Google minimizza il problema del click fraud per Adwords

Si arricchisce di un nuovo capitolo l'infinita saga del pay-per-click della celeberrima corporation americana

San Francisco - In un comunicato diffuso nelle scorse ore, Google ha annunciato di aver attentamente vagliato i numeri del proprio sistema di ricerca sponsorizzata AdWords: a Mountain View sostengono di essere ormai in grado di intercettare praticamente qualsiasi tentativo di frode ai danni del proprio business, capace di garantire circa 10 miliardi di dollari di entrate l'anno.

Google divide i click irregolari registrati dal sistema in due categorie:
- Invalid Clicks: si tratta dei click provenienti da azioni non valide ma non necessariamente scorrette (e.g. un doppio clic casuale). Questo tipo di click non viene mai fatturato.
- Fraudulent Clicks: si tratta dei click generati da sistemi automatici (bot), o comunque perpetrati al solo scopo di far lievitare la bolletta di un inserzionista.

Secondo l'azienda californiana, queste due categorie assieme costituirebbero la Overall Click Fraud Rate, un valore complessivamente inferiore al 10% del totale. Di tutti questi click soltanto lo 0.02% finirebbe nelle bollette degli inserzionisti, venendo in seguito riconosciuti da questi ultimi e prontamente rimborsati da Google dopo l'ovvio reclamo (Detected Click Fraud Rate).
Si tratta di numeri risibili se confrontati con le percentuali del 20-30% di cui molti han parlato per mesi e che hanno spinto molti investitori a consorziarsi in una class action, conclusasi con l'esborso pregiudiziale da parte di Google di 90 milioni di dollari.

Sono anche numeri in netto contrasto con quelli mostrati da Click Forensic, che stima invece l'entità del problema su scala globale a ben il 14.2% del totale. Di tutt'altro avviso Danny Sullivan di search engine land, che già a dicembre aveva stimato il valore delle frodi attorno ad un più modesto 2%.

Secondo Shuman Ghosemajumder (Trust & Safety Business Product Manager di Google), il problema risiede nel metodo col quale le aziende fanno i "conti in tasca" a Google. Secondo Ghosemajumder infatti, i calcoli effettuati sarebbero spesso gonfiati fino ad aumentare le stime del 40%. Sussisterebbero errori sistematici nel calcolo, come da lui spiegato in una serie di articoli sul suo sito personale.

Ma che cosa fa effettivamente Google per combattere il problema delle frodi? Secondo Ghosemajumder, la procedura di bonifica si articola su due livelli: uno attivo e uno reattivo.

Nella fase attiva, i click vengono analizzati in tempo reale con delle procedure automatizzate: grazie a specifici algoritmi vengono identificati ed eliminati la maggior parte dei problemi. In un secondo momento i dati vengono nuovamente analizzati off-line, di nuovo avvalendosi dei computer ma integrando la ricerca con l'intervento dell'uomo: il numero di infrazioni rilevate risulta tangibile ma di gran lunga inferiore al caso precedente.

Il secondo livello si basa invece sulle indagini svolte dal Click Quality Team, in seguito alle segnalazioni degli inserzionisti. Il numero di infrazioni rilevate in questa fase è notevolmente più basso di quello proveniente dal primo livello.

In futuro Google ha già annunciato di voler proseguire nella sua battaglia per riconquistare la fiducia delle aziende nei suoi metodi di promozione. Verranno implementati nuovi strumenti a disposizione degli inserzionisti, che permetteranno un maggiore controllo sul funzionamento del AdWords attraverso IP Filtering, report più accurati e una nuova procedura più dettagliata di segnalazione delle presunte frodi.

Luca Annunziata