AMD accusa: Intel distrugge prove

Problemi nelle procedure burocratiche avrebbero causato lo smarrimento o l'eliminazione di email e documenti. Da Sunnyvale nessun commento ufficiale, ma AMD è furiosa

Santa Clara - Si arricchisce di un nuovo capitolo la ormai pluriennale disputa legale tra AMD e Intel presso la Corte Distrettuale Federale del Delaware: questa volta la casa di Santa Clara è accusata di aver smarrito una serie di documenti utili allo svolgimento del processo.

La denuncia di AMD arriva in seguito ad una lettera di Intel al Giudice Joseph J. Farnan Jr., nella quale l'azienda ammetteva come alcuni dei documenti richiesti per il dibattimento, risultassero attualmente non disponibili a causa delle policy di manutenzione del proprio sistema informatico.

Al centro della vicenda c'è la lista dei Custodi, vale a dire l'elenco (stilato in accordo da entrambe le parti) del personale incaricato di conservare e custodire il materiale inerente alla causa. Poiché il mantenimento in archivio dell'intero database interno di una corporation da 100.000 dipendenti sarebbe risultato troppo complesso, le due aziende si erano accordate nel maggio 2006 per la designazione di 1.027 Custodi tra gli impiegati coinvolti. Compito di Intel avrebbe dovuto essere di comunicare tale incarico agli interessati, assieme alla lista delle operazioni necessarie all'ottemperanza della disposizione.
A causa di frequenti modifiche della lista, causate da questioni di natura legale, una parte degli incaricati non avrebbe mai ricevuto le opportune istruzioni, mentre ad una parte del personale non coinvolto sarebbe stata erroneamente richiesta copia del proprio archivio di posta.

A questo punto la vicenda diviene paradossale: la colpa dello smarrimento starebbe nei meccanismi di archiviazione di Microsoft Outlook. La procedura di clicca-e-trascina dalla propria casella all'archivio provvede a salvare soltanto le email selezionate: le eventuali risposte non possono venire incluse automaticamente ma devono essere salvate con una procedura apposita. E, per alleggerire il carico sull'infrastruttura interna, Intel elimina automaticamente le email non archiviate dopo un tempo variabile (secondo AMD 35 giorni per i dipendenti, circa 2 mesi per i dirigenti). Il backup viene eseguito su nastri magnetici, che tuttavia vengono riutilizzati periodicamente cancellandone il contenuto precedente.

AMD accusa Intel di negligenza, per aver trascurato di avvisare molti degli impiegati coinvolti, causando la perdita di materiale utile alle indagini stimata nel 50-70% del totale. In particolare la sede di Intel a Monaco di Baviera sarebbe stata teatro di alcune cancellazioni accidentali ritenute sospette dal suo competitor.

Da parte sua Intel minimizza la questione: l'entità del materiale smarrito sarebbe trascurabile, e sarebbero in corso operazioni atte al recupero della maggior parte dei documenti richiesti.

Nessun commento ufficiale è stato rilasciato da AMD. Intel ricorda attraverso il suo portavoce Chuck Maloy, l'enorme sforzo operato dall'azienda negli ultimi 20 mesi per la ricerca e la conservazione di tutto il materiale richiesto dalla Corte.

Non accennano a diminuire le frizioni tra i due colossi americani. A gennaio, intervenendo in una conferenza presso l'Università di Berkeley, il vicepresidente per gli Affari legali di AMD Tom McCoy aveva riacceso la polemica affermando che il Governo Federale è troppo morbido nell'affrontare le questioni legate all'antitrust.

È di pochi giorni fa una nuova disputa inerente ai benchmark presentati da Intel ad una conferenza di analisti finanziari, mentre si attendono novità anche sul fronte della procedura antitrust in corso in Giappone.

Luca Annunziata
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