Condannato un altro aguzzino di Justin Berry

Dopo la sentenza a 150 anni di carcere per un altro componente della gang, un tribunale americano riconosce la colpevolezza di Ken Gourlay, che avrebbe approfittato del business illegale focalizzato sul giovane Berry

Ann Arbor - Il giovane Justin Berry dinanzi al Congresso americano aveva chiesto giustizia ed ora una nuova condanna ha colpito un secondo uomo che un tribunale distrettuale ha riconosciuto colpevole di complicità nello sfruttamento sessuale dell'allora 13enne Berry.

Ken Gourlay, riporta AP, ha dunque contribuito a rendere l'allora inconsapevole Berry una "star" del pedoweb, sfruttandolo economicamente e abusando non solo di quel ragazzo. I capi di imputazione per i quali è stato dichiarato colpevole vanno dalla distribuzione di pornografia infantile online all'uso del computer per spingere un minore all'abuso sessuale fino a reati sessuali di terzo grado.

La sentenza per Gourlay è attesa per i primi di maggio e l'uomo rischia fino a 20 anni di carcere, molto meno dei 150 anni di galera che sono stati comminati a Gregory Mitchel, considerato il responsabile principale dell'adescamento del ragazzo inducendolo a prestarsi per la produzione di video e foto a contenuto sessuale.
Si tratta, in effetti, dell'ultimo atto di una vicenda clamorosa, scaturita da una inchiesta del New York Times, che ne ha tentato una ricostruzione con l'aiuto dello stesso Berry, poi ascoltato al Congresso. Una vicenda che verte attorno alla produzione di pedopornografia negli Stati Uniti, ottenuta attraverso il pagamento di giovani reclutati da aguzzini che, dopo averne abusato, li trasformavano in fonte di guadagno.
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