Nel lavoro IT il problema è la professionalità

Come gestire i rapporti con i clienti? Chi decide quanto vale un intervento tecnico? Nel dibattito interviene un informatico che non intende cambiare paese. E' il paese che deve cambiare

Roma - Salve, leggo da un po' di tempo interessanti lettere sull'argomento IT e di quelle che possono essere più o meno le difficoltà di chi intende impegnarsi o è già impegnato in ambito IT (sempre che in Italia possiamo definirlo con questo termine). Vorrei essere molto breve e conciso anche perché qui si rischia di tritare e ritritare un argomento senza ottenere, alla fin fine, nulla di buono se non un bel pacchetto di belle/brutte esperienze che rimarranno tali senza soluzioni, ma solo amarezza e frustrazione.

Io ho quasi 31 anni, sono appassionato da sempre di tecnologia (di informatica nello specifico) e condivido come tanti che vi hanno scritto prima di me di esperienze in ambito, la maggior parte delle quali certamente molto più negative che positive. La mia vita è migliorata (in senso lato intendiamoci) nel momento in cui decisi di aprire la mia attività poiché, come già ho letto tra i vostri articoli, ho attraversato la parte del "pazzo disagiato che sottopagato riesce a fare miracoli per i clienti", con il risultato che qualcuno si è arricchito alle mie spalle ed io mi sono trovato col sedere a terra ed il mio sistema nervoso decisamente provato! Io non sono qualificato, nel senso che non ho i quadretti appesi al muro del mio ufficio ma mi ritengo ugualmente un professionista per i risultati ottenuti, per i clienti che seguo ma soprattutto per come li seguo che fa sì che rimangano miei clienti, cosa non facile. Mi impegno, studio di notte, a volte dormo poco e mi rendo conto che, a differenza di anni fa, la nottata ora si fa sentire ed è molto più difficile da recuperare. Dove voglio arrivare? Forse ad un concetto molto semplice.

Prima di lamentarmi che la situazione non è certo una delle migliori, devo tenere in considerazione che parlare di IT in Italia non è, per così dire, appropriato anche perché abbiamo passato troppi anni a farci abbindolare da bravi venditori ad acquistare "ferro" e servizi, spacciati per sistemi stratosferici, e fatti pagare un occhio della testa: anche perché ancora oggi ci sono aziende che sistematicamente pagano un sacco di soldi promesse che poi non vengono mantenute... e non si rivalgono nemmeno. È un problema forse di mentalità o di consuetudine, ma il funzionamento è questo. Insomma, nel 2007 faccio fatica a concepire che l'informatica venga spacciata ancora come una "scienza occulta" e che venga quindi fatta pagare come tale quando, alla fin fine, di aziende che portano veramente Tecnologia ce ne sono ben poche, e quelle poche che giustamente si fanno pagare, per un mercato come il nostro basato sulle piccole e medie imprese, si rivelano fornitori troppo costosi.
È naturale, quindi, che la situazione non cambi e che sia normale che il "disagiato" trovi lavoro poiché posso pagarlo un terzo di quello che dovrei, invece, pagare un tecnico che sa fare bene il suo lavoro. Tanto poi se il danno salta fuori si risolve: ti regalo un monitor di qua ed un pc di là e la situazione è risolta. Non va poi tanto bene, anche perché alla fin fine se ci pensiamo bene, chi è in grado di giudicare un lavoro IT? Se sei un commercialista o un avvocato, per citare un paio di esempi, hai l'ordine professionale a cui ti puoi rivolgere: è lì anche per quello. Ma in ambito IT a chi mi rivolgo? Per la regola che tutto è contestabile non è facile, soprattutto quando ancora oggi i contratti si fanno a voce. E ce ne sono!

Per risolvere, quindi, il problema di chi non ha avuto la fortuna di essere apprezzato dalla multinazionale (e le multinazionali sono quelle che sono voglio dire, magari per tutti ma ce ne sono pochine da noi) bisogna andare un po' più alla base della semplice lamentela di chi non è ben pagato. Proviamo un po' a mettere in discussione l'impresa ed il cliente ed il rapporto professionale che intercorre tra le due figure.

Forse l'impresa non ha il coraggio di fare una scelta specialistica e di farsi pagare ciò che è sacrosanto pagare (e pretende quindi lavori sottocosto) ed i clienti magari sono sofferenti, quindi, pagano tardi.. o non pagano... e non lo dicono o fanno i furbi: insomma, un problema ne crea un altro. Quanto è giusto far pagare un intervento? 10 Euro? 20? 50? 100? E chi lo stabilisce? C'è un listino prezzi a cui tutti si devono attenere? Se sono in difficoltà economica ma mi serve quel servizio perché non parlare chiaro subito? Almeno concedo il beneficio della scelta piuttosto che mettere in difficoltà chi non merita.

Allora la soluzione può essere: prendo qualsiasi lavoro, prezzo basso per convincere il cliente ma non ci sto dentro e quindi il personale è sottopagato oppure scelgo di agire solo su due o tre tipologie di servizi, mi faccio pagare il giusto ma i clienti sono quelli che sono e quindi devo stra-lavorare e non posso assumere dipendenti se non sottopagandoli. Bene, io ho fatto la seconda scelta, e non assumo perché non me lo posso permettere e ci sono giorni che mi pento, nel senso che forse se aprissi una trattoria avrei più soldi in tasca.

Ad ogni modo c'è anche un'altra cosa: io ho 31 anni, sono fidanzato, mi voglio sposare ed avere dei figli, cosa che penso sia un obiettivo naturale di ogni essere umano su questo mondo. Ma se penso a come sono adesso so per certo che il mio lavoro non mi darebbe le prospettive per garantire ai miei figli una qualità di vita decorosa per farli studiare e per potersi realizzare in ciò che sognano di diventare e non ho, sinceramente, nessuna intenzione di continuare a farmi le nottate (passione o meno) per poi realizzare che ho dei figli già adulti e sentirmi un imbecille per avermi perso tutti i momenti più belli della loro crescita. Credetemi, io sono una persona ambiziosa e vorrei che l'IT in Italia fosse tutta un'altra cosa: magari un mercato più ristretto (non possiamo avere dieci negozi in cento metri) ma per chi sa lavorare bene (e i diplomi vari non c'entrano nulla sulla qualità delle persone) è giusto che lavori e guadagni ciò che è di diritto.

Comprendo tuttavia, che è il sistema alla base che non può andare e sarei il primo ad impegnarmi (come ho già provato nel mio piccolo) per cambiare le cose ma so che da solo è impossibile. È impossibile per me o per gli altri che scrivono: fino a quando ci sarà quello che farà promesse che non può mantenere pur di recuperare la pagnotta, promesse che non manterrà, le cose non cambieranno.

Sono il primo a rendermi disponibile per cambiare alla base ciò che va cambiato e ad adeguarmi per il bene di tutti. Vana speranza o meno sono costretto a pensare che prima o poi cambierò lavoro perché, anche se qualcuno mi darà dello stupido, io sto bene nel mio Paese, non intendo trasferirmi e vorrei che i miei figli crescano in Italia.

A.L

Sul tema vedi anche:
Lavoro IT, non è questione di diritto
Lavorare nell'IT in Germania
Lavoro nell'IT, in Romania però
Lavoro nell'IT? Io sono andato all'estero
IT? Il regno del precariato
IT? Il lavoro c'è, eccome. Manca la voglia

199 Commenti alla Notizia Nel lavoro IT il problema è la professionalità
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  • Lavoro presso un azienda petrolifera Engineering,da quasi otto mesi,sono addetta alla reception e questo lavoro mi permette di studiare poichè lavoro part-time, ora pichè hanno messo i video citofoni il 30 settembre mi scade il contratto e non me lo rinnoveranno;non so cosa fare questo è un modo per sfogarmi sono delusa ho tante ambizioni nella vita l'unica cosa che mi raffranca è che ho 22anni e posso fare tante aktre cose...vi saluto grazie per aver letto buona fotuna a tutti i givani lavoratori!!!!Che Dio ci benedica Sempre
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesca De Marchis
    > Lavoro presso un azienda petrolifera
    > Engineering,da quasi otto mesi,sono addetta alla
    > reception e questo lavoro mi permette di studiare
    > poichè lavoro part-time, ora pichè hanno messo i
    > video citofoni il 30 settembre mi scade il
    > contratto e non me lo rinnoveranno;non so cosa
    > fare questo è un modo per sfogarmi sono delusa ho
    > tante ambizioni nella vita l'unica cosa che mi
    > raffranca è che ho 22anni e posso fare tante
    > aktre cose...vi saluto grazie per aver letto
    > buona fotuna a tutti i givani lavoratori!!!!Che
    > Dio ci benedica Sempre

    Bhe, ti auguro di migliorare il tuo livello professionale, perche' chi viene sostituito da un citofono tanto meglio del citofono stesso non poteva essere...

    Studia studia, quando ne saprai piu' di un citofono non ti sostituiranno piu'.
    krane
    22544
  • Diciamocelo chiaramente: tutto questo casino deriva dal fatto che gli stipendi di chi lavora nel mondo IT sono troppo bassi (e questo deriva dal fatto che le aziende prendono i ragazzini smanettoni e gli danno un tozzo di pane ... ) con la conseguenza che si abbassano anche gli stipendi dei professionisti.

    Voglio dire: se non ho la laurea da dentista e apro uno studio dentistico mi arrestano, nel mondo IT invece tutti possono fare tutto.

    Altro discorso e' l'impreparazione dei giovani neolaureati che escono dall'universita', non e' una novita'.

    In ogni caso si dovrebbe salvaguardare il titolo di studio, altrimenti ci freghiamo da soli.
    non+autenticato
  • Signori leggo i vostri commenti e mi ci ritrovo dentro a pieno, con gli stessi dubbi e le stesse perplessità di un domani che non promette nulla di buono. Faccio questo lavoro ormai da 10 anni ho cominciato nel 97, ne ho viste tantissime e penso che un pizzico di esperienza ormai l'ho maturata. Vorrei sfogarmi ma non so da dove cominciare le problematiche sono troppe. Il mercato hardware è totalmente sputtanato, le grosse catene vendono con dei prezzi al pubblico più bassi di quelli a cui accediamo noi rivenditori dai nostri distributori, facendo in primis il classico esempio del notebook a 499€ che per noi rivenditori è lontano anni luce. Il software originale, vuoi o non vuoi la realtà meridionale dove io vivo e lavoro, non sa manco cosa possa essere. Questo vale per tutti aziende, privati , professionisti, una cultura che non è mai esistita e dubito che prenda vita. Lavori di assistenza ne vogliamo parlare ? Nel mio negozio per una formattazione reinstallazione di sistema operativo e programmini base chiediamo 20 schifosissimi € che puntualmente diventa una disputa con il cliente che assicura che lui non ha fatto nulla per combinare il casino che necessitava la reinstallazione. Forse sicuramente penserete "20 € per l'assistenza..non ci credo" contattatemi vi invito una giornata a visitare il mio posto di lavoro e vi porto in giro a vedere qunato prendono le altre pseudoattività che fanno la stessa cosa. Signori rendiamoci conto che ormai l'IT è un carnaio non esistono professionisti ma tutti sono pseudo tecnici informatici. Senza disprezzare ormai la crtoleria vende informatica, la copisteria vende informatica ,la libreria vende informatica etc etc etc. Io sono sconvolto e penso : ho buttato 10 anni della mia vita e del mio lavoroe anche i miei soldi non per dirlo ho fatto certificazioni di questo e di quello aggiornamenti e corsi a destra e a manca ma forse è il caso di dirlo CHI ME LO HA FATTO FARE. E allora chi sà veramente cosa sarà di Noi. Contattatemi se avete voglia di parlarene e o di scambiarci informazioni sono aperto a qualsiasi forma di collaborazione per fare qualcosa per NOI. Grazie per l'attenzione e scusate lo sfogo Dario. Lasciate qui i messaggi.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Signori leggo i vostri commenti e mi ci ritrovo
    > dentro a pieno, con gli stessi dubbi e le stesse
    > perplessità di un domani che non promette nulla
    > di buono. Faccio questo lavoro ormai da 10 anni
    > ho cominciato nel 97, ne ho viste tantissime e
    > penso che un pizzico di esperienza ormai l'ho
    > maturata. Vorrei sfogarmi ma non so da dove
    > cominciare le problematiche sono troppe. Il
    > mercato hardware è totalmente sputtanato, le
    > grosse catene vendono con dei prezzi al pubblico
    > più bassi di quelli a cui accediamo noi
    > rivenditori dai nostri distributori, facendo in
    > primis il classico esempio del notebook a 499€
    > che per noi rivenditori è lontano anni luce. Il
    > software originale, vuoi o non vuoi la realtà
    > meridionale dove io vivo e lavoro, non sa manco
    > cosa possa essere. Questo vale per tutti aziende,
    > privati , professionisti, una cultura che non è
    > mai esistita e dubito che prenda vita. Lavori di
    > assistenza ne vogliamo parlare ? Nel mio negozio
    > per una formattazione reinstallazione di sistema
    > operativo e programmini base chiediamo 20
    > schifosissimi € che puntualmente diventa una
    > disputa con il cliente che assicura che lui non
    > ha fatto nulla per combinare il casino che
    > necessitava la reinstallazione. Forse sicuramente
    > penserete "20 € per l'assistenza..non ci credo"
    > contattatemi vi invito una giornata a visitare il
    > mio posto di lavoro e vi porto in giro a vedere
    > qunato prendono le altre pseudoattività che fanno
    > la stessa cosa. Signori rendiamoci conto che
    > ormai l'IT è un carnaio non esistono
    > professionisti ma tutti sono pseudo tecnici
    > informatici. Senza disprezzare ormai la crtoleria
    > vende informatica, la copisteria vende
    > informatica ,la libreria vende informatica etc
    > etc etc. Io sono sconvolto e penso : ho buttato
    > 10 anni della mia vita e del mio lavoroe anche i
    > miei soldi non per dirlo ho fatto certificazioni
    > di questo e di quello aggiornamenti e corsi a
    > destra e a manca ma forse è il caso di dirlo CHI
    > ME LO HA FATTO FARE. E allora chi sà veramente
    > cosa sarà di Noi. Contattatemi se avete voglia di
    > parlarene e o di scambiarci informazioni sono
    > aperto a qualsiasi forma di collaborazione per
    > fare qualcosa per NOI. Grazie per l'attenzione e
    > scusate lo sfogo Dario. Lasciate qui i
    > messaggi.



    dario di dove sei?
    non+autenticato
  • in provincia di caserta fammi sapere... ciao
    non+autenticato
  • >Signori rendiamoci conto che
    > ormai l'IT è un carnaio non esistono
    > professionisti ma tutti sono pseudo tecnici
    > informatici.

    Nel caso ti sfuggisse c'è anche chi progetta e chi realizza i sistemi informativi per banche, forze armate, grandi industrie, chi progetta le reti di fastweb o h3g... ecc.

    Se poi vuoi fare il professionista con chi vende il pesce nessuno ti salverà.
    non+autenticato
  • Amico carissimo stai parlando di sviluppatori ed altro che non è certo il ramo di IT a cui mi riferisco io. E tutto un altro mondo quello, io parlo esclusivamente dell'IT consumer quello di tutti i giorni pieno di improvvisazione non faccio sicuramente di un erba un fascio come forse tu credi di aver capito da quanto scritto da me. Ovviamente tutto questo non vuole assolutamente far polemica ma solo ed esclusivamente chiarire il mio punto di vista, e in ogni caso anzi sempre tanto di cappello per il lavoro degli altri.

    Grazie Dario
    non+autenticato
  • Qui, come altrove, si da' per scontato che se non si sottopagano i dipendenti, se non si evadono le im poste, etc etc, si fallisce.
    Ma sara' proprio vero? Abbiamo fatto i conti in tasca a chi sostiene queste tesi o dobbiamo creder loro sulla parola?
    non+autenticato
  • Secondo me dobbiamo distingere due casi:

    a) chi lavora dipendente in una società IT (che vende servizi IT)
    b) chi fa il libero professionista

    Ad esempio come ci sono ingegneri (o architetti) liberi professionisti, e società che progettano e installano case ed impianti.

    Nel primo caso occorre un contratto di categoria diverso dagli altri. Oggi chi fa il nostro lavoro può essere inquadrato come metalmeccanico, ccnl commercio, telecomunicazioni ecc...
    Con tutto il rispetto, un sistemista non può essere inquadrato come operaio.
    Ovviamente un CCNL tutto nostro deve prevedere anche degli stipendi di base di partenza più alti.

    Nel secondo caso io continuo a pensare a un albo o a un associazione, con ingresso che prescinda dal titolo di studio (a meno di nati dopo un certo anno, ad esempio), ma soggetto a un esame fortemente selettivo.
    Qualcosa o qualcuno che CERTIFICHI che il nostro lavoro è "a regola d'arte" in tutte le sfaccettature (da un sito web, a un software, a un sistema, a una rete), con assunzione -ovviamente- di tutte le responsabilità del caso.
    Dall'altra parte, anche l'obbligo per legge che certe infrastrutture debbano essere realizzate, certificate e firmate SOLO dai membri. Il tutto, ovviamente, con tariffe a forchetta OBBLIGATE.

    Provate a chiedere a un Ingegnere di farvi una perizia sotto la tariffa minima.... minimo lo radiano. Ma anche un avvocato, un architetto ecc...
    Eppure, se devi ristrutturare casa, o difenderti in tribunale, sei *obbligato* a passare da loro (giustamente). Perché non deve valere per una rete aziendale ?
    Dobbiamo avere sempre presente che i sistemi che noi curiamo, seguiamo, progettimao o assistiamo, sono sempre più *critici*, anche nei rapporti con la PA (oggi un Notaio è obbligato a registrare per via telematica, ad esempio)... è questo il messaggio che deve passare!
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