In Italia la rivoluzione dei videogiochi

Così fonti ministeriali chiamano le macchinette mangiasoldi che saranno piazzate ovunque e che saranno collegate a un sistema di controllo centralizzato. I dettagli

Roma - Qualcuno nel governo le chiama "videogiochi" ma sono in realtà slot machine dell'ultima generazione con le quali il governo intende liberalizzare una parte del settore delle "scommesse" in un quadro che però offra garanzie al giocatore e allontani il più possibile il rischio di truffa.

L'idea è quella di consentire la distribuzione di slot machine che garantiscano il ritorno dell'80-90 per cento delle giocate nelle tasche di chi le usa e non offrano premi o vincite superiori a venti volte il giocato. Un modo, secondo fonti governative, per evitare speculazioni e imbrogli.

Il decreto relativo, di cui domani si parlerà alla Camera, prevede che dal 2004 tutte le macchine per videoscommettere siano connesse attraverso una rete telematica centralizzata. Questa rete avrà il ruolo di controllare quello che accade sul territorio, quali sono le vincite e quali gli incassi delle slot machine. Non è ancora chiaro come sarà strutturata la rete né quali strumenti verranno utilizzati per le operazioni di controllo.
Sulla liberalizzazione delle macchinette mangiasoldi e del mercato collegato si esprimerà domani il relatore del provvedimento, il deputato forzista Gianfranco Conte, secondo cui il futuro prevede slot machine installate dappertutto: locali, pub, birrerie, ristoranti e via dicendo.
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