l'effettivo funzionamento.

Sono stato un consulente, ho gestito dei consulenti e ora sono un consulente.
Attualmente calcolo informaticamente gli stipendi di un gruppo di 50mila dipendenti, compresi i pochi dirigenti, applicando su web le formule di un ambiguo foglio Excel, creato da persone incompetenti, perché i sapientoni in materia sono oramai in pensione.

È interessante sapere che in un gruppo di prestigio come quello in cui lavoro, pochissimi degli impiegati addetti sappiano districarsi tra ben 500 voci di busta paga.

Nell'ultimo anno ho lavorato più di 2mila ore, una media di 10 al giorno. Non ho speranze di crescita, lavoro duro sperando di uscire entro le 18:00 e il cliente (o committente) non sa nemmeno quel che faccio, che è esattamente salvare le buste paga dei dipendenti da errori informatici. Ma degli errori ci si accorge solamente se sono dirigenti.

In questi anni ho imparato che i nuovi operai siamo noi, ma anche che il boom dell'informatica ha creato solamente degli incompetenti a capo dei vari IT. La maggioranza lavora per la nomea e per farsi strada e non conosce niente del mezzo informatico. Conoscono, se va bene, come cliccare il tasto stampa.

La carenza di lavoro, almeno qua a Torino non è il problema maggiore.
Per i veri amanti di questo mestiere il vero problema è potersi esprimere, trovare qualcuno disposto a pagarli bene per soddisfare le aspettative di un cliente esigente ed essere valorizzati per quello che fanno: creare il mondo di domani.

Ho una certa esperienza in colloqui, e la stramaggioranza di essi chiedono molto e offrono poco. Allo stesso tempo i vari candidati spesso e volentieri riempiono il curriculum di voci sconosciute o esperienze appena assaggiate. Di questi due, gli ultimi sono sicuramente i più dannosi.

Lettera firmata

Sul tema vedi anche:
Lavoro nell'IT, 23 anni e già una carriera
Lavoro nell'IT, il problema non è l'IT
IT? Idee e sviluppo frenati dalla burocrazia
Lavoro nell'IT, il salario non è tutto
Lavoro nell'IT, troppo vecchio a 27 anni?
Lavoro IT, il sogno di un salario decente
Lavoro nell'IT, l'esperienza non paga
IT? Il regno del precariato
IT? Il lavoro c'è, eccome. Manca la voglia
Dipendenti IT? Solo se sottopagati
I venditori IT? Ignoranti
Ma un 22enne come diventa lavoratore IT?
242 Commenti alla Notizia Lavoro nell'IT, insoddisfazione garantita?
Ordina
  • anche se nessuno mi ascolta ripeterò all'infinito la necessità di un sindacato degli informatici che protegga la categoria dagli improvvisati con rivalutazione dei titoli di stidio e che crei un contratto nazionale per i giusti compensi

    ma continuiamo a restare divisi, quindi ben ci sta vivere male
    non+autenticato
  • ...ma nessuno è indispensabile!

    Questa è -purtroppo- la triste realtà.

    Chi, come me, è sulla 30ina sa benissimo che siamo cresciuti professionalmente con la cultura del "siamo in pochi"... "lo so fare solo io"... "senza di me come fanno", ecc...

    Per anni ci sono state figure IT strapagate solo per questo.
    Adesso le aziende se ne sono accorte, e si rendono sempre meno dipendenti dai sistemisti, programmatori, network admin ecc..

    Nella mia azienda, ad esempio, non si è mai meno di due su un progetto, non esiste che qualcosa sia in mano ad una sola persona. E coloro che non condividono il proprio "sapere" vengono messi all'angolo ed additati come non collaborativi e messi a fare fotocopie.

    Il risultato è che quando non puoi prendere per il collo l'azienda, è questa che prende per il collo te, ti devi accontentare delle briciole e stare anche zitto. Tanto ti sostituiscono come vogliono.

    A questo aggiungiamo anche la semplificazione di tanti sistemi, la massa di persone che si sono inventate un lavoro IT, ed ecco il risultato che leggiamo ormai quotidianamente su PI.
    non+autenticato
  • Ciao,
    tutti i giorni prendo il treno per spostarmi per lavoro.

    Da 3 anni ogni giorno vedo persone con notebook che non fanno altro che:

    1) Scrivere documenti di Word con una concentrazione che manco fosse la bibbia
    2) Leggere mail
    3) Scrivere mail
    4) Presentazioni in Power Point
    5) Scaricare roba da e verso il cellulare

    Che tristezza...

    Manco uno con un compilatore, un Eclipse, un Linux, un C++...insomma qualche cosa che non sia Office.

    Chissà quando vedrò un sviluppatore sul treno...e magari l'unico che incontrerò farà evviva quando riuscirà a scrivere un printf con VC 2007 da 1,5 GB di installazione.

    Che pena...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ciao,
    > tutti i giorni prendo il treno per spostarmi per
    > lavoro.
    >
    > Da 3 anni ogni giorno vedo persone con notebook
    > che non fanno altro
    > che:
    >
    > 1) Scrivere documenti di Word con una
    > concentrazione che manco fosse la
    > bibbia
    > 2) Leggere mail
    > 3) Scrivere mail
    > 4) Presentazioni in Power Point
    > 5) Scaricare roba da e verso il cellulare
    >
    > Che tristezza...
    >
    > Manco uno con un compilatore, un Eclipse, un
    > Linux, un C++...insomma qualche cosa che non sia
    > Office.
    >
    > Chissà quando vedrò un sviluppatore sul treno...e
    > magari l'unico che incontrerò farà evviva quando
    > riuscirà a scrivere un printf con VC 2007 da 1,5
    > GB di
    > installazione.
    >
    > Che pena...


    io sul treno di solito ho aperto visual studioA bocca aperta

    ma non sono pendolare e prendo il treno 1 volta ogni 3 mesi
    non+autenticato
  • ...che tirate in ballo sempre la solita disquisizione sul lavoro IT.

    Facendo una rapida analisi:

    è solo questione di CULO.

    Non c'entra essere bravi o meno, fare sacrifici, lavorare tanto ecc.

    Dipende solo e sempre da dove sei finito... e fine! A meno che qualche supereroe non creda che finendo in $AziendaDiTirchiIncalliti riesca a prendere una $grossaSomma solo perchè è bravo...
    non+autenticato
  • e con dentro un gran merdun

    Responsabile,Levantintrinacrosabaudo, del SW :
    "Perche' zti databeiz dell'exzell sono uguali all'axzesss NO? Inzomma, correggimi ze sbaglio nee... zti databeis a zun dei pentulun dove zi metti la roba dentro e poi tiri fuori i dati cosi'cosati! NO? Certo che zta roba e' ferma li da mesi eeehh..ma adesso ci zei tu! Per domani vero che e' tutto apozto neee? Cosi' mi pagano il premio di produttivita'ne. Ciarea munziu came staghi binn e buona zerata nee!"
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | Successiva
(pagina 1/7 - 31 discussioni)