USA, una nazione che sarà wireless

L'idea di una grande rete senza fili nazionale capace di arrivare più o meno ovunque e in banda larga cattura l'interesse dei big del settore. Ma la strada è lunga

Roma - La visione è più o meno quella di un paese grande come un continente, gli Stati Uniti, collegato a banda larga via wireless. Una visione molto ambiziosa che dopo mesi di riflessione sembra ora pronta ad interessare i grandi dell'ICT. La tecnologia al centro di quello che è stato definito Progetto Rainbow (Radio Access Independent Broadband on Wireless) è il wi-fi (802.11).

Stando a quanto riferito dal New York Times, sull'idea di un network nazionale stanno ora arrivando colossi come IBM, AT&T e soprattutto Intel, bramosi di poter giocare un ruolo importante nella realizzazione del progettone. Loro, e le altre imprese che saranno coinvolte, mirano a realizzare un network capace di consentire a chi dispone di device portatili, dai palmari ai laptop, di connettersi alla rete in banda larga pressoché ovunque.

Mentre le grandi ragionano sugli strumenti da realizzare e soprattutto sul modello di business e sulla sua fattibilità, c'è un consorzio non profit, Pass-One, che intende realizzare un "logo" che consenta di individuare rapidamente quegli spazi che disporranno del nuovo servizio. Negozi, bar, ristoranti, persino aeroporti e via dicendo potranno esporre il logo per designare un ambiente "wi-fi friendly".
Il ruolo di Pass-One in questo progetto è rilevante. Basti pensare che deve convogliare verso l'utilizzo di tecnologie wireless standardizzate una decina di diversi provider di connettività Internet wireless. Il tutto anche a livello internazionale, visto che tra i membri fondatori di Pass-One vi sono imprese europee, come la svedese Tele2 e la Wificom francese.

L'interesse dei "big" per il progetto ha il sapore di una rivelazione, forse di una anticipazione non richiesta dai colossi del settore, tanto che IBM non ha confermato neppure l'esistenza del progetto stesso. Ma in passato proprio da IBM, e in particolare dal vicepresidente dei Wireless Services Dan Papes, è giunta parola sulla necessità di realizzare una rete wi-fi nazionale. In una intervista su infoworld, Papes ha dichiarato che "non c'è un solo carrier che possa fornire questa capacità (di connessione, ndr). Occorrerà mettere insieme un gruppo di imprese per realizzare una LAN wireless virtuale. Un concetto sul quale nutriamo molto interesse ma sul quale non c'è nulla che io ora possa dire".

Non sono ovviamente tutte rose e fiori. Il Progetto porta con sé non solo enormi investimenti ma anche e soprattutto proprio la necessità di coordinare attori tanto numerosi e tanto diversi in un mercato che oggi è gestito con metodi e tecnologie differenziate, su standard non sempre compatibili e con costi diversi...
2 Commenti alla Notizia USA, una nazione che sarà wireless
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  • Premessa faccio questo commento sensa aver letto l'articolo ma solo il titolo.

    Ma prima di lanciarci in un universo sensa cavi vogliamo fare degli studi seri e approfonditi dell'incidenza sull'ambiente e sulle persone di tutte queste onde destinate a sostituirli?
    non+autenticato


  • - Scritto da: yuptost
    > Premessa faccio questo commento sensa aver
    > letto l'articolo ma solo il titolo.
    >
    > Ma prima di lanciarci in un universo sensa
    > cavi vogliamo fare degli studi seri e
    > approfonditi dell'incidenza sull'ambiente e
    > sulle persone di tutte queste onde destinate
    > a sostituirli?

    Naturalmente sarà tutto sicuro e innocquo, ma se ci dovessero essere dei problemi non sarebbe meglio scoprirli prima che qualcuno abbia interessi troppo grossi da difendere e prima che diventi un bene necessario per gli utilizzatori?
    non+autenticato