I DVD pirata che rendevano 10mila euro al mese

Questa la stima delle Fiamme Gialle che hanno denunciato un triestino che gestiva una duplicazione industriale illegale di DVD, che spediva poi in tutta Italia. Indagati anche molti di coloro che compravano online

Roma - Un 33enne gestiva 32 computer che controllavano una rete di masterizzatori capace di riprodurre fino a 100 DVD pirata in un'ora, DVD che poi venivano spediti per corriere ad una rete di clienti contattati online che aveva raggiunto quota 900 persone. Questi i numeri essenziali di una operazione antipirateria condotta nel weekend dalla Guardia di Finanza di Trieste.

Dell'uomo si conoscono solo le iniziali, C.D., e stando alla ricostruzione degli inquirenti, gestiva un cataloogo di 5mila film pirata: prendendo in noleggio copie autentiche e riproducendole illegalmente, si era dotato di una centrale di masterizzazione nel triestino con cui produceva su richiesta le copie di questo o quel film. I prezzi? Dai 3 ai 5 euro a film.

Non è dato sapere se C.D. sia anche dietro le massicce operazioni di spam con cui da anni pirati di varia natura si affidano nel tentativo di "reclutare" acquirenti per offerte di film e software contraffatti a basso prezzo, ma si sa che almeno alcuni degli acquirenti che si son rivolti a C.D. sono finiti nell'inchiesta. Le Fiamme Gialle hanno infatti eseguito alcune perquisizioni domiciliari in Veneto, Liguria ed Emilia Romagna, indirizzate in particolare a chi aveva comprato le maggiori quantità di DVD pirata. Nelle case di costoro sono stati rinvenuti più di 20mila DVD illegali.
In una conferenza stampa, gli agenti che si sono occupati delle indagini hanno spiegato che il sito del "negozio" dell'uomo era ospitato su un server statunitense ed era stata affittata da un prestanome l'abitazione che nel quartiere di Servola ospitava la centrale di duplicazione.

All'uomo gli agenti sono arrivati proprio grazie al sito, che all'apparenza era predisposto per la vendita di locandine cinematografiche: una volta identificato, attraverso alcuni appostamenti sono risaliti al "luogo di lavoro" che aveva predisposto e che ora è sotto sequestro.

A quanto pare, il 33enne riusciva a guadagnare da questo traffico fino a 10mila euro al mese.
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