Il microchirurgo ora è telecomandato

In circolazione nuove mini-bestiole tecnologiche pensate per operare i pazienti... dall'interno

Roma - Avanza la mini-chirurgia automatizzata, condotta direttamente all'interno dell'organismo per mezzo di mezzi meccanici ultra piccoli e, si spera, ultra precisi. Dopo le formiche intelligenti dell'ARTS Lab e i micro-robot dell'Università del Nebrasca, questa volta tocca alle giapponesi Ritsumeikan University e Shiga University farsi notare per la produzione di prototipi avveniristici di minuscoli automi, pensati per coadiuvare il lavoro dei chirurghi agendo direttamente dentro il corpo del paziente.

I dispositivi risultano avere notevoli capacità di azione e, oltre a poter catturare immagini del tessuto malato e fare altre azioni diagnostiche, sono in grado anche di agire in maniera diretta sul morbo, riducendo o addirittura eliminando la necessità di aprire strade esterne verso la zona del corpo interessata.

Non che non serva più il chirurgo: le micro-macchine sono controllate attraverso i campi magnetici esterni contigui agli aggeggi e posizionate grazie all'impiego di una scansione a risonanza magnetica dell'organismo presa prima dell'intervento, e sono inoltre collegati ad un piccolo cavo attraverso cui passano le immagini inviate ad un computer.
I ricercatori hanno sino ad ora sperimentato le funzionalità di 5 differenti prototipi dei robottini, ognuno con una funzionalità specifica, quale catturare immagini, raccogliere piccoli campioni di tessuto da analizzare e somministrare medicinali direttamente sulle zone da trattare.

Lunghi circa 2 centimetri per 1 cm di diametro, i micro-chirurghi sono già stati sperimentati con successo su cavie animali: le prove sugli esseri umani sono il prossimo passo per verificare l'affidabilità e l'utilità di questi nuovi ritrovati delle tecnologie di miniaturizzazione.

Alfonso Maruccia