Napoli, condanna per spaccio di CD falsi

Le major danno grande importanza alla sentenza con cui la Corte d'Appello di Napoli ha condannato al carcere i membri di una gang che, sotto protezione di un clan locale, produceva e spacciava CD masterizzati

Roma - C'è grande soddisfazione tra i discografici per una sentenza che conferma le condanne per i membri di un'organizzazione malavitosa che nel napoletano produceva e spacciava grandi quantità di CD abusivi, masterizzati senza autorizzazione. Una società criminale contro la quale si sono costituiti, oltre alla SIAE, anche Universal Music, EMI, Warner Music, CGD East-West Italia, BMG Ricordi, Nuova Fonit Cetra, Sony Music Entertainment e FIMI, uno "schieramento" che testimonia l'ampiezza del traffico illecito gestito dalla gang della contraffazione.

La sentenza della Corte d'Appello di Napoli, citata da Il Mattino, si basa sull'indagine con cui nel 2000 la Guardia di Finanza e la Polizia avevano ricostruito l'operato dell'organizzazione malavitosa, la cui attività di spaccio avveniva anche con la tutela del clan Contini, che riceveva una parte dei profitti per assicurare al gruppo la possibilità di lavorare indisturbato.

La condanna più pesante è per A.C., 3 anni e mezzo di carcere, quella meno gravosa per S.P. e P.R. condannati a un anno e sei mesi. Ma i condannati in tutto sono otto.
Non finisce qui. Come previsto dalle normative sul diritto d'autore, i magistrati hanno anche imposto alla banda di risarcire i produttori per una cifra che verrà stabilita successivamente.
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