USA, lo spionaggio interno tutela gli americani

Lo dice il rapporto del Consiglio per le Libertà Civili che sarà consegnato al Congresso. Un Consiglio controllato direttamente dall'amministrazione Bush. L'NSA? Un covo di garanti dei diritti del cittadino

Washington - Il Privacy and Civil Liberties Board statunitense, ovvero il Consiglio di garanzia per le libertà civili, ha deciso di promuovere a pieni voti i controversi programmi di sorveglianza dell'amministrazione Bush.

A distanza di un anno dall'inizio dei lavori, e qualcosa di più dalla sua nascita prevista dall'Intelligence Reform and Terrorism Prevention Act of 2004, il Consiglio si appresta a consegnare al Congresso il suo primo rapporto sulle intercettazioni digitali e il tracking dei dati finanziari.

Il documento assolve totalmente National Security Agency e Treasury Department dalle accuse di violazione dei diritti civili e di privacy. Tre membri del Board, qualche giorno fa, durante un'intervista telefonica con Associated Press, hanno anticipato che i programmi di monitoraggio di NSA dispongono di sufficienti meccanismi di protezione. "Abbiamo analizzato il programma, abbiamo visitato la NSA e incontrato le persone che si occupano delle operazioni", ha spiegato Carol Dinkins, avvocato di Houston e presidente del Board. "Il tutto è strutturato con adeguate protezioni, e in modo che siano rispettate le libertà civili".
Le maggiori preoccupazioni, al momento, proverrebbero dal sistema computerizzato di screening anti-terroristico utilizzato dal Department of Homeland Security per comporre le black-list passeggeri. Negli anni milioni di americani - senza saperlo - sono stati inseriti in un ranking di pericolosità dimostratosi non molto efficiente e noto come Terror Score. "Effettivamente questo è un ambito dove si potrebbe migliorare molto", ha confermato Dinkins. E infatti su questo tema si concentreranno le critiche del board, ma qualcuno avrebbe voluto fare di più.

Il problema delle azioni di spionaggio interno è al centro di un lungo dibattito che coinvolge da anni le associazioni per i diritti civili, le forze politiche e l'opinione pubblica. Il programma di sorveglianza si occupa anche di monitorare costantemente le chiamate telefoniche e le mail che viaggiano tra gli Stati Uniti e i paesi che sono sospettati di essere legati al gruppo armato di al-Qaida. Lo scorso agosto, però, la Corte Federale di Detroit ha dichiarato questa azione totalmente incostituzionale. La Procura federale, da allora, ha continuato a richiedere l'annullamento della sentenza, dato che la sorveglianza adesso è affidata a una Corte segreta specifica.

Marc Rotenberg, direttore dell'Electronic Privacy Information Center, ha espresso incredulità. "Non ho fiducia in questo Board e nella sua capacità di fornire una valutazione equilibrata su programmi così importanti, come le black-list passeggeri, visto il lavoro svolto su quello di sorveglianza", ha dichiarato Rotenberg. "È incredibile che il Congresso permetta che il Board sulle libertà civili non sia indipendente dall'Esecutivo".

Dario d'Elia
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