Asstel: TLC a rischio occupazione e investimenti

E' cupo l'orizzonte che dipingono le telco: private degli introiti derivanti dai costi di ricarica e - eventualmente - dallo scatto alla risposta, si vedono costrette a rivedere le proprie strategie finanziarie

Roma - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso dall'associazione di settore Asstel, che esprime preoccupazione per le recenti ipotesi in materia di credito prepagato della telefonia mobile. Le parole dell'associazione fanno eco alle dichiarazioni rilasciate durante la settimana in corso da Paolo Dal Pino, AD di Wind, sulle possibili prospettive per l'industria della telefonia mobile: a rischio, occupazione e investimenti nel settore delle TLC.

"ASSTEL esprime forte preoccupazione per le conseguenze sul settore delle telecomunicazioni derivanti dalla eventuale introduzione di una nuova misura per abolire lo "scatto alla risposta" e manifesta tutta la sua ferma contrarietà.

Oggi in Italia l'industria della telefonia mobile rappresenta uno dei settori più competitivi grazie al rapido processo di liberalizzazione che ha permesso di realizzare infrastrutture all'avanguardia, creare nuova e qualificata occupazione, raggiungere elevati standard qualitativi dei servizi e dell'offerta al consumatore, prezzi in costante discesa, come ufficialmente riconosciuto dalle Autorità di settore.
La recente abolizione dei costi di ricarica per il settore delle telecomunicazioni mobili ha un impatto annuale di 2,0 miliardi di euro. Con la nuova misura coercitiva i ricavi annui degli operatori si ridurrebbero di ulteriori 3.5 miliardi. L'insieme delle due misure porterebbe ad una riduzione dei ricavi del settore di 5,5 miliardi di euro, pari al 25% del totale. Ciò porterebbe all'azzeramento dell'utile ante imposte consolidato di settore e all'abbattimento per circa il 75% dei flussi di cassa netti delle aziende di telecomunicazioni mobile. Non da ultimo vanno considerati gli impatti per l'erario a motivo del minore gettito di imposte.

L'applicazione di tale provvedimento comporterebbe, per tutti gli Operatori, minori risorse per poter competere tra di loro, la necessità di una massiccia riduzione dei costi, con conseguenti impatti occupazionali, nonché una consistente revisione dei piani di investimento, incluso il rischio che alcuni Operatori potrebbero essere costretti ad abbandonare il mercato.

Si sottolinea infine che lo scatto alla risposta, componente del prezzo dei servizi mobili, esiste in quasi tutti i Paesi europei, è sottoposta al gioco della concorrenza ed è trasparente per i consumatori, del tutto "liberi di scegliere" offerte tariffarie con o senza "scatto". Oggi le due tipologie di offerte sono già ampiamente disponibili sul mercato a cura di tutti gli Operatori. A seguito della recente abolizione del costo di ricarica, il costo minutario medio in Italia è pari a 13 centesimi al minuto rispetto ai 20 centesimi della Germania, ai 17 centesimi della Spagna, del Regno Unito e dell'Olanda. I prezzi di Portogallo, Grecia ed Irlanda sono a livelli ancora più elevati. Non si giustificano quindi interventi normativi in materia di prezzi al dettaglio, né su basi giuridiche, né su basi di confronto internazionale".