Professionisti Informatici, segni di svolta?

Li intravede un lettore, che ricostruisce il dibattito che si è finora svolto in sede parlamentare dopo il caso dell'esclusione dei laureati in scienze dell'informazione dall'albo informatico di cui al DPR 328/2001

Roma - Gentile Redazione, la settimana scorsa, scrissi una lettera aperta intitolata "Giorno 11 luglio: informatici anno zero!". Nasceva dalla discussione in Senato, il giorno 11 luglio scorso, di emendamenti riguardanti l'esclusione dei laureati in scienze dell'informazione dall'albo professionale dedicato all'informatica recentemente istituito dal DPR 328/2001. Dai resoconti dei lavori, si traevano sconsolanti considerazioni della Senatrice SILIQUINI, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, fra cui la più desolante riguardava la necessità di una verifica dell'idoneità del titolo di laurea: "In particolare, in riferimento all'1.2 ritiene non sia possibile ammettere i laureati in scienza dell'informazione a sostenere l'esame di Stato senza prima aver verificato le effettive idoneità dei titoli".

Stamane, poichè al Senato si riapriva la questione dei laureati in scienze dell'informazione, scrissi un'ulteriore breve lettera aperta intitolata "Al Senato oggi il destino dei laureati in scienze dell'informazione!". Infatti, si poteva sottolineare, con grande soddisfazione per i laureati in scienze dell'informazione, che finalmente è stato riferito, anche in sede ufficiale, tutto quanto il Legislatore ma, soprattutto il M.I.U.R., dovrebbero conoscere sui laureati in scienze dell'informazione (e ovviamente quelli di informatica): i Senatori ACCIARINI e CORTIANA con l'ordine del giorno odierno in Senato G1.100 hanno espresso perfettamente cio' di cui è necessario tenere conto nel processo di regolamentazione della professione informatica avviato con il DPR 328/2001.

Scrivo questa ulteriore lettera aperta per commentare "scientificamente" i risultati ottenuti. A conclusione del dibattito, si registra finalmente il recupero di una dignità professionale che era venuta a mancare. Dal resoconto stenografico, infatti, emerge che la stessa Senatrice SILIQUINI, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, nel riformulare l'ordine del giorno derivante da quello inizialmente proposto (G1.100) riconosce le caratteristiche professionali dei laureati in scienze dell'informazione e sembra finalmente aver rimosso le incertezze che erano state invece sollevate nella seduta precedente.
Certo un passo importante è stato compiuto! Tuttavia, rispetto alla versione iniziale del G1.100, a chi come me segue e conosce bene la questione, non sono sfuggiti due particolari sottili ma rilevanti:

- il primo è la decisione di rimuovere un'affermazione che è invece alla base della questione che ha acceso gli animi degli informatici (togliendoci il sonno): "che per la prima volta si regolamenta l?informatica in Italia includendo esclusive nell?ordine degli ingegneri su competenze non contemplate dal vecchio ordine";

- il secondo è legato all'aggiunta di una precisazione che rischia sostanzialmente di congelare in partenza l'impegno preso: "che le norme relative alle attività spettanti agli ingegneri del settore dell?informazione contenute nel decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 non mutano il quadro delle attribuzioni già spettanti agli ingegneri e pertanto non accrescono le relative riserve, cosicché i laureati in informatica e in scienze dell?informazione possono continuare liberamente a svolgere le attività fino ad oggi svolte". Sarà poi proprio vero che per un ingegnere civile iscritto all'ordine degli ingegneri nel 1995 e la cui esperienza professionale è sempre esclusivamente stata legata all'edilizia sono "verificate le effettive idoneità dei titoli" per il settore dell'informazione?

Peccato inoltre che siano stati anche rimossi dall'ordine del giorno G.100 iniziale, i riferimenti all'ALSI ed al GRIN, che da come si è trascinato questo sconcertante e interminabile maltrattamento morale dei laureati in scienze dell'informazione, dall'anno scorso in avanti, si sono dimostrati gli unici in Italia a conoscere veramente bene cosa sfornavano le facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. In Europa peraltro, sembra ci conoscano meglio che nel nostro paese. A mio avviso, vista l'urgenza della questione e l'apparente scarsità di informazione, sarebbe forse stato più opportuno mantenere il riferimento agli esperti di "scienze dell'informazione" e magari invitarli, perchè no, anche in modo permanente, nelle commissioni preposte alla valutazione delle questioni informatiche.

In conclusione, tengo molto a ringraziare immensamente i Senatori ACCIARINI e CORTIANA per aver portato le ragioni degli informatici in aula, ottenendo il risultato insperato di fare finalmente "riconoscere" cosa sono e cosa fanno i laureati in scienze dell'informazione. Ringrazio ovviamente anche la Senatrice SILIQUINI per avere compreso e accolto le ragioni esposte. Voglio fare notare pero' che la grave questione informatica discussa oggi 16 luglio 2002 in Senato e l'impegno preso dal Governo in proposito, si possono risolvere, molto rapidamente, mediante un decreto M.I.U.R. di equipollenza piena fra le lauree in scienze dell'informazione, informatica e classe 23/S. Cosa che sarebbe dovuta essere fatta da tempo e che era già stata assicurata dal precedente Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica, Senatore Luciano GUERZONI, il 29 marzo 2001.

Adriano Liberale
119 Commenti alla Notizia Professionisti Informatici, segni di svolta?
Ordina
  • E' continuata ieri la discussione in Parlamento sull'esclusione degli informatici dall'esame di stato.
    Dai resoconti stenografici traspare tutta la vergognosa inadeguatezza di cio' che si e' andato a configurarte.

    L'Onorevole Walter TOCCI punta il dito su un paradosso che lascia sgomenti: <<... Voi state dicendo che, a prescindere da qualsiasi valutazione soggettiva, comunque questi informatici non sono in grado di firmare un progetto di un sistema informativo. Nello stesso tempo sostenete che, invece, un ingegnere edile è sicuramente in grado - senza che vengano accertate le sue attitudini soggettive - di firmare un progetto di un sistema informativo: è chiaramente un paradosso.>>

    ---
    PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
    Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha
    facoltà.
    WALTER TOCCI. Signor Presidente, a nome del mio gruppo preannuncio
    ...Ci dispiace molto non esprimere voto favorevole, perché in realtà nel decreto-legge, soprattutto nella formulazione che ne ha dato il Senato, ci sono anche molti altri aspetti positivi. ...Invece, ci dispiace dover registrare da parte del Governo e della maggioranza, un atteggiamento di chiusura su altri problemi, che non sono risolti in questo testo e che in alcuni casi sono addirittura aggravati.
    Per questo, con il voto di astensione vogliamo segnalare che avremmo votato
    a favore, complessivamente, se non ci fosse stata questa chiusura da parte vostra. D'altro canto, che le cose non funzionino è chiaro non soltanto da quello che diciamo noi, ma è risultato molto chiaro dall'atteggiamento che molti deputati della maggioranza hanno avuto proprio in queste ultime battute dei nostri lavori, con la presentazione di emendamenti e di ordini
    del giorno che contestano apertamente le norme del decreto-legge. Non si tratta, quindi, di un decreto-legge «epocale», come lo ha definito con
    un'enfasi assolutamente fuori luogo la sottosegretaria Siliquini, ma sono gli stessi deputati della maggioranza a segnalare molti errori e molte ingiustizie contenute in queste norme o addirittura questioni, che non essendo trattate in queste norme, sono lasciate in una situazione di difficoltà.
    Ci sembra veramente eclatante l'atteggiamento di chiusura che avete assunto sugli informatici. Come al solito, avete ripercorso dei vostri argomenti elettorali e avete, ancora una volta,
    addebitato le cose agli anni passati, ma vi sfugge l'elemento centrale della questione: in altre parole, dal 2001, con il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 5 giugno 2001, esiste un'organizzazione dell'ordine degli ingegneri che è così diviso in tre sezioni e tra queste, la terza, è dedicata all'informatica. Quindi, oggi è possibile risolvere un problema che, invece, prima del 2001 non era possibile risolvere, perché nel vecchio ordinamento l'ingresso degli informatici nell'ordine degli
    ingegneri (che comprende, oltre agli informatici, anche ingegneria civile e industriale) avrebbe creato il paradosso di una possibilità per un laureato che proviene dalla scienza dell'informazione di avere anche la titolarità professionale in campi dell'ingegneria, quella civile o quella meccanica, che sono certamente molto distanti da quella formazione. Tuttavia, essendo oggi l'ordine degli ingegneri diviso in tre settori, questa vecchia preoccupazione viene a cadere, tant'è vero che voi con queste norme
    accogliete - ed è giusto - i nuovi laureati in scienza dell'informazione, secondo la riforma universitaria, nel terzo settore dell'ordine degli ingegneri.
    Nel momento in cui si fa questo sarebbe stato molto logico accogliere nella sezione dell'ordine degli ingegneri anche i laureati in informatica nei decenni passati.
    È stato ricordato con grande precisione dalla collega Magnolfi che si tratta di 25 mila professionisti e, tra questi, vi sono anche coloro i quali hanno portato l'informatica in Italia, sono stati i pionieri di questa importante materia. Questi ultimi, non solo hanno svolto un'attività di lavoro e di ricerca in questo campo, ma - come sappiamo - hanno vissuto
    in prima persona la straordinaria trasformazione tecnologica e scientifica che l'informatica ha avuto negli ultimi trent'anni. Si tratta di
    professionisti che, non solo hanno il bagaglio formativo acquisito ai tempi della laurea - per molti di loro già negli anni settanta -, ma avendo seguito professionalmente la trasformazione tecnologica hanno anche accumulato una grande esperienza.
    Ciò che abbiamo cercato di chiarire è che non si tratta con una norma di inserire tout court questi 25 mila professionisti nell'ordine degli
    ingegneri, si tratta più semplicemente di dare loro una possibilità, un'opportunità di essere esaminati, di essere valutati. Un esame di Stato,
    con tutto il suo rigore, avrebbe rappresentato la sede più adatta per valutare i requisiti soggettivi di queste persone. Voi state dicendo che, a prescindere da qualsiasi valutazione soggettiva, comunque questi informatici non sono in grado di firmare un progetto di un sistema informativo. Nello stesso tempo sostenete che, invece, un ingegnere edile è sicuramente in grado - senza che vengano accertate le sue attitudini soggettive - di firmare un progetto di un sistema informativo: è chiaramente un paradosso. Voi state impedendo l'accesso pieno a questa professione, a questo ordine professionale a 25mila italiani. Lo stanno facendo in un settore come quello dell'informatica che è molto importante per il nostro paese.
    non+autenticato
  • Certo che a leggere queste cose vien da chiedersi cosa bisogna in Italia per far rispettare i propri diritti

    - Scritto da: A.Liberale
    > E' continuata ieri la discussione in
    > Parlamento sull'esclusione degli informatici
    > dall'esame di stato.
    > Dai resoconti stenografici traspare tutta la
    > vergognosa inadeguatezza di cio' che si e'
    > andato a configurarte.
    >
    > L'Onorevole Walter TOCCI punta il dito su un
    > paradosso che lascia sgomenti: <<... Voi
    > state dicendo che, a prescindere da
    > qualsiasi valutazione soggettiva, comunque
    > questi informatici non sono in grado di
    > firmare un progetto di un sistema
    > informativo. Nello stesso tempo sostenete
    > che, invece, un ingegnere edile è
    > sicuramente in grado - senza che vengano
    > accertate le sue attitudini soggettive - di
    > firmare un progetto di un sistema
    > informativo: è chiaramente un paradosso.>>
    >
    > ---
    > PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
    > Ha chiesto di parlare per dichiarazione di
    > voto l'onorevole Tocci. Ne ha
    > facoltà.
    > WALTER TOCCI. Signor Presidente, a nome del
    > mio gruppo preannuncio
    > ...Ci dispiace molto non esprimere voto
    > favorevole, perché in realtà nel
    > decreto-legge, soprattutto nella
    > formulazione che ne ha dato il Senato, ci
    > sono anche molti altri aspetti positivi.
    > ...Invece, ci dispiace dover registrare da
    > parte del Governo e della maggioranza, un
    > atteggiamento di chiusura su altri problemi,
    > che non sono risolti in questo testo e che
    > in alcuni casi sono addirittura aggravati.
    > Per questo, con il voto di astensione
    > vogliamo segnalare che avremmo votato
    > a favore, complessivamente, se non ci fosse
    > stata questa chiusura da parte vostra.
    > D'altro canto, che le cose non funzionino è
    > chiaro non soltanto da quello che diciamo
    > noi, ma è risultato molto chiaro
    > dall'atteggiamento che molti deputati della
    > maggioranza hanno avuto proprio in queste
    > ultime battute dei nostri lavori, con la
    > presentazione di emendamenti e di ordini
    > del giorno che contestano apertamente le
    > norme del decreto-legge. Non si tratta,
    > quindi, di un decreto-legge «epocale», come
    > lo ha definito con
    > un'enfasi assolutamente fuori luogo la
    > sottosegretaria Siliquini, ma sono gli
    > stessi deputati della maggioranza a
    > segnalare molti errori e molte ingiustizie
    > contenute in queste norme o addirittura
    > questioni, che non essendo trattate in
    > queste norme, sono lasciate in una
    > situazione di difficoltà.
    > Ci sembra veramente eclatante
    > l'atteggiamento di chiusura che avete
    > assunto sugli informatici. Come al solito,
    > avete ripercorso dei vostri argomenti
    > elettorali e avete, ancora una volta,
    > addebitato le cose agli anni passati, ma vi
    > sfugge l'elemento centrale della questione:
    > in altre parole, dal 2001, con il decreto
    > del Presidente della Repubblica n. 328 del 5
    > giugno 2001, esiste un'organizzazione
    > dell'ordine degli ingegneri che è così
    > diviso in tre sezioni e tra queste, la
    > terza, è dedicata all'informatica. Quindi,
    > oggi è possibile risolvere un problema che,
    > invece, prima del 2001 non era possibile
    > risolvere, perché nel vecchio ordinamento
    > l'ingresso degli informatici nell'ordine
    > degli
    > ingegneri (che comprende, oltre agli
    > informatici, anche ingegneria civile e
    > industriale) avrebbe creato il paradosso di
    > una possibilità per un laureato che proviene
    > dalla scienza dell'informazione di avere
    > anche la titolarità professionale in campi
    > dell'ingegneria, quella civile o quella
    > meccanica, che sono certamente molto
    > distanti da quella formazione. Tuttavia,
    > essendo oggi l'ordine degli ingegneri diviso
    > in tre settori, questa vecchia
    > preoccupazione viene a cadere, tant'è vero
    > che voi con queste norme
    > accogliete - ed è giusto - i nuovi laureati
    > in scienza dell'informazione, secondo la
    > riforma universitaria, nel terzo settore
    > dell'ordine degli ingegneri.
    > Nel momento in cui si fa questo sarebbe
    > stato molto logico accogliere nella sezione
    > dell'ordine degli ingegneri anche i laureati
    > in informatica nei decenni passati.
    > È stato ricordato con grande precisione
    > dalla collega Magnolfi che si tratta di 25
    > mila professionisti e, tra questi, vi sono
    > anche coloro i quali hanno portato
    > l'informatica in Italia, sono stati i
    > pionieri di questa importante materia.
    > Questi ultimi, non solo hanno svolto
    > un'attività di lavoro e di ricerca in questo
    > campo, ma - come sappiamo - hanno vissuto
    > in prima persona la straordinaria
    > trasformazione tecnologica e scientifica che
    > l'informatica ha avuto negli ultimi
    > trent'anni. Si tratta di
    > professionisti che, non solo hanno il
    > bagaglio formativo acquisito ai tempi della
    > laurea - per molti di loro già negli anni
    > settanta -, ma avendo seguito
    > professionalmente la trasformazione
    > tecnologica hanno anche accumulato una
    > grande esperienza.
    > Ciò che abbiamo cercato di chiarire è che
    > non si tratta con una norma di inserire tout
    > court questi 25 mila professionisti
    > nell'ordine degli
    > ingegneri, si tratta più semplicemente di
    > dare loro una possibilità, un'opportunità di
    > essere esaminati, di essere valutati. Un
    > esame di Stato,
    > con tutto il suo rigore, avrebbe
    > rappresentato la sede più adatta per
    > valutare i requisiti soggettivi di queste
    > persone. Voi state dicendo che, a
    > prescindere da qualsiasi valutazione
    > soggettiva, comunque questi informatici non
    > sono in grado di firmare un progetto di un
    > sistema informativo. Nello stesso tempo
    > sostenete che, invece, un ingegnere edile è
    > sicuramente in grado - senza che vengano
    > accertate le sue attitudini soggettive - di
    > firmare un progetto di un sistema
    > informativo: è chiaramente un paradosso. Voi
    > state impedendo l'accesso pieno a questa
    > professione, a questo ordine professionale a
    > 25mila italiani. Lo stanno facendo in un
    > settore come quello dell'informatica che è
    > molto importante per il nostro paese.
    non+autenticato
  • La cosa peggiore è vedere che le Uiversità se ne sbattono altamente. Ho parlato con un sacco di studenti e non sanno niente di queste bastardate.

    - Scritto da: pinco pallino
    > Certo che a leggere queste cose vien da
    > chiedersi cosa bisogna in Italia per far
    > rispettare i propri diritti
    >
    > - Scritto da: A.Liberale
    > > E' continuata ieri la discussione in
    > > Parlamento sull'esclusione degli
    > informatici
    > > dall'esame di stato.
    > > Dai resoconti stenografici traspare tutta
    > la
    > > vergognosa inadeguatezza di cio' che si e'
    > > andato a configurarte.
    > >
    > > L'Onorevole Walter TOCCI punta il dito su
    > un
    > > paradosso che lascia sgomenti: <<... Voi
    > > state dicendo che, a prescindere da
    > > qualsiasi valutazione soggettiva, comunque
    > > questi informatici non sono in grado di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo. Nello stesso tempo sostenete
    > > che, invece, un ingegnere edile è
    > > sicuramente in grado - senza che vengano
    > > accertate le sue attitudini soggettive -
    > di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo: è chiaramente un paradosso.>>
    > >
    > > ---
    > > PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
    > > Ha chiesto di parlare per dichiarazione di
    > > voto l'onorevole Tocci. Ne ha
    > > facoltà.
    > > WALTER TOCCI. Signor Presidente, a nome
    > del
    > > mio gruppo preannuncio
    > > ...Ci dispiace molto non esprimere voto
    > > favorevole, perché in realtà nel
    > > decreto-legge, soprattutto nella
    > > formulazione che ne ha dato il Senato, ci
    > > sono anche molti altri aspetti positivi.
    > > ...Invece, ci dispiace dover registrare da
    > > parte del Governo e della maggioranza, un
    > > atteggiamento di chiusura su altri
    > problemi,
    > > che non sono risolti in questo testo e che
    > > in alcuni casi sono addirittura
    > aggravati.
    > > Per questo, con il voto di astensione
    > > vogliamo segnalare che avremmo votato
    > > a favore, complessivamente, se non ci
    > fosse
    > > stata questa chiusura da parte vostra.
    > > D'altro canto, che le cose non funzionino
    > è
    > > chiaro non soltanto da quello che diciamo
    > > noi, ma è risultato molto chiaro
    > > dall'atteggiamento che molti deputati
    > della
    > > maggioranza hanno avuto proprio in queste
    > > ultime battute dei nostri lavori, con la
    > > presentazione di emendamenti e di ordini
    > > del giorno che contestano apertamente le
    > > norme del decreto-legge. Non si tratta,
    > > quindi, di un decreto-legge «epocale»,
    > come
    > > lo ha definito con
    > > un'enfasi assolutamente fuori luogo la
    > > sottosegretaria Siliquini, ma sono gli
    > > stessi deputati della maggioranza a
    > > segnalare molti errori e molte ingiustizie
    > > contenute in queste norme o addirittura
    > > questioni, che non essendo trattate in
    > > queste norme, sono lasciate in una
    > > situazione di difficoltà.
    > > Ci sembra veramente eclatante
    > > l'atteggiamento di chiusura che avete
    > > assunto sugli informatici. Come al solito,
    > > avete ripercorso dei vostri argomenti
    > > elettorali e avete, ancora una volta,
    > > addebitato le cose agli anni passati, ma
    > vi
    > > sfugge l'elemento centrale della
    > questione:
    > > in altre parole, dal 2001, con il decreto
    > > del Presidente della Repubblica n. 328
    > del 5
    > > giugno 2001, esiste un'organizzazione
    > > dell'ordine degli ingegneri che è così
    > > diviso in tre sezioni e tra queste, la
    > > terza, è dedicata all'informatica. Quindi,
    > > oggi è possibile risolvere un problema
    > che,
    > > invece, prima del 2001 non era possibile
    > > risolvere, perché nel vecchio ordinamento
    > > l'ingresso degli informatici nell'ordine
    > > degli
    > > ingegneri (che comprende, oltre agli
    > > informatici, anche ingegneria civile e
    > > industriale) avrebbe creato il paradosso
    > di
    > > una possibilità per un laureato che
    > proviene
    > > dalla scienza dell'informazione di avere
    > > anche la titolarità professionale in campi
    > > dell'ingegneria, quella civile o quella
    > > meccanica, che sono certamente molto
    > > distanti da quella formazione. Tuttavia,
    > > essendo oggi l'ordine degli ingegneri
    > diviso
    > > in tre settori, questa vecchia
    > > preoccupazione viene a cadere, tant'è vero
    > > che voi con queste norme
    > > accogliete - ed è giusto - i nuovi
    > laureati
    > > in scienza dell'informazione, secondo la
    > > riforma universitaria, nel terzo settore
    > > dell'ordine degli ingegneri.
    > > Nel momento in cui si fa questo sarebbe
    > > stato molto logico accogliere nella
    > sezione
    > > dell'ordine degli ingegneri anche i
    > laureati
    > > in informatica nei decenni passati.
    > > È stato ricordato con grande precisione
    > > dalla collega Magnolfi che si tratta di 25
    > > mila professionisti e, tra questi, vi sono
    > > anche coloro i quali hanno portato
    > > l'informatica in Italia, sono stati i
    > > pionieri di questa importante materia.
    > > Questi ultimi, non solo hanno svolto
    > > un'attività di lavoro e di ricerca in
    > questo
    > > campo, ma - come sappiamo - hanno vissuto
    > > in prima persona la straordinaria
    > > trasformazione tecnologica e scientifica
    > che
    > > l'informatica ha avuto negli ultimi
    > > trent'anni. Si tratta di
    > > professionisti che, non solo hanno il
    > > bagaglio formativo acquisito ai tempi
    > della
    > > laurea - per molti di loro già negli anni
    > > settanta -, ma avendo seguito
    > > professionalmente la trasformazione
    > > tecnologica hanno anche accumulato una
    > > grande esperienza.
    > > Ciò che abbiamo cercato di chiarire è che
    > > non si tratta con una norma di inserire
    > tout
    > > court questi 25 mila professionisti
    > > nell'ordine degli
    > > ingegneri, si tratta più semplicemente di
    > > dare loro una possibilità, un'opportunità
    > di
    > > essere esaminati, di essere valutati. Un
    > > esame di Stato,
    > > con tutto il suo rigore, avrebbe
    > > rappresentato la sede più adatta per
    > > valutare i requisiti soggettivi di queste
    > > persone. Voi state dicendo che, a
    > > prescindere da qualsiasi valutazione
    > > soggettiva, comunque questi informatici
    > non
    > > sono in grado di firmare un progetto di un
    > > sistema informativo. Nello stesso tempo
    > > sostenete che, invece, un ingegnere edile
    > è
    > > sicuramente in grado - senza che vengano
    > > accertate le sue attitudini soggettive -
    > di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo: è chiaramente un paradosso.
    > Voi
    > > state impedendo l'accesso pieno a questa
    > > professione, a questo ordine
    > professionale a
    > > 25mila italiani. Lo stanno facendo in un
    > > settore come quello dell'informatica che è
    > > molto importante per il nostro paese.
    non+autenticato
  • Suvviaaa!
    Scienze dell'informatica...
    De'che'?

    L'ingegne' sa' fare...
    tutto quello che gli pare!

    - Scritto da: pinco pallino
    > Certo che a leggere queste cose vien da
    > chiedersi cosa bisogna in Italia per far
    > rispettare i propri diritti
    >
    > - Scritto da: A.Liberale
    > > E' continuata ieri la discussione in
    > > Parlamento sull'esclusione degli
    > informatici
    > > dall'esame di stato.
    > > Dai resoconti stenografici traspare tutta
    > la
    > > vergognosa inadeguatezza di cio' che si e'
    > > andato a configurarte.
    > >
    > > L'Onorevole Walter TOCCI punta il dito su
    > un
    > > paradosso che lascia sgomenti: <<... Voi
    > > state dicendo che, a prescindere da
    > > qualsiasi valutazione soggettiva, comunque
    > > questi informatici non sono in grado di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo. Nello stesso tempo sostenete
    > > che, invece, un ingegnere edile è
    > > sicuramente in grado - senza che vengano
    > > accertate le sue attitudini soggettive -
    > di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo: è chiaramente un paradosso.>>
    > >
    > > ---
    > > PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
    > > Ha chiesto di parlare per dichiarazione di
    > > voto l'onorevole Tocci. Ne ha
    > > facoltà.
    > > WALTER TOCCI. Signor Presidente, a nome
    > del
    > > mio gruppo preannuncio
    > > ...Ci dispiace molto non esprimere voto
    > > favorevole, perché in realtà nel
    > > decreto-legge, soprattutto nella
    > > formulazione che ne ha dato il Senato, ci
    > > sono anche molti altri aspetti positivi.
    > > ...Invece, ci dispiace dover registrare da
    > > parte del Governo e della maggioranza, un
    > > atteggiamento di chiusura su altri
    > problemi,
    > > che non sono risolti in questo testo e che
    > > in alcuni casi sono addirittura
    > aggravati.
    > > Per questo, con il voto di astensione
    > > vogliamo segnalare che avremmo votato
    > > a favore, complessivamente, se non ci
    > fosse
    > > stata questa chiusura da parte vostra.
    > > D'altro canto, che le cose non funzionino
    > è
    > > chiaro non soltanto da quello che diciamo
    > > noi, ma è risultato molto chiaro
    > > dall'atteggiamento che molti deputati
    > della
    > > maggioranza hanno avuto proprio in queste
    > > ultime battute dei nostri lavori, con la
    > > presentazione di emendamenti e di ordini
    > > del giorno che contestano apertamente le
    > > norme del decreto-legge. Non si tratta,
    > > quindi, di un decreto-legge «epocale»,
    > come
    > > lo ha definito con
    > > un'enfasi assolutamente fuori luogo la
    > > sottosegretaria Siliquini, ma sono gli
    > > stessi deputati della maggioranza a
    > > segnalare molti errori e molte ingiustizie
    > > contenute in queste norme o addirittura
    > > questioni, che non essendo trattate in
    > > queste norme, sono lasciate in una
    > > situazione di difficoltà.
    > > Ci sembra veramente eclatante
    > > l'atteggiamento di chiusura che avete
    > > assunto sugli informatici. Come al solito,
    > > avete ripercorso dei vostri argomenti
    > > elettorali e avete, ancora una volta,
    > > addebitato le cose agli anni passati, ma
    > vi
    > > sfugge l'elemento centrale della
    > questione:
    > > in altre parole, dal 2001, con il decreto
    > > del Presidente della Repubblica n. 328
    > del 5
    > > giugno 2001, esiste un'organizzazione
    > > dell'ordine degli ingegneri che è così
    > > diviso in tre sezioni e tra queste, la
    > > terza, è dedicata all'informatica. Quindi,
    > > oggi è possibile risolvere un problema
    > che,
    > > invece, prima del 2001 non era possibile
    > > risolvere, perché nel vecchio ordinamento
    > > l'ingresso degli informatici nell'ordine
    > > degli
    > > ingegneri (che comprende, oltre agli
    > > informatici, anche ingegneria civile e
    > > industriale) avrebbe creato il paradosso
    > di
    > > una possibilità per un laureato che
    > proviene
    > > dalla scienza dell'informazione di avere
    > > anche la titolarità professionale in campi
    > > dell'ingegneria, quella civile o quella
    > > meccanica, che sono certamente molto
    > > distanti da quella formazione. Tuttavia,
    > > essendo oggi l'ordine degli ingegneri
    > diviso
    > > in tre settori, questa vecchia
    > > preoccupazione viene a cadere, tant'è vero
    > > che voi con queste norme
    > > accogliete - ed è giusto - i nuovi
    > laureati
    > > in scienza dell'informazione, secondo la
    > > riforma universitaria, nel terzo settore
    > > dell'ordine degli ingegneri.
    > > Nel momento in cui si fa questo sarebbe
    > > stato molto logico accogliere nella
    > sezione
    > > dell'ordine degli ingegneri anche i
    > laureati
    > > in informatica nei decenni passati.
    > > È stato ricordato con grande precisione
    > > dalla collega Magnolfi che si tratta di 25
    > > mila professionisti e, tra questi, vi sono
    > > anche coloro i quali hanno portato
    > > l'informatica in Italia, sono stati i
    > > pionieri di questa importante materia.
    > > Questi ultimi, non solo hanno svolto
    > > un'attività di lavoro e di ricerca in
    > questo
    > > campo, ma - come sappiamo - hanno vissuto
    > > in prima persona la straordinaria
    > > trasformazione tecnologica e scientifica
    > che
    > > l'informatica ha avuto negli ultimi
    > > trent'anni. Si tratta di
    > > professionisti che, non solo hanno il
    > > bagaglio formativo acquisito ai tempi
    > della
    > > laurea - per molti di loro già negli anni
    > > settanta -, ma avendo seguito
    > > professionalmente la trasformazione
    > > tecnologica hanno anche accumulato una
    > > grande esperienza.
    > > Ciò che abbiamo cercato di chiarire è che
    > > non si tratta con una norma di inserire
    > tout
    > > court questi 25 mila professionisti
    > > nell'ordine degli
    > > ingegneri, si tratta più semplicemente di
    > > dare loro una possibilità, un'opportunità
    > di
    > > essere esaminati, di essere valutati. Un
    > > esame di Stato,
    > > con tutto il suo rigore, avrebbe
    > > rappresentato la sede più adatta per
    > > valutare i requisiti soggettivi di queste
    > > persone. Voi state dicendo che, a
    > > prescindere da qualsiasi valutazione
    > > soggettiva, comunque questi informatici
    > non
    > > sono in grado di firmare un progetto di un
    > > sistema informativo. Nello stesso tempo
    > > sostenete che, invece, un ingegnere edile
    > è
    > > sicuramente in grado - senza che vengano
    > > accertate le sue attitudini soggettive -
    > di
    > > firmare un progetto di un sistema
    > > informativo: è chiaramente un paradosso.
    > Voi
    > > state impedendo l'accesso pieno a questa
    > > professione, a questo ordine
    > professionale a
    > > 25mila italiani. Lo stanno facendo in un
    > > settore come quello dell'informatica che è
    > > molto importante per il nostro paese.
    non+autenticato
  • Non c'e' stata nessuna adesione al test sull'abolizione di TUTTI gli ordini ed albi professionali, sottoposto per ben 2 volte, ieri e l'altro ieri.

    Ne concludo che quelli che si erano nei giorni precedenti espressi in modo critico rispetto alla creazione di un ordine informatico, devono essersi dissolti.
    Oppure si trattava di sabotatori, magari gia' iscritti da qualche parte, che mossi da secondi fini, inviavano messaggi apparentemente critici verso il sistema ordinistico, ma affezionati invece al sistema esistente e intenzionati ad impedire la creazione di uno status giuridico proprio del professionista informatico?

    - Scritto da: A.Liberale
    > II invito al test.
    > Il I invito è andato deserto. Riproviamoci.
    > ---
    >
    > Sulla base dei commenti raccolti a partire
    > dal messaggio principale, si può assumere
    > che i concetti di Ordine e Albo
    > professionale non piacciono a tutti.
    >
    > Perche' non mettersi alla prova e fare un
    > test inviando messaggi a questo thread ?
    >
    >
    > Chi vorebbe abolire TUTTI gli Ordini e Albi
    > professionali esistenti ?
    >
    >
    > E' il momento che aspettavate, no?
    > Provateci, sollecitate gli interventi di
    > amici, parenti, colleghi, ecc. e vediamo
    > cosa viene fuori veramente.
    > Il grado di sensibilizzazione al tema si
    > potrà facilmente dedurre dal numero di testi
    > del thread.
    >
    > NB: testi firmati pero', altrimenti non
    > vale. Gli pseudonimi lasciano il tempo che
    > trovano!
    non+autenticato
  • > Ne concludo che quelli che si erano nei
    > giorni precedenti espressi in modo critico
    > rispetto alla creazione di un ordine
    > informatico, devono essersi dissolti.
    > Oppure si trattava di sabotatori,

    anche la comunità europea che sta multando la nostra italietta per gli albi e ne ha decretato la fine (giusta e sacrosanta) con l'impedimento di creare nuovi albi (e di conseguenza di adattarli alla realtà in evoluzione del mercato, privando assolutamente di valore tale antico e obsoleto strumento) tu la vedi come un sabotatore?
    Guarda però che non si "dissolverà" come quelli che additi.
    E poi scusa, che valore credi che abbia un thread firmato o meno con nomi e cognomi di fantasia su un giornale online per chiedere di abolire gli albi e ordini?
    Se vuoi fare una iniziativa seria scendi in strada e comincia a raccogliere le firme per proporre un referendum (credi di vivere sull'Enterprise o in Italia?)
    Sui thread si discute, e da un civile e maturo dibattito è emerso che molti considerano albi e ordini ormai obsoleti (specialmente in relazione all'albo troppo generalista proposto nell specifico caso) e la comunità europea, scusa se è poco, è di questo parere.
    Se poi l'italia vuole farsi multare (con i nostri soldi delle tasse, mica pensare che pagheranno i politici che propongono e votano per l'albo) che faccia, siamo in "democrazia"!
    Tanto si sa bene che dietro ognio albo, ordine e corso universitario ci sta dietro una baronia che succhia sangue agli iscritti/studenti/praticanti ma questo fa comodo a chi deve sfruttare con contratti di formazione o ricerca giovani preparati e freschi di studi!
    Una bella tangente e via, si crea una nuova baronia...
    Te lo dico perchè l'università l'ho fatta e la vita post universitaria l'ho vissuta per qualche anno e ho visto anche troppo e sono veramente STUFO di essere o sfruttato o preso per il C.LO da quest "signori"!
    non+autenticato
  • Tutte balle!
    L'anonimato ti fissa alla pura demagogia e se permetti in strada possiamo cominciare a scendere dopo che le persone serie avranno dimostrato di esserne veramente interessati.

    Tutte balle! In settembre ci sara' a Roma una riunione delle professioni regolamentate nell'UE. Il sistema non cambierà se a nessuno interessa veramente.

    Appare piu' che evidente che i cosiddetti contrari sono solamente contrari all'ordine degli informatici rimanendo pero' favorevoli a quelli esistenti...


    - Scritto da: nome e cognome
    > > Ne concludo che quelli che si erano nei
    > > giorni precedenti espressi in modo critico
    > > rispetto alla creazione di un ordine
    > > informatico, devono essersi dissolti.
    > > Oppure si trattava di sabotatori,
    >
    > anche la comunità europea che sta multando
    > la nostra italietta per gli albi e ne ha
    > decretato la fine (giusta e sacrosanta) con
    > l'impedimento di creare nuovi albi (e di
    > conseguenza di adattarli alla realtà in
    > evoluzione del mercato, privando
    > assolutamente di valore tale antico e
    > obsoleto strumento) tu la vedi come un
    > sabotatore?
    > Guarda però che non si "dissolverà" come
    > quelli che additi.
    > E poi scusa, che valore credi che abbia un
    > thread firmato o meno con nomi e cognomi di
    > fantasia su un giornale online per chiedere
    > di abolire gli albi e ordini?
    > Se vuoi fare una iniziativa seria scendi in
    > strada e comincia a raccogliere le firme per
    > proporre un referendum (credi di vivere
    > sull'Enterprise o in Italia?)
    > Sui thread si discute, e da un civile e
    > maturo dibattito è emerso che molti
    > considerano albi e ordini ormai obsoleti
    > (specialmente in relazione all'albo troppo
    > generalista proposto nell specifico caso) e
    > la comunità europea, scusa se è poco, è di
    > questo parere.
    > Se poi l'italia vuole farsi multare (con i
    > nostri soldi delle tasse, mica pensare che
    > pagheranno i politici che propongono e
    > votano per l'albo) che faccia, siamo in
    > "democrazia"!
    > Tanto si sa bene che dietro ognio albo,
    > ordine e corso universitario ci sta dietro
    > una baronia che succhia sangue agli
    > iscritti/studenti/praticanti ma questo fa
    > comodo a chi deve sfruttare con contratti di
    > formazione o ricerca giovani preparati e
    > freschi di studi!
    > Una bella tangente e via, si crea una nuova
    > baronia...
    > Te lo dico perchè l'università l'ho fatta e
    > la vita post universitaria l'ho vissuta per
    > qualche anno e ho visto anche troppo e sono
    > veramente STUFO di essere o sfruttato o
    > preso per il C.LO da quest "signori"!
    non+autenticato
  • - Scritto da: A.Liberale
    > Tutte balle!
    > L'anonimato ti fissa alla pura demagogia e
    > se permetti in strada possiamo cominciare a
    > scendere dopo che le persone serie avranno
    > dimostrato di esserne veramente interessati.
    Signor A.Liberale, lei è ridicolo, io posso appoggiare sul tread la sua mozione con tutti i nomi e cognomi che vedo sull'elenco del telefono.
    Se vuole realmente cambiare le cose con uno strumento democratico e trasparente raccolga le firme per un referendum, unico strumento costituzionale per abrogare una legge come quella che verrà emanata per costituire l'albo.
    Sarò il primo a mettermi in fila per firmarla (così avrà anche il mio nome e cognome, ed eventualmente se lei farà questo le stringerò la mano e le chiederò personalmente scusa di avrle dato del ridicolo, altrimenti se lo tenga)
    Se invece vuole solo mettersi avanti, mettersi in mostra e fare una "petizione" (come ne ho viste fare tante per i più disparati motivi) a qualche potente per farsi vedere e buttare fumo negli occhi mostrando migliaia di post, mail o quant'altro confidando che il potente nella sua sconfinata ignoranza sia disposto a tacitarla con una bustarella o una raccomandazione... be, a sbagliato posto.
    Qui c'è gente abbastanza ingenua da scannarsi pr lin contro win contro mac e insultarsi come bambini dell'asilo, ma non abbastanza ingenua da stare a questo suo giochetto del "test"

    > Tutte balle! In settembre ci sara' a Roma
    > una riunione delle professioni regolamentate
    > nell'UE. Il sistema non cambierà se a
    > nessuno interessa veramente.
    e allora se si vuole mettere avanti lo faccia con gli strumenti che la Costituzione le mette a disposizione, non con queste puerilità

    > Appare piu' che evidente che i cosiddetti
    > contrari sono solamente contrari all'ordine
    > degli informatici rimanendo pero' favorevoli
    > a quelli esistenti...
    sono contrario agli ordini e agli albi esistenti e futuri, perchè è il sistema ad essere obsoleto, come riconosciuto dalla UE.
    Ho visto progetti edilizi firmati da architetti o geometri anzichè da ingegneri, valutazioni di impatto ambientale firmate da ingegneri, medici e architetti anzichè da biologi, ho visto facoltà senza albo e albi senza facoltà...
    Il sistema di albi e ordini che abbiamo in Italia è obsoleto, ingiusto e viene sistematicamente aggirato con una bustarella dai soliti raccomandati e serve solo per fregare e spillare soldi a tutti gli altri.
    Sinceramente, spero in una riforma delle abilitazioni professionali di tutti i livelli che parta dalla sede comunitaria.
    No ai nuovi albi, no ai vecchi albi!
    non+autenticato
  • No. No. No. Tutte balle.
    Dare del ridicolo senza nemmeno firmarsi è quantomai improprio.


    - Scritto da: nome e cognome
    >... Signor A.Liberale, lei è ridicolo, io posso
    > appoggiare sul tread la sua mozione con
    > tutti i nomi e cognomi che vedo sull'elenco
    > del telefono.
    > Se vuole realmente cambiare le cose con uno
    > strumento democratico e trasparente raccolga
    > le firme per un referendum, unico strumento
    > costituzionale per abrogare una legge come
    > quella che verrà emanata per costituire
    > l'albo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: A.Liberale
    > No. No. No. Tutte balle.
    > Dare del ridicolo senza nemmeno firmarsi è
    > quantomai improprio.
    quali sarebbero le balle?
    non esistono le baronie dietro l'università e l'attale sistema di albi e ordini?
    lavori e concorsi pubblici non sono mai stati truccati da raccomandati mentre le pastoie legali del nostro sistema di albi e ordini servivano da paravento a tutto questo e impedivano l'accesso a tali appalti e concorsi a professionisti e società migliori?
    O forse la UE ha dato via libera all'Italia per creare altri ordini, non ci sta più multando.
    E'ora di finirla con tutto questo.
    Le ripeto, sono contro il sistema degli albi e degli ordini, secondo me è un bene che le direttive delle UE vadano in questo senso e spero che la riforma sarà profonda, retroattiva e strutturale.
    Mi spiega adesso quali sarebbero le mie balle?
    Io in cambio le spiego che le do del ridicolo perchè firmarsi su punto informatico non significa niente oltre a non avere valore legale e a non portare a nulla riguardo la risoluzione o anche solo la civile discussione del problema dell'albo informatico.
    non+autenticato
  • Le balle sono che l'UE non ha dato nessuna multa. La competenza per le professioni rimane nazionale.
    Mi dà del ridicolo e non so' nemmeno chi è lei. Pazzesco!

    - Scritto da: nome e cognome
    > - Scritto da: A.Liberale
    > > No. No. No. Tutte balle.
    > > Dare del ridicolo senza nemmeno firmarsi è
    > > quantomai improprio.
    > quali sarebbero le balle?
    > non esistono le baronie dietro l'università
    > e l'attale sistema di albi e ordini?
    > lavori e concorsi pubblici non sono mai
    > stati truccati da raccomandati mentre le
    > pastoie legali del nostro sistema di albi e
    > ordini servivano da paravento a tutto questo
    > e impedivano l'accesso a tali appalti e
    > concorsi a professionisti e società
    > migliori?
    > O forse la UE ha dato via libera all'Italia
    > per creare altri ordini, non ci sta più
    > multando.
    > E'ora di finirla con tutto questo.
    > Le ripeto, sono contro il sistema degli albi
    > e degli ordini, secondo me è un bene che le
    > direttive delle UE vadano in questo senso e
    > spero che la riforma sarà profonda,
    > retroattiva e strutturale.
    > Mi spiega adesso quali sarebbero le mie
    > balle?
    > Io in cambio le spiego che le do del
    > ridicolo perchè firmarsi su punto
    > informatico non significa niente oltre a non
    > avere valore legale e a non portare a nulla
    > riguardo la risoluzione o anche solo la
    > civile discussione del problema dell'albo
    > informatico.
    non+autenticato
  • > Le balle sono che l'UE non ha dato nessuna
    > multa.
    si informi
    > La competenza per le professioni
    > rimane nazionale.
    e le pare giusto così?
    non+autenticato
  • Ma la prego si informi lei, o sia più preciso.
    L'UE si preoccupa che sia garantito la libera circolazione dei professionisti nei vari paesi dell'unione ma non entra nel merito delle singole regolamentazioni.
    Lo trovo giusto, in quanto il miglioramento dvrebbe nascere dall'interno.


    - Scritto da: ll
    > > Le balle sono che l'UE non ha dato nessuna
    > > multa.
    > si informi
    > > La competenza per le professioni
    > > rimane nazionale.
    > e le pare giusto così?
    non+autenticato
  • > L'UE si preoccupa che sia garantito la
    > libera circolazione dei professionisti nei
    > vari paesi dell'unione ma non entra nel
    > merito delle singole regolamentazioni.
    > Lo trovo giusto, in quanto il miglioramento
    > dvrebbe nascere dall'interno.
    le sembra miglioratva la proposta di nuovi albi?
    se risponde di si significa che crede nella bontà del nostro sistema di albi e ordini.
    Crede che col marciume che ci portiamo dietro dalle baronie universitarie in avanti si posa migliorare dell'interno?
    Creando nuovi albi si darà solo più potere a questi signori che campano alla faccia nostra, io non lo trovo giusto e non credo che farà del bene al mercato del lavoro.
    lei lo crede?
    Se si le ribadisco che è solo ridicolo.
    E la pianti di dire che è assurdo che lo dica uno sconosciuto perchè se anche lei si firma a.liberale non dà alcuna prova della sua identità tale quale a me.
    non+autenticato
  • Fra persone serie ci si concede un briciolo fiducia.
    Cosa dire pero' di <<nome cognome>>, <<II>> e <<pinco pallino>>. Semplicemente ridicolo: demagogia o sabotaggio?


    - Scritto da: pinco pallino
    > > L'UE si preoccupa che sia garantito la
    > > libera circolazione dei professionisti nei
    > > vari paesi dell'unione ma non entra nel
    > > merito delle singole regolamentazioni.
    > > Lo trovo giusto, in quanto il
    > miglioramento
    > > dvrebbe nascere dall'interno.
    > le sembra miglioratva la proposta di nuovi
    > albi?
    > se risponde di si significa che crede nella
    > bontà del nostro sistema di albi e ordini.
    > Crede che col marciume che ci portiamo
    > dietro dalle baronie universitarie in avanti
    > si posa migliorare dell'interno?
    > Creando nuovi albi si darà solo più potere a
    > questi signori che campano alla faccia
    > nostra, io non lo trovo giusto e non credo
    > che farà del bene al mercato del lavoro.
    > lei lo crede?
    > Se si le ribadisco che è solo ridicolo.
    > E la pianti di dire che è assurdo che lo
    > dica uno sconosciuto perchè se anche lei si
    > firma a.liberale non dà alcuna prova della
    > sua identità tale quale a me.
    non+autenticato
  • Sulla base dei commenti raccolti a partire dal messaggio principale, si può assumere che i concetti di Ordine e Albo professionale non piacciono a tutti.

    Perche' non mettersi alla prova e fare un test inviando messaggi a questo thread ?


    Chi vorebbe abolire TUTTI gli Ordini e Albi professionali esistenti ?


    E' il momento che aspettavate, no? Provateci, sollecitate gli interventi di amici, parenti, colleghi, ecc. e vediamo cosa viene fuori veramente.
    Il grado di sensibilizzazione al tema si potrà facilmente dedurre dal numero di testi del thread.

    NB: testi firmati pero', altrimenti non vale. Gli pseudonimi lasciano il tempo che trovano!
    non+autenticato
  • II invito al test.
    Il I invito è andato deserto. Riproviamoci.
    ---

    Sulla base dei commenti raccolti a partire dal messaggio principale, si può assumere che i concetti di Ordine e Albo professionale non piacciono a tutti.

    Perche' non mettersi alla prova e fare un test inviando messaggi a questo thread ?


    Chi vorebbe abolire TUTTI gli Ordini e Albi professionali esistenti ?


    E' il momento che aspettavate, no? Provateci, sollecitate gli interventi di amici, parenti, colleghi, ecc. e vediamo cosa viene fuori veramente.
    Il grado di sensibilizzazione al tema si potrà facilmente dedurre dal numero di testi del thread.

    NB: testi firmati pero', altrimenti non vale. Gli pseudonimi lasciano il tempo che trovano!
    non+autenticato
  • Ai laureati in Scienze dell'informazione spetta (ed è sufficiente) un Decreto di eqiupollenza con le lauree specialistiche classe 23/S che il M.I.U.R. potrebbe già emanare in ragione delle considerazioni accolte in Senato il 16/7/2002.

    SI TRATTA UN ATTO DOVUTO, INDIPENDENTEMENTE DALL?ESISTENZA O MENO DI ORDINI ED ALBI!

    Perchè viene negato ?
    Perché si guarda da un'altra parte ?

    <A HREF="http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografi... Walter 7 4">http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografi... Walter 7 4</A>

    WALTER TOCCI. <<Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge 10 giugno 2002, n. 107, è, tutto sommato, un piccolo provvedimento composto di pochi articoli; eppure, in questi pochi articoli, il Governo è riuscito a scontentare tante persone. Ho fatto un calcolo: gli articoli sono appena cinque, ma sono almeno cinquantamila le persone scontentate da questo testo legislativo! ... Ma ancora più grave è la situazione dei laureati in scienza dell'informazione. Voi negate a questi informatici, circa 25.000 informatici italiani, di accedere all'esame di Stato. Sono 25.000 informatici che hanno iniziato, i più anziani, nel 1969, quando fu introdotta in Italia la facoltà di scienze dell'informazione e voglio ricordare che, fino al 1992, quando fu istituito il corso di laurea in ingegneria informatica, questi laureati erano anche gli unici laureati in informatica nel nostro paese. Si tratta quindi di 25.000 professionisti che hanno introdotto l'informatica in Italia, che sono stati i pionieri di questa importantissima disciplina e voi, con questa norma, dite a questi 25.000 informatici che non possono partecipare all'esame di Stato. È una cosa enorme ed è una cosa che non ha alcuna giustificazione. Se infatti poteva averla in passato, quando l'ordine degli ingegneri era un ordine complessivo che comprendeva tutte le diverse professionalità, oggi questa negazione, questa discriminazione, questo divieto di accesso non ha più alcun senso. Con la riforma, infatti, l'ordine degli ingegneri è stato diviso in tre settori tra i quali anche quello dell'informatica. Tanto è vero che i nuovi laureati in scienza dell'informazione possono benissimo accedere a questa sezione dell'ordine degli ingegneri e non solo, anche un vecchio ingegnere, magari con una laurea in un ramo molto diverso dall'informatica (un ingegnere edile o meccanico) può benissimo sostenere l'esame di Stato per la sezione informatica dell'ordine degli ingegneri. Non può farlo, invece, un professionista laureato in scienze dell'informazione negli anni settanta, da pioniere in questo settore e che, quindi, ha sviluppato un'esperienza professionale di grande livello. Voi state dicendo a questi 25.000 professionisti che non potranno mai firmare un progetto di un sistema informativo mentre può firmarlo un ingegnere edile o un ingegnere meccanico. Voi state dicendo a questi 25.000 informatici che non possono partecipare all'esame di Stato, cioè voi state dicendo che, a prescindere dalle valutazioni dell'esame di Stato, questi informatici non sono all'altezza, non hanno la professionalità adeguata per firmare un progetto di un sistema informativo. State dicendo una cosa enorme. Andiamo a valutare le singole professionalità di queste persone! Noi non diciamo, ovviamente, che tutti debbano entrare nell'ordine degli ingegneri; noi chiediamo di dare la possibilità a questi venticinquemila informatici italiani di partecipare all'esame di Stato che è un esame rigoroso, severo, e in quella sede si vedrà chi ha le capacità e le competenze specifiche per firmare progetti e per svolgere quelle attività tipiche correlate all'iscrizione ad un ordine professionale. Voi negate alla radice questa possibilità e dite, alla radice, che questi 25.000 informatici non sono capaci di svolgere lavori che, probabilmente, svolgono già da tanti anni in attività equivalenti.
    Ecco, quindi, che siamo in presenza, anche in questo caso, di una negazione della libera professione: voi impedite, totalmente, a questi 25.000 liberi professionisti di esercitare la libera professione. E la chiamate Casa delle libertà! Devo dire che è una Casa delle libertà molto stretta ed angusta: chi è dentro è dentro, chi sta fuori rimane fuori.>>

    MARIA GRAZIA SILIQUINI, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca.<<Signor Presidente, mi sembra doveroso svolgere alcune precisazioni sui punti più salienti della questione. ... Voglio rispondere ancora sui giornalisti e sugli informatici, perché sono argomenti di estrema importanza. Quello relativo agli informatici è un argomento talmente importante che il Governo si è fatto carico di presentare al Senato un ordine del giorno che ha proposto alla maggioranza e all'opposizione. Mi auguro e auspico che, su questa particolare questione, vi sia un'identica visione nell'interesse della collettività e dei nostri giovani.
    Attraverso questo ordine del giorno il Governo ha preso atto che nella precedente legislatura per gli informatici non si è previsto un chiaro inserimento. Vi è, quindi, un problema di rapporti tra i laureati in scienza informatica e i laureati in ingegneria informatica: si tratta, infatti, di due cose diverse. Bisogna capire se si tratti di due realtà compatibili, quali siano le rispettive competenze e dove e come debbano essere inseriti i laureati in scienza informatica. È un altro problema che il Governo ha ereditato. In questo caso, non si tratta di agire tramite decreto-legge, ma di istituire una commissione di studio che rivisiti e aggiorni il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, laddove siano presenti quei problemi che hanno dato vita al contenzioso. Bisogna, cioè, stabilire cosa fanno gli informatici, gli ingegneri, se gli stessi rientrino nella sezione B o nella sezione A. Per fare tutto questo con la massima coscienza e consapevolezza del nostro lavoro non possiamo usufruire di un decreto-legge a casaccio; ciò mi sembrerebbe veramente una cosa poco seria.
    Proprio per risolvere questi problemi abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo a procedere con la massima urgenza per capire quale sia la posizione degli informatici e, di conseguenza, inserirli regolarmente e valutarne le competenze in rapporto alla laurea in ingegneria. Ricordo che l'ordine del giorno presentato è stato accolto dal Governo e sottoscritto anche dai gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e dai Verdi, i quali hanno convenuto sulla sua bontà. Questo ordine del giorno effettivamente riconosce l'esistenza di un problema e si propone di affrontarlo, ma non attraverso un decreto-legge.
    Ribadisco, quindi, che il Governo ripresenterà questo ordine del giorno. Inoltre, ricordo che gli iscritti agli albi sono un milione e mezzo e i giovani sono centinaia di migliaia; il Governo si è preoccupato di loro e, ovviamente, se vi è un settore che è rimasto scoperto a causa
    non+autenticato
  • Sono 10 anni ormai che lavoro nel campo, e posso garantire che SEMPRE, dopo anni di collaborazione con le più svariate realtà del mondo informatico, quando mi sono fatto avanti con pretese più alte, (che dico, esorbitanti, evidentemente, un aumento del 10% viene ritenuto mostruoso!) mi sono sempre visto dare dell'infamone, mi sono sentito dire che le mie richieste erano esagerate, quando sapevo per certo che il mio lavoro veniva rivenduto al doppio del prezzo che costava.

    Ora, a mio modestissimo parere, un albo o un ordine non serve a nulla, per più ragioni:

    1)Non tutela affatto il professionista, che nella maggior parte dei casi dovrebbe essere protetto dalla maleducazione e cattiva fede del cliente.
    2)Non determina affatto una maggiore disponibilità di figure professionali esperte per il mercato, disponibilità che si ottiene facendo invece si che, per esempio, le percentuali di abbandono delle lauree si abbassino dai livelli mostruosi cui sono ora.
    3)Non insegna al mercato che il professionista informatico che fornisce i suoi servizi all'azienda è strategico ed essenziale come la commercialista o l'avvocato o il notaio.

    Potrei anche continuare, ma mi preme di più segnalare alcune altre cose:
    Le aziende italiane considerano i propri dipendenti o consulenti informatici alla stregua degli elettricisti o degli idraulici, (senza nulla togliere!) e spesso li pagano anche di conseguenza.
    D'altro canto capiscono benissimo invece il valore commerciale di quanto acquistano, visto che nove volte su dieci tentano di strappare al professionista i suoi giusti diritti su quanto (software, siti e quant'altro) realizzato, e lo rivendono a 2 o 3 volte il valore a cui lo hanno acquistato.


    non+autenticato
  • Sempre perche' gli ordini sembrano in generale non piacciono molto, parliamo di regolamentazione professionale.
    Quali sono i motivi che giustificano l'adozione di una specifica regolamentazione?
    Sono diversi tipi: dalla verifica di requisiti in termini di competenze al censimento degli operatori (albo o registro), dalla capacità di valutare qualità e individuare le responsabilità, ecc.
    La politica a cui si ispira l'UE e' comunque quella di regolamentare esclusivamente quelle professioni in cui vi sono rischi per la salute: in sostanza medici e affini.

    Chiedersi se vi siano ragioni per regolamentare anche l'informatica.
    In Italia, la risposta e' si' e lo rimarra', fintanto che esistera' l'albo degli ingegneri e fintanto che i posti di dirigenza area informatica saranno assegnati preferenzialmente a iscritti ad albi per fattori di tipo culturale.

    Le ingiuste discriminazioni perpetrate a danno dei laureati in scienze dell'informazione, registrate negli ultimi dieci anni in concorsi per la P.A., sono la dimostrazione del prevalere di una cultura faziosa dell'ignoranza. E una tale cultura vigliacca ma persistente, checche' se ne dica, si riflette purtroppo anche nel campo privato.


    - Scritto da: Shores
    >... Ora, a mio modestissimo parere, un albo o un
    > ordine non serve a nulla, per più ragioni:
    >
    > 1)Non tutela affatto il professionista, che
    > nella maggior parte dei casi dovrebbe essere
    > protetto dalla maleducazione e cattiva fede
    > del cliente.
    > 2)Non determina affatto una maggiore
    > disponibilità di figure professionali
    > esperte per il mercato, disponibilità che si
    > ottiene facendo invece si che, per esempio,
    > le percentuali di abbandono delle lauree si
    > abbassino dai livelli mostruosi cui sono
    > ora.
    > 3)Non insegna al mercato che il
    > professionista informatico che fornisce i
    > suoi servizi all'azienda è strategico ed
    > essenziale come la commercialista o
    > l'avvocato o il notaio.
    >
    > Potrei anche continuare, ma mi preme di più
    > segnalare alcune altre cose:
    > Le aziende italiane considerano i propri
    > dipendenti o consulenti informatici alla
    > stregua degli elettricisti o degli
    > idraulici, (senza nulla togliere!) e spesso
    > li pagano anche di conseguenza.
    > D'altro canto capiscono benissimo invece il
    > valore commerciale di quanto acquistano,
    > visto che nove volte su dieci tentano di
    > strappare al professionista i suoi giusti
    > diritti su quanto (software, siti e
    > quant'altro) realizzato, e lo rivendono a 2
    > o 3 volte il valore a cui lo hanno
    > acquistato.
    >
    >
    non+autenticato
  • Concordo pienamente
    non+autenticato
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