Accomunata all'Egitto per essere stata annoverata da RSF nella lista dei tredici nemici di Internet, la Cina, nei giorni scorsi, ha annunciato di voler
regolamentare e
controllare più da vicino le pubblicazioni su Internet. Blog compresi.
Reuters riporta infatti le parole del direttore dell'ente cinese di regolamentazione della stampa, Long Xinmin: "In un momento in cui Internet cresce a dismisura, la vigilanza del governo e i mezzi per il controllo devono affrontare nuove questioni", ha riferito al Parlamento della Repubblica Popolare nei giorni scorsi.
I blog cinesi, che si stima abbiano raggiunto i
34 milioni nei mesi scorsi, rappresentano per Pechino una sfida crescente. Non vengono forniti dettagli tecnici riguardo al modo in cui verrà affrontata la questione, tuttavia è notorio il ricorso al pugno di ferro:
arresti,
censure,
obbligo di identificazione.
Proprio la scorsa settimana, inoltre, il governo cinese
ha bloccato per qualche tempo l'accesso alla piattaforma di blogging
LiveJournal. Il blocco,
ha dichiarato a
Wired Xiao Qiang, dissidente e fondatore di
China Digital Times, coincide con il riunirsi dell'Assemblea Nazionale del Popolo: "il controllo è più pressante perché il governo vuole evitare che si diffondano opinioni politiche".
Riguardo alle misure in arrivo, però, Long Ximin ha dichiarato che "la libertà di espressione dei cittadini verrà tutelata appieno".
Gaia Bottà